Vai per la tua strada
non ti voltare
senza legami
senza pesi sull'anima
guarda i visi che incontri
cerca in loro il profondo
ma non ti deve scalfire
passa oltre.
vivi respirando sole e vento
lavati con la pioggia le malinconie
apri le braccia e racchiudi dentro te
l'immenso e il tempo che scorre.
riflettiti nell'acqua del mare
pensa con gioia,
sei parte di un respiro di cielo
e correvi veloce,
il fiato in gola gridavi al cielo la gioia e la pace.
Ricorda i compagni e i giochi bambini,
le piccole cose i sogni piccini,
ascolta le voci, laggiù nei giardini,
ti chiamano ancora, e gira la corda
rimbalza il pallone, ricorda.
E sbieca ormai il sole laggiù nel cortile
è ora di cena la mamma ti chiama,
nel cuore si scioglie un dolore sottile
ricorda il tuo tempo per sempre bambino,
nel tempo passato il sole non muore.
I volti i sorrisi, le piccole mani
gli sguardi felici son li nel tuo cuore,
ricordali sempre nell’ ultima luce di un raggio di sole.
Scorrete acque antiche
nel ventre della terra
sgorgate calde , salubri e termali
avvolgete il corpo dei mortali
pulendo lembi di pelle e anime.
scorrete fumanti a lambire i fianchi.
dal sapore sulfureo riempite le narici
e aprite le menti.
scorrere e irrorare la terra
con il vostro caldo tepore
che nasce dal fuoco terreno.
acque...acque del bene
come sentire il respiro dell'immaginazione e calpestare
i sogni appesi alle nubi. Il fiume in piena delle emozioni è placato,
c'è un lago che ombreggia al tramonto, una strada che s'inerpica
verso il cielo stellato, un flusso di coscienza che inganna.
Da qualche parte si può incontrare un bivio, forse è un volto di donna
che sorride, il primo vagito di un neonato, un fiore sbocciato per caso
su una terra arida. Lo seguirai, forse l'hai già fatto una volta
e sei finito in un vicolo cieco o nella terra di nessuno.
Succede quando il cuore accelera e il tempo procede a zig zag,
capita se si segue il filo delle suggestioni e la ragione tace.
C'è sempre una seconda chance, una vita da ribaltare in un attimo
anche quando il vento rallenta e il respiro diventa affannato,
rifacendo a ritroso il cammino o saltando lo steccato
con un ultimo balzo verso l'ignoto. C'è un muro di nebbia da forare
prima d'incontrare la verità. Non siamo figli del caso, ma programmati
per una vita di gioie e dolori, combinati e scomposti
come in una trottola impazzita dal riflusso del tempo e dagli inganni
della memoria. Diremo che avremo vissuto come polvere di stelle.
Sabbia di una clessidra di lontane comete sospese nell'universo infinito.
e fuori le stelle.
della nostra corteccia cerebrale,

Lontano dal cuore
la vita si confonde
si plasma su un ramo e
poi di colpo la pioggia la dissolve
si apre tra i petali di un fiore
e poi si avvizzisce come un nodo in gola
cammina su un raggio di sole
che con umiltà illumina il cammino
e poi si chiude dentro a una nuvola densa
un pianto di un bimbo la raccoglie
e né fa un'esplosione.
si veste a festa con l'amore
come una sposa serena
e finalmente arriva al cuore...

Erano una meraviglia...
oh, se erano una meraviglia
quei giorni
rivisti con gli occhi della mente
e col senno di poi!
Ci fecero rivalutare
il loro valore reale, la loro bellezza,
la loro genuinità
in una libertà di sole e di vento.
Anche se ogni passo
[anche allora]
doveva essere una conquista,
lo sprone della speranza correva veloce
e l'afflato d'andare avanti
metteva le ali all'anima
per il raggiungimento di un nostro paradiso.
Emozioni affrontare muri invalicabili
con coraggio e veemenza
per guadagnarci cose importanti
che vestivano i giorni di fulgido chiarore:
sensazioni che ci inviavano in orienti di luce
accarezzanti la fronte e le spalle
in un tempo che ci prospettava
orizzonti d'azzurro.
Non ha neanche senso darci un nome, tanto non ci serve, perché non siamo niente, o forse siamo il tutto, ma il tutto è niente. Siamo solo consumatori: nasciamo, consumiamo, moriamo.
Non lasciamo nulla a questo mondo, che, come noi, è destinato a sparire.
Viviamo senza un senso, nel disperato tentativo di capire cosa ci aspetterà dopo la morte, perché l'accettazione del nulla, per noi, è inconcebible.
Perché, nonostante la nostra insignificanza, ci sentiamo troppo unici e speciali per accettare che anche la nostra vita, come tutto ciò che ci circonda, ha una fine. Maledetta arroganza.
Ed il nostro vissuto non è altro che un continuo cercare distrazioni per dimenticarci il fatto che anche i nostri occhi si chiuderanno per sempre.
Il buio, il nulla, quello ha senso, proprio quello che noi non accettiamo, è quello che ci precede, è quello che ci succede, è quello che ci terrorizza.
Le nostre emozioni, il nostro vissuto, tutto ciò sparirà, allora viverlo o non viverlo non ha senso, tanto sarà comunque dimenticato.
Allora spariamoci, oppure continuiamo a respirare, tanto non fa differenza, perché il destino è sempre quello.
Allora Divertiamoci, ma essendo coscienti che sarà un divertimento fine a se stesso.
Allora rallegriamoci, ma coscienti che sarà inutile.
Allora viviamo questa vita, ma dentro di noi lo sappiamo, che è solo per la paura di morire.
Allora attraversiamo questa piccola illusione di felicità, e poi viviamo, forse, l'unico sensato momento di questa vita, la sua fine.
Sia luce, sia fuoco, sia gioia
esplosioni di fatuo amore
si aprono di colpo
e con irruenta crudezza
travolgono e sommergono
come fuochi d'artificio
che illuminano il mondo
colori variegati s'intrecciano e evolvono
con chiarore e nitidezza
staglia una torre e l'orizzonte si fa' lontano
sotto risa e coriandoli
carnevale nel cuore vale forse
la carne di questo giorno di luce?
notte in festa
su il mondo dimentico per un giorno











