Siedo sul poggiolo

a guatare il solito orizzonte

“Dove sei quest’oggi

men di me vetusto amico ponte?”

Da che il mio diabete

un dì è crollato,

sto qui ogni dì a rimirare

il tuo imponente profilo strallato.

Chissà se a breve potrò avere

sepoltura all’olezzo del bergamotto

…così da farti compagnia,

caro disgraziato amico viadotto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Dalla natura morta sulla parete

passai a miglior vita sull’alzata.

Allo spuntar di un mattino

di bruma una mano pasciuta

mi portò a una dentatura guastata.

In men che non si dica mi ritrovai

a precipitare, spaurito… smarrito.

Piombai nel pattume nauseabondo.

Torsolo senza sostanza, ombra

nella tela; nota morta sullo spartito.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Spingono gli applausi

e spengono

senza nessuna vera

e costruttiva alternanza



- soli

in balia del nostro niente -



Inferno o paradiso

dei trentadue il rito

merito solo di un sorriso.



Chiavi di volta

o grimaldelli

luccicanti gioielli

o per bocca ... leoni



- dolci

da gabbia quasi certa -



e quante volte

l'amaro è stato visto,

per amore, fondersi

prematuramente con la terra?

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Placide menti
sguazzano il mondo,
come paludi
ma senza gorgoglio.

La loro decadente fauna
va verso l’estinzione,
poiché si sa, non esser opinione
la natural selezione.

La mia ragione pietosa
osserva di quel pantano ogni cosa,
esso stagnante e orrendamente opulento
non si accorge del necessario cambiamento.
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Profilo Autore: Giuseppe Messina  

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Pare che morte precoce
abbia preso il poeta,
triste pensiero
al freddo è tremante
e si è fatto pungente.


Ché invece...


- come quel verso
non più sullo scalpello
il colpo di martello
di genio
sull'invenzione del momento
sullo spartito
di note geniali


non più tonalità
che lustrano gli occhi
a divenir lustrini, poi
nella semplice sua finita
complessità infinita


e selezioni, accostamenti
e momenti emozionanti
e mnemonici rimandi
e cure dal passato
e aperture viscerali
e fini congetture
e... -


di solo colore
non si può far poesia.


Orsù...
lasciate risorga
facciamolo respirare.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Il poeta è uno sfaccendato alle prese

con la noia dei giorni da riempire,

un ozioso affaccendato per uggia

in inedia e tediosi impicci da assopire.

E’ un incompiuto essere umano,

il tempo imperfetto del verbo vivere.

Un mancato novellista,

inadeguato mestierante dello scrivere.

Costui è la gargotta per la strada,

nel vicolo di notte da evitare

per possidenti, gentil sesso e aurighi.

E’ la bestia insalubre da eliminare.

L’uso immorale e diseducativo che ne fa

del suo talento è antitetico all’asceta

nel compimento di scibile e dottrine.

 

Così Platone a Socrate riferendosi al poeta.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Trovavo bello il piccolo e l’angusto,
le capanne di canne, l’asinello,
al fonte far le donne capannello,
Ilarità e riso di gioventù febbrile
Il cercine in testa alle fanciulle
e sudata l’acqua nel barile
ch’esibivano fiere come culle.
Le case di legno e poca pietra,
i quattro muri elevati a chiesa
col campanile in fianco del fienile.
Case basse, qualche finestrino,
scuri chiusi e pochi vetri a specchio
del sole d’oro e l’occhio della luna.
Viuzze strette prive di selciato,
salite e chine, niente livellato.
Intrecciato il borgo cittadino,
ampi spiazzi adibiti ad aia.
S’udiva incudine e martello
l’odor di forgia, fumo del camino,
e riposava la notte miniata a stelle.
Tutto mi volteggia a girotondo
e svanisce il segno di quel mondo,
un ordine che lascio a malincuore.
M'inchino e torno nel progresso,
anche sapendo che si muore
già varcandone l’ingresso.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Il bisogno di poesia nasce sui banchi del liceo,

di quel liceo interrotto anzitempo per

ristrettezza economica della famiglia il cui padre

necessitava di aiuto per la salute venuta meno.

 

Chiara mente tra Dante e il nostro rapporto,

posa lo sguardo tediato sul glossario e su di me.

Chiaramente repleto di lei, e di versi per lei.

Lei dichiaratamente lontana da quel terreno.

 

Altre affezioni, altra vita

con gaiezza e dolenza

che si brigano

la medesima altalena.

 

E altra poesia sempre col rigore della metrica legata

 al suono musicale dei fonemi: perché il rigore è

la linea sdutta tra vizio e rettitudine.

Ora basta verseggiare, è ora della chiarata per la cena.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Nel ravviare gli abbozzi su di uno scrittoio poetico 

mi garberebbe indugiare su di un

versificatore abile col forcipe ad estrarre

il feto del concepimento rimico.

 

Adagio il foglio con la meticolosità del fabbro

nel posare con le tenaglie la lamina sull’incudine

che attenderà il massello d’acciaio temprato.

Così la venuta della penna che tamburella il labbro.

 

Dò lettura agli scartafacci e il secchio

nel retrobottega, per ruggine e mancata forgia,

risulta ineludibilmente saturo

di punzoni, giovamento soltanto per il ferravecchio.  

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Sento il soffio
leggero dell'estate. 
Come allora, ricordi?

Correvamo incontro
al mondo
sospinti dalla brezza.

L'aria profumava
di sale
e del nostro amore.

È passato il tempo!
È passato
e cos'è rimasto?

Foto sbiadite 
... noi
e ritagli di vento!

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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Sfumavano pensieri
avvolti nella carta
tra spenti desideri
rollati coi miraggi


confronto non reggeva
con variopinta anima
che coscienza spingeva
solo verso buone nuove


bruciavansi le vecchie
- le cattive unicamente -
in quei dì di festa,
lì ... maestre le altre


di spensierati momenti
in torte impregnati
d'infinita dolcezza che
alleggerivano l'aria


al punto tale
da permetterti di volare
tra tuoni e fulmini
di un mondo tempestato


di dorate illusioni.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Deserto nell'abisso di parole, circostanze tristi. 

Frasi che martellano, ho bisogno di luce di giochi e di bimbi giocosi.
Il cielo è coperto. 
Lo sguardo la voce del cuore che non muore...
Frasi di circostanza fanno male, il tuo sguardo d'amore
si perde nei meandri di sentimenti spenti vuoti.
Il silenzio è assordante nulla ha più senso. 
Il vuoto dei tuoi occhi che parlano non sono frasi di circostanza.
Le parole tacciono, il cuore si spegne. 
Alcune parole rimangono nell'aria
a far rivivere i sogni e le parole non dette. 
Gli incubi non spariscono ma sfociano in un pianto disperato. 
Si fa ombra il mio sorriso.
Gesti a mezz'aria, sospesi spariscono, brividi sulla pelle...
Il sole radioso si fa largo fra le frasi d'amore. 
Il vuoto mi riporta negli abissi del silenzio riecheggiando nell'aria di odio represso. 
Il bisogno di carezze e di abbracci dentro un arcobaleno che porta il sereno. 
Il paradiso non è di circostanza ma vivo e non muore. 
Il contatto fisico, pelle a pelle, sento il calore che si colora di rosa un sogno la tua pelle. 
Attimi che non serve parlare.
Estasi d'amore, pace dei sensi, è la vita prende forma,
Parla il silenzio mentre tutto intorno tace. 
Sguardi parole portano nei tuoi silenzi le parole più belle. 
I battiti del cuore si fanno sentire, tormento di anime silenti. 
Quelle mani che sanno parlare il tocco di sussurri suadenti. 
Frasi difficili da pronunciare.
Languide carezze, timide speranze un respiro in due, senza mai abbassare lo sguardo.
L'arcobaleno illumina, il giorno è arrivato il sogno è finito.
Frammenti di te sulla mia pelle umida. 
Fare l'amore con parole e sguardi nell'aurora di prima mattina il sogno diventa realtà.
Difficile dire tutto ciò che vorresti, per non ferire. 
Le parole non dette mi muoiono in gola come i silenzi.
L'immagine può contenere: nuvola, cielo, testo, spazio all'aperto e natura


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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ma quali poesie! 
Ma quali opere! 
Ma quale Poeta
Autore o Scrittore! 
Sono solo scarabocchi 
da spavento 
allineati e coperti 
su un foglio a quadretti 
sopra il tavolo 
della cucina... i miei.
Nessuna metrica 
rime incerte 
punteggiatura assente. 
Sempre i miei. 
I vostri non so! 
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Strana gente
i Poeti,
sicuramente!
Si divertono 
accartocciando
fogli scarabocchiati
d'ogni cosa.
Cercando poi
di far canestro
sull'ignaro lettore.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Uomo, che di Natura è figlio,
sente e crea il suo sentimento
o ode e sol ripete la voce
di sua Madre?
Natura, dal Caso scelta,
giudica il momento
e tutto filtra
in base a ciò che meglio
per sé stessa?
Scienza, che trascende
Il suo inventore,
razionalmente
disgrega ciò che l’uomo
crede Umano?
Uomo, padre della scienza e degli dei,
succube delle sue invenzioni
si fa del male,
per non sentir Dolore?
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Profilo Autore: Thomas Ml  

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