Ho conosciuto
mattini splendidi,
e al certo non son
stati di gran lunga
prevalenti i giorni aridi.
Sotto una leggera
pioggerella ecco i brividi
per quella che da lì a poco
sarebbe divenuta mia moglie,
e ancor le carezzo i fili candidi.
E sono stati perlopiù
pomeriggi morbidi:
ho messo al mondo
tre figlioli, e da loro
ho avuto giorni nitidi
più di quanti ne avessi potuti
oltremodo sperare; e limpidi.
Ora i giorni si sono avviati verso
la sera, e mentre le accarezzo
i capelli canuti ho i palmi madidi.
Fuori c’è quella pioggerellina,
e sebbene diversi ho i brividi.
Forse dovrei addormentarmi
qui accanto a lei,
e chiudere i miei occhi lucidi.
un'inutile donna che vive
nell'ombra del suo cuore,
incapace di riuscire ad uscire
dalle maglie della rete dei suoi dubbi
e incertezze.
Vaga la mente e s'attanaglia nella speranza
di una luce, che illumini solo poche ore.
Si crede forte, invincibile,
dentro le sue ali spezzate e
si accarezza la pelle per non sentire tagli
e le croci.
Io forse sarei...
se avessi la forza dell'amore, si...
sarei un profumo che inebria
lasciando una scia.
Sarei roccia, sarei la forza del mare,
sarei vento e fuoco.
Sono...
E’ come vedere un ruscello secco
Oppure il corpo d’una campana
Poeta sofferente allor mi appaio
Da quattordici anni faccio
lo stesso mestiere, da sei
mesi per una nuova società.
La mattina mi alzo presto,
esco e respiro incompetenza
e mancanza di professionalità.
Ho congetturato la chiusura dell’azienda
entro i prossimi quattordici mesi al mio
titolare, zotico e saccente opportunista.
Per i prossimi quattordici anni vorrei
scrivere di mestiere, e tornare a respirare.
In mancanza d’opportunità, resto utopista.
assente è il preludio dell’inverno
e sono sereno a guardia d’un sole
inflessibile sull'incerto autunno.
Svilendo un po’ il freddo Generale,
distratta è la mia inquietudine
come la vista dentro un campo di grano,
incurante delle spighe claudicanti.
fermare la natura
violenta s'abbatte e trafigge i tetti
tuoni e bombe d'acqua s'infrangono
e dense nuvole nere cadono,
spaventano,
uccidono e rilasciano
un mare di lacrime .
Parimenti potremmo armarci
" di buona coscienza"
senza essere sopraffatti
dalla grande ricchezza
e non lasciare che la terra patisca e pianga
occhi innocenti
per la non curanza. 
Dal Web
pensieri che trasportano futuro e dipingono paure.
Le emozioni giocano con la ragione.
Ascolto e mi perdo!
La tristezza fa il suo gioco,
il silenzio vuole abbassare il sipario.
Non ora, non così, ora siamo altro.
Ascolto non comprendo ma...
Vedo, sento!
Tu mi ami, vuoi difenderci e ti vinci per amore,
io ti amo voglio difenderci e ti parlo per amore.
Pensieri complessi, poesia complessa,
amarti però è semplice e noi ieri abbiamo vinto!
La comprensione profonda arriverà,
le paure si affronteranno.
Ora ci amiamo come non mai,
grazie per il dono che mi fai.
Oggi la poesia è sbalorditiva quanto ingestibile
con le sue esaltazioni ed orrori, e nell’ultimo
quadragenario stiamo facendo esperienza
di una poesia senza prospetto: si legge poesia
senza fare poesia o essere poeti e la mancanza di progetto
è l’unico progetto di cui oggi i poeti hanno licenza.
Quando viene ospitata sul proscenio, non ci vuole
molto prima che il suo tempo si esaurisca e venga
messa alla porta; da un lato la poesia senza prospetto
ha germinato il poeta senza la poesia: blandito e
incuorato come effigie di una poesia che vuol stare a galla.
Dall’altro ha figliato la poesia senza il poeta anzidetto
che se la passa bene è ha perduto immaginativa.
Anche una sola poesia perfetta, capace di aprire un mondo
nel quale anche qualcun altro voleva venire,
è bastante a giustificare una vita: necessita pertanto
una conversione all’immaginativa senza ritorno.
Se la poesia non vorrà vivere la morte di chi non vuole perire.
Era - quello - l’autentico respiro
d’avermi dato accumulo d’affanni,
la carezza del mio giorno che muore
mi consegna nelle mani del tramonto.
Sembra dirmi, mentre sfiora questa cute,
che la sera finalmente sta arrivando
tutta lesta a concedere alla notte
privilegio di vedermi tutto nudo.
La carezza del mio giorno che muore
lascia il passo a sua maestà il silenzio,
a quell'ora in cui mi libero del vento
e la seta della luna io indosso.
E’ stato sufficiente un momento, l’istante di uno sguardo
per intuire che saresti stata la cura ad ogni mio lamento.
Che il tuo volto era già divenuto la mia ragione di vita.
Ancora avvolto come pupa già t’amavo, ora come falena
con una sola ala unicamente presi tra le braccia voliamo.
Sorvoliamo l’amore verso l’infinito di quell’affezione,
e anche se dovessimo provare tormento colui o colei
saprebbe farci provare affettuosità priva di scoramento
e duplice: verso chi si ama, in modo persino disinvolto.
E verso se stessi… pur se il mondo apparisse capovolto.
Ho provato a fare in modo che i miei righi
somigliassero a ciò che d’altrui leggo,
ma son tuttavia incappato in rima inclusiva.
Frasi dolcissime e pensieri d’amore, o seggo
dinanzi a citazioni romantiche o aforismi affettuosi.
Tutti modi di esprimere amore, alquanto diversi.
Se ti appoggi a un poeta te ne accorgi
perché, baciata o incatenata, inciampi nei suoi versi.
va' l'animo, trascinando il peso
di un amore senza ali.
Lo porta ricucito addosso,
ma insapore è il sapore.
Vibrano le fiamme del risveglio,
prima incerte poi sicure,
ma non possono liberare,
ciò che è strappo e dolore.
S'insinuano singhiozzi e lacrime amare,
sotto un cielo grigio scuro e nulla
cambia l'aria statica di stantio.
Sa di venti di palude, acque ferme e stagnanti,
sa di incerti sguardi,
dove gli occhi non sono sognanti.
Copri almeno il cuore,
tra il battito diseguale,
rimarrà una scintilla,
per riaccendere ancora calore.
Le vite di noi tutti
sono sempre state scandite da galere.
L’esistenza è una prigione e da quando
si è nati si è sempre stati aggrappati
alle sue sbarre, come l’alfiere
sacrificabili: è questione di abitudine.
A tutto ci si può abituare…
Il cielo è imprigionato dentro le sue
leggi senza poter lasciare la scacchiera.
Avete mai sentito una stella urlare?





