Sto consumando il mio tempo
Come un rubinetto che gocciola
Lento, monotono ma inesorabile nel suo ticchettio.
Una goccia un giorno!
Ogni tanto apro questo cazzo di rubinetto…ma
vivere come una cascata è pericoloso…
ci vuole coraggio nel farlo apposta.
Succede in casi rari che si apra da solo…
quando sei innamorato ad esempio
o quando respiri per caso l’anima di qualcuno
passandogli attraverso come un temporale.
Viviamo come se fossimo immortali
Invece dovremmo morire ogni notte
Una vita in un giorno.
Considerando ottanta anni terrestri
avremmo vissuto ventinovemiladuecentoventi vite
…vita più vita meno.
Apri gli occhi al mattino e ne cominci una nuova
con l’esperienza di quelle precedenti.
Adopereresti tutto il tuo tempo ad inseguire un sogno e di notte,
prima di morire, ti accorgeresti di come è stato pieno il tuo esistere,
di quello che hai realizzato e di quello che hai lasciato incompiuto.
Quanti amori divoreresti in ventinovemiladuecentoventi vite?
E chi cazzo perderebbe tempo sul divano
a guardare la televisione?
Ad andarti male cammineresti per qualsiasi via del mondo
riempiendoti gli occhi e la mente
disponibile sempre a fare l’amore
subito, immediatamente
con la persona che incontri e che ti piace.
Tenderesti la mano e chiunque la stringerebbe sarebbe stupido
perdere tempo a litigare o a fare la guerra.
Auguro buona notte a tutti
Per quel che mi riguarda
attendo di rinascere ad ogni risveglio.
Come un rubinetto che gocciola
Lento, monotono ma inesorabile nel suo ticchettio.
Una goccia un giorno!
Ogni tanto apro questo cazzo di rubinetto…ma
vivere come una cascata è pericoloso…
ci vuole coraggio nel farlo apposta.
Succede in casi rari che si apra da solo…
quando sei innamorato ad esempio
o quando respiri per caso l’anima di qualcuno
passandogli attraverso come un temporale.
Viviamo come se fossimo immortali
Invece dovremmo morire ogni notte
Una vita in un giorno.
Considerando ottanta anni terrestri
avremmo vissuto ventinovemiladuecentoventi vite
…vita più vita meno.
Apri gli occhi al mattino e ne cominci una nuova
con l’esperienza di quelle precedenti.
Adopereresti tutto il tuo tempo ad inseguire un sogno e di notte,
prima di morire, ti accorgeresti di come è stato pieno il tuo esistere,
di quello che hai realizzato e di quello che hai lasciato incompiuto.
Quanti amori divoreresti in ventinovemiladuecentoventi vite?
E chi cazzo perderebbe tempo sul divano
a guardare la televisione?
Ad andarti male cammineresti per qualsiasi via del mondo
riempiendoti gli occhi e la mente
disponibile sempre a fare l’amore
subito, immediatamente
con la persona che incontri e che ti piace.
Tenderesti la mano e chiunque la stringerebbe sarebbe stupido
perdere tempo a litigare o a fare la guerra.
Auguro buona notte a tutti
Per quel che mi riguarda
attendo di rinascere ad ogni risveglio.
2 commenti
Se riesco solo un attimo
a fermarmi
da questa vita così programmata.
Se solamente riuscissi
a pensare
quanto è bello questo cielo
com’è immenso il nostro mondo
che riesce a dare vita
ad ogni cosa
starei sicuramente attento
a non calpestare le più piccole cose
così! Tanto per credermi più forte
senza capire che la mia forza
non vale niente
se non ho l’intelligenza
di saperla usare
come vorrebbe Dio…
a fermarmi
da questa vita così programmata.
Se solamente riuscissi
a pensare
quanto è bello questo cielo
com’è immenso il nostro mondo
che riesce a dare vita
ad ogni cosa
starei sicuramente attento
a non calpestare le più piccole cose
così! Tanto per credermi più forte
senza capire che la mia forza
non vale niente
se non ho l’intelligenza
di saperla usare
come vorrebbe Dio…
Per non dimenticare …
Che abbiamo già dimenticato.
Come se non avessimo vissuto.
Morti nei telegiornali,
Negli speciali in prima TV,
nelle “facoltà” dei social,
Nei lager del falso buonismo,
nella democrazia dell’ odio.
Ma lo “spettacolo” continua
Nelle pubblicità,
Tra una bomba e l’ altra
Tra un gommone e una valanga,
“la soluzione finale dell’ ipocrisia”.
-IO NON DIMENTICO-
Troppo facile da dire,
-MA VOGLIO RICORDARVI-
che l’ uomo ANCORA uccide
più della morte naturale.
Allineato lungo un asse,
e q u i d i s t a n t e
sembrava un binario solitario,
ma era il binario che attraversava
città deserte e conduceva al
campo trentasei.
Quel treno era il treno della
morte, partiva senza far ritorno
un viaggio di sola andata, gli uomini,
le donne i bambini sapevano di
andare a morire.
I carnefici sembravano gentili,
ma erano assetati volevano
incenerirli perché diversi,
non era solo il popolo di Dio,
c’erano culture diverse ma uomini
e donne vere.
Dillo al cane lasciato per strada
che il padrone l'amava
che già sentirsi padrone e non amico
mi riempie di sospetto
Dillo al bambino là sul marciapiede
avvolto in una coperta
come un sacco da gettare,
che sua madre fuggendo non ha colpe
Le vite non sono mai superflue!
che il padrone l'amava
che già sentirsi padrone e non amico
mi riempie di sospetto
Dillo al bambino là sul marciapiede
avvolto in una coperta
come un sacco da gettare,
che sua madre fuggendo non ha colpe
Le vite non sono mai superflue!
Passeggeri indistinti,che camminano muti
senza sorrisi e sguardi vuoti
nella fredda solitaria sera
visi senza espressione ,con attonito occhio
volgete lontano senza vedere
perse anime senza meta,che lasciano scie di profumo
solo passi lenti...o lunghi che affrettati scorrono il selciato
anime mute con storie ognuno diverse
camminate nella vita
con dolore
sulle spalle un po' chine.
senza sorrisi e sguardi vuoti
nella fredda solitaria sera
visi senza espressione ,con attonito occhio
volgete lontano senza vedere
perse anime senza meta,che lasciano scie di profumo
solo passi lenti...o lunghi che affrettati scorrono il selciato
anime mute con storie ognuno diverse
camminate nella vita
con dolore
sulle spalle un po' chine.
Proviamo a misurarti;
Ci affanniamo ad allungarti;
Sentiamo la tua mancanza e quando ci sei spesso ti sprechiamo.
Mi affascini corri veloce o non passi mai...
Con lei quasi scompari e mi fai gustare il sempre;
Con lei giochi a trasformare attimi in anni.
Sei padrone e schiavo
Ti camuffi da giudice preciso ed invece sei figlio della mia anima.
Amico mio non ti chiederò quanto ancora di te mi resta;
promettimi solo che ogni tuo secondo mi ricorderai che è un dono.

Ci affanniamo ad allungarti;
Sentiamo la tua mancanza e quando ci sei spesso ti sprechiamo.
Mi affascini corri veloce o non passi mai...
Con lei quasi scompari e mi fai gustare il sempre;
Con lei giochi a trasformare attimi in anni.
Sei padrone e schiavo
Ti camuffi da giudice preciso ed invece sei figlio della mia anima.
Amico mio non ti chiederò quanto ancora di te mi resta;
promettimi solo che ogni tuo secondo mi ricorderai che è un dono.
Da molto troppo tempo
non si vedono più
quelli che firmavano
con una stretta di mano.
Quelli che le promesse
le mantenevano
anche a costo
della propria vita.
Quelli che quando i genitori
li sgridavano
li sgridavano
abbassavano la testa
anche se erano avanti con l'età.
Non esistono più
gli uomini di una volta,
quelli che la propria
donna era la regina di casa.
Quelli che
per gli amici
erano pronti
a rimetterci la vita.
Non esistono più
gli uomini
che portano
le rose.
Non
esistono
più
gli uomini veri.
Poeta vero, dove sei?… Lontano
da questo tempo, timido, nascosto?
Dal brusìo tecnologico discosto,
rapito nel silenzio, penna in mano?
Sei quello che si dice un "tipo strano",
un’ombra sottotono, sottocosto?
Magari contadino, asciutto, tosto?
O nevrotico metropolitano?
La sera accendi il lume ottocentesco,
posi la zappa, scaldi la minestra
e crei capolavori assiso al desco?
Oppure, tra frastuono alla finestra
e smog che nel cortile strozza il pesco,
alieno, atterri in filigrana extra?
Mano sognante e destra,
verghi, sorridi e stipi nel cassetto
sperando in mondo puro, alto, perfetto?
da questo tempo, timido, nascosto?
Dal brusìo tecnologico discosto,
rapito nel silenzio, penna in mano?
Sei quello che si dice un "tipo strano",
un’ombra sottotono, sottocosto?
Magari contadino, asciutto, tosto?
O nevrotico metropolitano?
La sera accendi il lume ottocentesco,
posi la zappa, scaldi la minestra
e crei capolavori assiso al desco?
Oppure, tra frastuono alla finestra
e smog che nel cortile strozza il pesco,
alieno, atterri in filigrana extra?
Mano sognante e destra,
verghi, sorridi e stipi nel cassetto
sperando in mondo puro, alto, perfetto?

Un ritrovo
ove dimora
calore.
L’eterno!
Un giardino
ove s’accresce
profumo.
L’intenso.
Uno scrigno
ove conserva
passione.
L’immenso.
Un nettuno
ove raccoglie
purezza.
L’incline.
Un’altura
ove consacra
freschezza.
L’eccelso.
Il tuo cuore
ove s’unisce
l’amore.
La vita!
Piangono, si sentono
perduti, non vedono
più le stelle
con i contorni immensi
mentre il bianco scompare
fra orizzonti desiderosi
di andarsene, e sparire per sempre
tra ali di uccelli, che si alzano
in volo, nell'acqua che li guarda
e sospira piano
quando giunge la sera
colorata di nero
perduti, non vedono
più le stelle
con i contorni immensi
mentre il bianco scompare
fra orizzonti desiderosi
di andarsene, e sparire per sempre
tra ali di uccelli, che si alzano
in volo, nell'acqua che li guarda
e sospira piano
quando giunge la sera
colorata di nero

In questi giorni
questo gelo, questa neve
che invade terre già dilaniate
e sofferenti
incombe nei miei spazi tranquilli
e mi conduce alle insidie
che può apporre la natura
alla già precaria vita dell'uomo.
Insidie d'un bianco d'aria pura
ad un grigio plumbeo di cielo nefando
che opprime alito d'umanità
già graffiata e dalla pena curvata
comminante con passo piegato
nell'attesa della cura anelata
bramando di poter al più presto
essere risanata.
Nessuna apertura di cieli all'azzuro,
solo ricordi
trasfigurati in lontani momenti di serenità
ora bloccati ad opporsi alle insidie del destino
ed al buio della lunga notte
che tuttavia l'attende...
Versi,
come rette biancheggianti,
illuminano
grumi scuri di ferite esistenziali .
grumi scuri di ferite esistenziali .
L’erosione del tempo
sulla nostra traccia,
sulla nostra traccia,
sul reale impuro,
sull’attesa nulla,
sull’attesa nulla,
senza viaggi per il mare.
Sulla preistoria intatta
della solitudine,
della solitudine,
sul dolore rapido di un esistere,
da soli !

da soli !

Poeti che spariscono
si immergono nel tempo
di una lacrima sottile
senza volto ne nome
in cerca di cosa
Volano come ballerini
sognando di essere
ancora vivi mentre
si sentono persi
posseduti dal nulla
da un buio
che li acceca
e non li fa ritrovare
continuando a cercarsi
con la rabbia di fuoco
fiamme alte li prendono
portandoseli via
in una distesa solitaria
dove stanno con se stessi
a disvelare la fine
delle illusioni
Il sole dietro una nuvola, la luce che crea l'ombra.
Esistono entrambe, entrambe guardo;
Temo l'ombra amo il sole.
Vorrei essere vento per spostare le nuvole;
Vorrei essere vento che può accarezzare il sole riempirsi del suo calore ;
Vorrei...
Ma sono solo l'uomo che soffierà con quello che ha per spostare le nuvole;
Che pregherà affinché Lui le faccia dissolvere.
Vorrei ma sono solo l'uomo che nel suo presente ammira questo spettacolo
si ferma e se ne innamora.

Esistono entrambe, entrambe guardo;
Temo l'ombra amo il sole.
Vorrei essere vento per spostare le nuvole;
Vorrei essere vento che può accarezzare il sole riempirsi del suo calore ;
Vorrei...
Ma sono solo l'uomo che soffierà con quello che ha per spostare le nuvole;
Che pregherà affinché Lui le faccia dissolvere.
Vorrei ma sono solo l'uomo che nel suo presente ammira questo spettacolo
si ferma e se ne innamora.












