Un frammento che si spezza
mischiandosi all’ignoto
fior di loto e ruvida carezza
viaggi ai confini della luce
e ritorni su sentieri perduti
ci guardiamo, sangue e rifiuti
ci respiriamo croce e voce
si vede tutto da quest’altezza
e come in una vecchia foto
cadiamo lungo la rotta della tenerezza.
della vita che prende la mano
per portarti laddove il respiro
della notte è un lievissimo suono.
Altra cosa è sentire l'amore
di un sorriso, uno sguardo sincero,
un musetto gioioso, il chiarore
delle stelle che scalzano il nero.
E racconta il profumo del cielo
quando tende a velare il paesaggio
con un soffio di nebbia e sei solo
con te stesso e sei solo il tuo viaggio.
Ed allacci i pensieri, i respiri
a una pietra, una nuvola, un ramo,
un ricamo di fiori, il profumo
d'altri tempi dai freschi sapori.
Poi guardare con nuovo stupore
tutto intorno e restarne sorpresa...
ogni cosa è un'impronta nel mare
della vita... è un'immensa distesa.
![viaggiando[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/viaggiando1_ee71c.jpg)
Non è finito il mio peregrinare...
ho sempre valige da riempire
e da svuotare, ostelli da abitare.
Stanze squallide e disadorne
m'accolgono con le brezze dell'ovest
che la notte la luna non riesce a rischiarare.
I miei giorni
non hanno mai fiori d'annaffiare.
Vivo da nomade,
lontani i giorni stabili e stanziali
quasi da non percepirne il sentore,
solo un vecchio organetto
col suo suono familiare
mi riporta ogni tanto
al mio vero essere reale.
Mi chiedo quale sarà il porto
del mio perenne mare
in cui potrò finalmente
ormeggiare la mia nave?
poi tace, ma a goderla solo il mare,
disteso come un Ercole a riposo.
… Il silenzio indossa vibrati d’ali e,
sulla scogliera, sfilano danze
di becchi stridenti.
… Il giorno è sempre un dono,
porto da timide braccia di sole,
sveglierà l’affanno,
la delusione delle speranze,
perché i dolori del mondo
non dormono mai oppure
hanno sonno breve.
… I resti della notte,
portati via da una ramazza,
il profumo di fresia e il salmastro,
la brezza e l’odore di pace,
tutto arriva a conforto dell’anima.
… E questo mare ancora dorme,
alle carezze leggere di remi
che sperano.
… E il mio silenzio, ora, si fa voce
“Dove sono i pensieri tempestosi,
le ansie che assalgono? ”
… Oh, se tutte le ore portassero
questa pace…
dai sentimenti ambrati,
ammalianti,
e il fiume di lacrime a bagnare il dolore
mi ha sbattuto in faccia la fragilità
e ho scoperto che la mia sensibilità
vale più delle tua presunzione
Ho capito che il mio futuro
non avrà il tuo nome
Ho accolto il pianto come un conforto
e la rabbia sparsa in tutto il mio corpo
ha risvegliato la mia saggezza
mi ha ridato la certezza
che non meriti il mio valore
Ho capito che il mio futuro
non avrà il tuo nome
si riveste di maestà
e non c’è competizione.
Non val ragione alcuna,
né sacrifici ed olocausti tutti.
D'eternità si esulta
in cielo e non in terra,
qui vige una guerra
che non finisce mai
in quel mare di guai
che ci siamo inventati,
di cui siamo padroni
stolti predoni.
Eppur se penso,
oltre quei confini
mi si sazia il cuore la speranza
quando nel privato,
solo in una stanza,
prego.
Illusioni
che come un' eco lontano
vagano nell'aria satura di dolore.
imbrogli e grovigli di pensieri
che si spaccano contro rocce di sale
e l'inganno della mente si para
come verità.
e tu credi
come bere acqua
ad una fonte pura.
illusioni da non dare importanza
ma solo una timida speranza
che chiude gli occhi e immagina.
immagina ancora baci da donare
e un cuore che come sole e vento
riempie il vuoto.
mani che tremano d'istinto
per costruire quell'equilibrio fragile
che taglia il viso e annienta il cuore.
"Cambia tutto se è il silenzio a vibrare"
e se il vibrato dell'anima è un suono impercettibiledi fronte al tuono che si espande oltre l'indicibile.
Sembrano fronde che cadono dai salici tutti quelle luci..
oltre il confine dei muri non posso udire il sarcasmo
e l'invalidità delle poche cose lasciate al tempo
è nelle carte spogliate sul tavolo
e nello schiocco di occhi disarmati.
Piangono raggi laser in direzione uguale e contraria
ai tronchi piantati nel terreno umido. Se hai riso
è perché te ne ho dato il tempo, tra un verso di gemme
fiorito e un altro inciso nel sangue del cuore ferito.
Una lira suona un triangolo disadorno
e negli ulivi e negli oleandri si specchiano mani
ricche d'antico le vedo ancora impastare farina,
specchiare nelle libbre l'olio da aggiungere
al taglio del sapone, graniti i pomeriggi d'orzo e grano
sulla collina il mandorlo fiorisce ancora
e ne sento i frutti nella bocca
i muri sono bianchi di calce
il pulito ha l'odore puro della collina.
Non sei la più bella del reame, lo specchio si è arrabbiato,
solo quella che ha più corteggiatori, per le lire che risuonano
nei corridoi del palazzo dei Coleotteri rossi.
L'incantesimo è rotto, per ricostruirlo ci vorrà un nuovo mago,
in arrivo dal borgo degli Amanti distratti.
Lo specchio non risponde più alle domande
e il vento ha cambiato direzione
è il sottobosco di Van Gogh che cambia la luce
e il verde ha rami cerulei, se guardi sotto ogni foglia
la sua follia è intrecciata alla mia
le favole hanno distratto gli amanti e si sono persi
tra briciole e finte coreografie
hai mai visto Giulietta sporgersi dalla casa sull'albero?
Niente mattoni né trecce
nell'amore distratto tutto viene dimenticato
al primo sbadiglio
nella poltrona rossa del teatro
nessuno si specchia più
sono finte le parole vestite di pelle
l'ecologico è diventato il trend da seguire
e nelle favole nessuno più mangia
green peace ha portato i gommoni
a salvaguardia degli animali
e sulle coste rimangono uomini soli
le braccia chiedono aria
in una preghiera che nessuno sente
io annego ogni volta con loro
e quando m'immergo
ne sento ogni pianto
a riva battono ancora reami sperduti
e le finte promesse che annaspano
tra onde gigantesche. La commedia
è ancora in corso, se la chiami tragedia,
è come se rubassi l'osso al cane.
Il pane che sa di sale l'ho mangiato in passato,
ora ti chiedo quel pezzo di torta
che è rimasto dalla festa di compleanno,
l'ultima che c'è stata. Così per colmare l'ansia
che m'assale ogni santo giorno quando
guardando fuori dalla finestra vedo alberi spogli
e figli che non ci sono, impegnati dall'altra parte
del mondo a fare il loro percorso,
ora che il tempo mi è sfuggito dalle mani. Da qualche parte,
però, ci sarà un sentiero amico, un posto di ristoro,
forse nel regno dei Balocchi e dei Sognatori
o nel borgo dei Giganti con la coda di zucchero filato.
Il fiato che m'è rimasto ti farà compagnia, e non solo oggi.
si riempiono la bocca di frasi latine
e il deretano con liquami di pensieri
sperando che dio non confonda le due facce.
All’ombra colpevole dei confessionali,
allungando mani lebbrose intarsiate d’oro,
spengono le vite degli altri
come fossero candele lasciate all’aperto.
Sodomiti dalle croci falliche,
peccatori resi puri col silenzio,
osano parlare di giustizia e di valori
violando l’innocenza altrui al ritmo dei sermoni.
Intanto, dal suo varco per l’inferno
il massone dall’abito bianco,
ricevendo tributi dallo stato vassallo,
offre al suo stesso nemico l’agnello sacrificale.
Sulla sua testa, un Giudizio Universale sbiadito,
piange i figli di una nuova Gomorra,
indulgenza in cambio di un’espiazione
concessa da un dio nato già morto.
tu senta tutto questo mio bene?
Se dovessi essere
meno che un ricordo sbiadito?
… Faccio un fascio di queste carezze
sciolte sulla tua pelle di seta,
sul tuo viso da angelo e ti abbevero.
Imprimo gli occhi nei tuoi
e mi faccio spazio tra quelle che
ancora non sono emozioni, per te,
forse neanche ancora pensieri.
… Voglio donarti il mio sapore,
il mio odore, chè questi momenti
non siano il niente muto.
Il silenzio, che fluisce nel tuo sentire,
il sorriso che nasce dalla tua mente,
ad un mio bacio, accolgano, fin d’ora,
questo vivere dolce.
… E semmai solo flash impressi,
che sorrisi e amore, cornice di un ricordo,
siano il più tenero segno
della mia passata presenza.
… Se dovessi andare prima che
tu possa dirmi di me e di te, ti prego,
ricordami con un sorriso…









