Per le groppe
che rimontano la collina
il grano china il capo e scroscia
sotto il fiato del vento meridionale
che s’insinua, strisciante,
nella valle del Cigno.
Nel crogiolo della brughiera
s’addensa un pesante ardore
che rende foschi gli ulivi.
Cresce la calura
sui poggi e nelle gole,
e brucia ristoppie e terre aride.
Ma il vento di favonio, a sera,
scivola adagio
a far gemere le punte dei larici.
E rinfresca
l’aria allappata.
che rimontano la collina
il grano china il capo e scroscia
sotto il fiato del vento meridionale
che s’insinua, strisciante,
nella valle del Cigno.
Nel crogiolo della brughiera
s’addensa un pesante ardore
che rende foschi gli ulivi.
Cresce la calura
sui poggi e nelle gole,
e brucia ristoppie e terre aride.
Ma il vento di favonio, a sera,
scivola adagio
a far gemere le punte dei larici.
E rinfresca
l’aria allappata.
Ma talvolta, nel buio delle mie notti,
in giacca blu e cravatta
appendo, serio, la mia anima altrove e
lupo facc'io, lei agnello,
con furia rovisto pensieri abietti,
vomito ellissi e fiamme
e assassino dimenticati pianti
(assenti in apparir, lei),
aro il nostro campo di rosa e fiori,
sradico radici al mio
amore e cenere ardente ne faccio.
in giacca blu e cravatta
appendo, serio, la mia anima altrove e
lupo facc'io, lei agnello,
con furia rovisto pensieri abietti,
vomito ellissi e fiamme
e assassino dimenticati pianti
(assenti in apparir, lei),
aro il nostro campo di rosa e fiori,
sradico radici al mio
amore e cenere ardente ne faccio.
Te ne vai da solo
In silenzio
senza disturbare.
con questa notte
così fredda e cupa.
Come i pensieri
non più colorati.
Te ne vai così
come sei arrivato
quel giorno lontano
un soffio di vento
ispirato d’amore.
Sì…Quel giorno!
Il tuo cuore stava bene
cercando tra la gente
quella voce così dolce.
Adesso è così
come il vento
hai disperso l’amore
sei una piccola briciola
di quel pane
non più quotidiano…
In silenzio
senza disturbare.
con questa notte
così fredda e cupa.
Come i pensieri
non più colorati.
Te ne vai così
come sei arrivato
quel giorno lontano
un soffio di vento
ispirato d’amore.
Sì…Quel giorno!
Il tuo cuore stava bene
cercando tra la gente
quella voce così dolce.
Adesso è così
come il vento
hai disperso l’amore
sei una piccola briciola
di quel pane
non più quotidiano…
Chi fu colui che disse
"Non é da uomo il pianto!"?
voglio dir invece :"Piangi",
fa sentir quel grigio canto,
le cui parole incise
col fuoco e col tormento,
sul cor danno terreno
se non a quel lamento,
che affliggono quel cuor
e ancor di più le menti
affollate da ricordi
da or e sempre erranti,
che segnano in quel dove
un ìmmago or stampato.
E cancellar sei inetto,
ché ciò che hanno donato
all'alba quei ricordi
alle labbra e al petto,
alle mani, poi le gambe,
ti ridussero negletto
a un qualsiasi vento.
Sensazioni strabilianti,
come rendono più lieto,
son tormenti sì strazianti
spogli a pietà alcuna
e allor ti dico :"Piangi"
ché la via, da indurre
Male a ripiegar, lungi
da petto, cuore e mente
che'l dolore svigorisce,
è sol una, su citata.
E son certo, poi perisce
ciò che'l vinto arrugginì,
ché in ogni goccia pura
v'è un di quei ricordi.
Non temer parola dura
butta giù le rimembranze,
e sarà sanato'l nero,
a partir da quell'istante
tuo cuor sarà più vero.
"Non é da uomo il pianto!"?
voglio dir invece :"Piangi",
fa sentir quel grigio canto,
le cui parole incise
col fuoco e col tormento,
sul cor danno terreno
se non a quel lamento,
che affliggono quel cuor
e ancor di più le menti
affollate da ricordi
da or e sempre erranti,
che segnano in quel dove
un ìmmago or stampato.
E cancellar sei inetto,
ché ciò che hanno donato
all'alba quei ricordi
alle labbra e al petto,
alle mani, poi le gambe,
ti ridussero negletto
a un qualsiasi vento.
Sensazioni strabilianti,
come rendono più lieto,
son tormenti sì strazianti
spogli a pietà alcuna
e allor ti dico :"Piangi"
ché la via, da indurre
Male a ripiegar, lungi
da petto, cuore e mente
che'l dolore svigorisce,
è sol una, su citata.
E son certo, poi perisce
ciò che'l vinto arrugginì,
ché in ogni goccia pura
v'è un di quei ricordi.
Non temer parola dura
butta giù le rimembranze,
e sarà sanato'l nero,
a partir da quell'istante
tuo cuor sarà più vero.
Grandi ginestre punteggiano
di giallo la collina,
tra perastri e quercioli,
e profumano l’aria
con le loro essenze
blandamente consolatorie.
Fornaci di carbonai
bruciano baldanzose
nel sole del mattino.
Fuma l’acqua del ruscello
dopo il fresco della notte.
Una lince fugge impaurita
ed emerge al volo dai vapori.
Da una masseria giunge
un mansueto belare di pecore,
mentre un sole d’ocra cupo
sembra imprigionato
dietro un pugno di salici.
di giallo la collina,
tra perastri e quercioli,
e profumano l’aria
con le loro essenze
blandamente consolatorie.
Fornaci di carbonai
bruciano baldanzose
nel sole del mattino.
Fuma l’acqua del ruscello
dopo il fresco della notte.
Una lince fugge impaurita
ed emerge al volo dai vapori.
Da una masseria giunge
un mansueto belare di pecore,
mentre un sole d’ocra cupo
sembra imprigionato
dietro un pugno di salici.
Di questo volo
io sono un gabbiano
tra una primavera che non sfiorisce
e un cielo gonfio di nubi.
Spira un'aria fresca
sotto una candida luna e
raccolta sul corrimano
di una barchetta ancorata
mi abbandono alla brezza del vento
e assaporo la vita .
L'alba delle cinque modella il cielo,
non sono sola,
ma sono libera di ammarare
le mie lunghe ali
nello specchio d'acqua
tra i riflessi del sole,
libera di adagiarmi
sugli scogli e di affondare
il mio becco aguzzo,
libera di guardare ovunque ,
libera di pensare al mio fardello,
anche le nuvole imitano la
mia libertà.
io sono un gabbiano
tra una primavera che non sfiorisce
e un cielo gonfio di nubi.
Spira un'aria fresca
sotto una candida luna e
raccolta sul corrimano
di una barchetta ancorata
mi abbandono alla brezza del vento
e assaporo la vita .
L'alba delle cinque modella il cielo,
non sono sola,
ma sono libera di ammarare
le mie lunghe ali
nello specchio d'acqua
tra i riflessi del sole,
libera di adagiarmi
sugli scogli e di affondare
il mio becco aguzzo,
libera di guardare ovunque ,
libera di pensare al mio fardello,
anche le nuvole imitano la
mia libertà.
Ricordi lontani ma intatti nella mente
affetti particolari.
Visioni sfrecciano davanti agli occhi
bambini che giocavano in vialetti alberati.
Strade senza asfalto solo terra
quanto tempo è passato.
Immagini nitide ripercorriamo insieme
alcune tappe della fanciullezza.
Un momento molto brutto ci ha fatti rivedere
ci facciamo coraggio.
Qualche risata per smorzare la tensione
un bene indelebile ci legherà per sempre.
Ritrovarsi non era previsto
messi a dura prova ma forti.
Immagini che rimaranno
per sempre scolpiti dentro di noi.
Immagini che rimaranno
per sempre scolpiti dentro di noi.
Insieme tutti quanti ce la faremo
siamo una famiglia molto unita.
Nel momento del bisogno
ci stringiamo tutti attorno.
CON TANTO AFFETTO HAI CUGINI RIVISTI DOPO TANTI ANNI, PURTROPPO PER UN EVENTO DRAMMATICO,MA ANCHE DEDICATA ALLA MIA FAMIGLIA, CHE NEL MOMENTO DEL BISOGNO DIMOSTRIAMO CHE CI VOGLIAMO, E SIAMO UNITI, VI VOGLIO UN BENE IMMENSO, GRAZIE A TUTTI.
CON TANTO AFFETTO HAI CUGINI RIVISTI DOPO TANTI ANNI, PURTROPPO PER UN EVENTO DRAMMATICO,MA ANCHE DEDICATA ALLA MIA FAMIGLIA, CHE NEL MOMENTO DEL BISOGNO DIMOSTRIAMO CHE CI VOGLIAMO, E SIAMO UNITI, VI VOGLIO UN BENE IMMENSO, GRAZIE A TUTTI.
Passione ultima solenne sacralità
raccolta in piccoli lembi d’anima
la bellezza esausta adagiata lieve
su ali a carezza di dolore lungo i silenzi
dipinti colmi ai margini del buio
nessuna paura svuotata d’esile angoscia
ma vergine memoria d’immagine schiusa
viva e delicata nella misura fragile della fede
morente vastità cosmica d’amata poesia.
raccolta in piccoli lembi d’anima
la bellezza esausta adagiata lieve
su ali a carezza di dolore lungo i silenzi
dipinti colmi ai margini del buio
nessuna paura svuotata d’esile angoscia
ma vergine memoria d’immagine schiusa
viva e delicata nella misura fragile della fede
morente vastità cosmica d’amata poesia.
Lungo la strada
amori,sorrisi,dolori,
affetti che non ritornano,
gioie, passioni,
amarezze, traguardi.
Le lancette della vita,
girano,
veloci.
Raccogliamo quello che c'è di più vero ed armonioso.
Le lancette girano,
la vita scorre....
amori,sorrisi,dolori,
affetti che non ritornano,
gioie, passioni,
amarezze, traguardi.
Le lancette della vita,
girano,
veloci.
Raccogliamo quello che c'è di più vero ed armonioso.
Le lancette girano,
la vita scorre....
Dio ascoltami
ho da chiedere qualcosa
in questo giorno
vicino alla Pasqua
te lo chiedo a nome
di ogni madre
e perdonami se la mente
mia sbarella.
Perchè un cuore di ragazzo
con gli occhi pieni di luce
e la gioia sprizzante sul viso
può morire senza
aver avuto il tempo
di guardare la felicità
del suo piccolo
da poco al mondo?
Dimmi io ti ascolto
qualsiasi sarà la risposta
non ti nego che oggi
vicino alla Pasqua
le mie lacrime sono tante
per quel ragazzo
che il mio cuor non conosce
ma come madre
lo piango.
Non risparmia niente,
non si finisce mai di lottare
il destino a volte gioca con le nostre vite,
si cade, ma ci si rialza sempre.
Il dolore ci cambia,
viviamo le emozioni
con un'altra prospettiva,
con dubbi ed incertezze.
Nonostante tutto, ci fa amare all'inverosimile,
la vita che prima sembrava un sogno
si trasforma in un incubo terribile,
che impedisce di vivere.
A volte
pensiamo di non farcela
la mente è intrappolata
a vecchi ricordi.
Finalmente dopo tanta sofferenza
sentiamo una forza sconosciuta dentro di noi,
sappiamo che si può uscire dall'incubo
che ci ha portati a sfiorare la morte.
E' arrivato il momento di tornare a vivere,
l'anima troverà pace, finalmente
la sofferenza lascerà spazio
ad attimi di felicità.
POESIA INSERITA NELL' ANTOLOGIA POETICA " SIGNORI E SIGNORI POESIA "
non si finisce mai di lottare
il destino a volte gioca con le nostre vite,
si cade, ma ci si rialza sempre.
Il dolore ci cambia,
viviamo le emozioni
con un'altra prospettiva,
con dubbi ed incertezze.
Nonostante tutto, ci fa amare all'inverosimile,
la vita che prima sembrava un sogno
si trasforma in un incubo terribile,
che impedisce di vivere.
A volte
pensiamo di non farcela
la mente è intrappolata
a vecchi ricordi.
Finalmente dopo tanta sofferenza
sentiamo una forza sconosciuta dentro di noi,
sappiamo che si può uscire dall'incubo
che ci ha portati a sfiorare la morte.
E' arrivato il momento di tornare a vivere,
l'anima troverà pace, finalmente
la sofferenza lascerà spazio
ad attimi di felicità.
POESIA INSERITA NELL' ANTOLOGIA POETICA " SIGNORI E SIGNORI POESIA "
Nelle belle sere d’estate
apro la finestra e appoggio i gomiti sul davanzale.
Dipanare di passi lenti
nelle vie ancora tiepide
e chiacchierate briose
tra i passanti.
Dirimpetto,
oltre i tetti,
si apre il vasto cielo puro,
rosso al tramonto.
E il sole morente
diffonde sul pavimento lunghe strie sottili
che si rompono contro gli spigoli dei mobili,
tremolando appena sul soffitto.
Mentre una luce soffusa
si riverbera nell’atmosfera
fino alle falde basse del camino,
vellutandone la lamiera fuligginosa
e rivestendo d’un colore azzurrino
le ceneri fredde dell’ultimo inverno.
apro la finestra e appoggio i gomiti sul davanzale.
Dipanare di passi lenti
nelle vie ancora tiepide
e chiacchierate briose
tra i passanti.
Dirimpetto,
oltre i tetti,
si apre il vasto cielo puro,
rosso al tramonto.
E il sole morente
diffonde sul pavimento lunghe strie sottili
che si rompono contro gli spigoli dei mobili,
tremolando appena sul soffitto.
Mentre una luce soffusa
si riverbera nell’atmosfera
fino alle falde basse del camino,
vellutandone la lamiera fuligginosa
e rivestendo d’un colore azzurrino
le ceneri fredde dell’ultimo inverno.






