La balena può vivere anche
fino a centodieci anni.
Coperto di cenci
e vestito d’affanni
un uomo longevo, provato
da una vertiginosa caduta interiore
sega, lima e mette chiodi
a un’assetta, l’avvita e dà il colore.
La balena può arrivare
a pesare
quattro tonnellate.
Nella vita di quell’uomo ci sono stati
svariati pinocchio
a riempirgli sporadicamente le giornate.
Ma la presenza nella sua vita
di innumerevoli burattini
non ha alleggerito
il vuoto che sente
per quel figlio
che non ha mai avuto.
La balena è custode della memoria,
funge da ponte tra la profondità
dell’inconscio e i ricordi del passato
dei quali quest’uomo farebbe a meno.
Venne inghiottito anni orsono ritirandosi
dal mondo, per non venir poi più vomitato.
Ora il dubbio è quale sia
per l’assetta il giusto colore.
Ora che comprende che la sua caduta
non ha avuto conseguente risalita interiore.
Se non ti arrampichi, non puoi cadere.
Ma passare la vita sul muro di quadrelle
un tempo bianche dell’area di servizio
è un’incognita, come nelle carte le pinelle.
E non ti farà aggiungere più vita agli anni.
Specialmente sotto un giornale avvoltolato
se mi infastidisci mentre sono alla toillette
col nottolino chiuso, coleottero scostumato.
Per questo ho pensato di
parlare a tutti i bimbi del mondo.
Un abbraccio forte, Babbo Natale.
Riavvolgimento veloce.
Non mi è dato sapere il motivo di tale
sconforto, ma Rudolph sta molto male.
Non preoccupatevi però
troppo bambini e bambine,
qui in Lapponia siamo tutti sicuri
che la cura saranno le vostre letterine.
Se cesserà di esser una disputa tra credenti che onorano
il compleanno di Gesù e atei che celebrano l’anniversario
della nascita di Sir Isaac Newton il Natale,
se non sarà solo come un giorno in ufficio dove fai tutto
il lavoro e il tipo grasso con la tuta si prende i meriti,
forse ci servirete anche voi qui nel nostro ufficio postale.
Non so quanto sia la leggerezza di una piuma che vola.
Non percepisco la fatica compiuta in un formicaio.
Non vedo il muoversi continuo della terra.
Non raggiungo la velocità della luce.
Non capisco il linguaggio dei lattanti.
Mi è stata nascosta la verità
sul perché bisogna correre sempre per essere i primi.
Ma comprendo perché sono al mondo.
Mi è nota la missione che mi fu data;
rimanere nel cuore dei viventi
indelebilmente
in un angolo della loro mente
anche se in un modo un po' meno evidente.
A chissisia di voi
in niuno sito e in veruno lasso
sarà possibile udirmi labbreggiare con
il capo su di un primevo salaccaio crasso,
sostrato ad un pancaccio
a modo di un infante in zana.
Nel mentre che l’alcol diviene
la variante liquida di Pixlr e malsana,
nel rusticarmi dentro a un passeraio
mi pervade un sol pensiero per il prossimo
pasto; necessiterei di tre cose: un cane, una costoletta
e una bottiglia di vino… la costoletta per il cane opimo.
notte senza sonno,
volo tra i pensieri di un domani...
Volo??
Mi dibatto irregolare, per non cadere,
schiantare questo corpo d'aria fusa,
come una nobile canzone sopravvivo,
nei solfeggi di dita alacri,
a stento resisto aggrappandomi
hai soffi forti, di un vento impetuoso
che non risparmia.
Ma nel cuore ho solo resti di speranze
ormai perdute e sul mio labbro tace
anche il più flebile dei suoni.
Volo ...
ed aerea resto, senza piu la dolcezza
di un gesto, ora parla solo il vento.
E’ una sera
che fumo gomme
e mastico sigarette.
Pressappoco come
quando facevamo
incetta di vino e lambrette.
E’ la sera che
anche mio figlio gremisce
le vie, popola le piazze:
sarà la volta
delle prime sbronze,
e delle ragazze.
Ma stasera mastico
una gomma mentre
rimbocco con tutta calma
le coperte al mio figliolo.
E fumerò l’ultima sigaretta
pima di metter a letto l’alma.
Voglio vivere in un giorno di festa
quando nell'aria garriscono le rondini.
Voglio vivere col sole dentro
e rincorrere nel prato la mia ombra ora aquilone
Voglio,e dico voglio e non vorrei
perché di se e di ma ho gia vissuto.
E ora voglio sentirmi viva.
PIÙ di ogni giorno andato.
PIÙ di quando davvero poco ho vissuto.
Voglio e non mi vergogno
la luna e le stelle
e l'universo intero.
Adesso voglio
e me lo prendo,
e...
NON dico grazie.
Giunge la sera
con incedere costante
a Bra, “Cada Bra”
in quell’ultimo istante
avrà forse pronunziato Alarico
dibattuto nel dilemma inquietante
d’aggirare o meno le colline di Bandito.
Ma così allettante
il pensiero di sbaragliare le truppe
romane, e annientare l’irritante
Generale Stilicone.
Nell’insonne notte aberrante.
Giunge la sera
su ogni abitante
a Bra, cada Bra
in una notte garante
di quella che sarà ricordata
come la battaglia di Pollenzo.
Dacchè ho giusto qui del rosso Piceno
Gotico, lo accosterò alla tartare di manzo.
bocconi amari,
recuperiamo forze e parole
ricominciamo a sorridere!
alle debolezze.
Combattiamo, difendiamo i nostri versi
deboli o fragili,
sbagliati o giusti.
Capire o tacere,
l'arma è l'ipocrisia
non sempre produttiva.
Rimane il peso delle parole
qualcuno ci tende la mano
ci dona un sorriso.
Un sorriso
dagli occhi dolcissimi
che ci ama
ci sostiene,
in un cuore speciale
e grande si fa
senza nessuna distinzione di rango
o appartenenza.
Provando con immenso piacere a farti stare bene
ad asciugare ogni lacrima,
ogni tuo respiro affannoso,
ogni brutto pensiero
accarezzandoti il viso.
Mentre tu te ne stai
innamorando
da non sentire più
il cuore dolente
quando il tempo si dispera
e fugge lontano.







