
Scorrono giorni nell'ombra dei timori
intrappolati nella rete del silenzio.
Tesi come un arco sono i sensi
persi nell'oblio
inseguono pensieri intensi
non hanno licenze per sbagliare
cercano nuove strategie per imparare.
Confusa da un tempo vorace
che tutto ingoia come un rapace
l'anima urla nel disappunto
tace il viso nell'evidente cipiglio
il tempo beffardo ride
nell'evidente scompiglio.
Non fingere di essere quello che non sei
Non mettere altre vittime tra i tuoi trofei,
le maschere cadono prima o poi dal viso
ed esce la tua indole sotto il falso sorriso,
non è sul palco della vita che devi recitare
raccoglierai odio da chi ti ha saputo amare,
quel vittimismo che metti nel tuo ruolo
ti porterà unicamente a rimanere solo,
i veri rapporti d’amore ed affetti
vivono insieme ai pregi e difetti,
anche nei comportamenti più complessi
si può vincere rimanendo se stessi,
la rabbia ,l’invidia porta all’ossessione
si rimane imprigionati nella propria finzione,
screditare gli altri per le tue insoddisfazioni
ti porterà ad uccidere le belle emozioni,
e nel vuoto sterile che ti sei creato
anche l’ultimo fratello ti ha abbandonato,
chi viene amato nel bene e nel male
è chi a testa alta rimane sempre uguale ,
non è fingendo che si ottengono successi
ma semplicemente rimanendo se stessi.
Vivremo e ci perderemo emozioni importanti
Questo è il destino degli amanti,
e sotto ad una pioggia di perché
soffriremo nel non poter stare
sempre insieme io e te ,
privi di pudore e senza diritti
anneghiamo nelle lacrime e dobbiamo stare zitti,
saremo l’amore limitato
l’errore ed il peccato,
semineremo rabbia e dolore
sanguinerà il nostro cuore,
a sostenere le nostre follie
saranno sempre e solo bugie,
nel difenderci avremo sempre poco fiato
per urlare a tutti un amore sbagliato,
ci faremo inutili promesse
le cose resteranno sempre le stesse,
avremo sempre voglia di scappare
ma troppo vigliacchi per poterlo fare,
il nostro futuro sarà solo un miraggio
per fare delle scelte ci vuole coraggio,
e sotto gli occhi di tutti quanti
saremo sempre due squallidi amanti.
esclusa...
Messa da parte
come una scarpa vecchia,
non servo più,
non sono più nessuno.
Non cerchi più i miei consigli,
non cerchi più il mio sguardo,
ne il mio sorriso,
sono sola...
Sola con me stessa,
sola nel mio dolore,
a farmi compagnia
le lacrime.
Anche il sole
è arrabbiato
anche lui...
E resto da sola
Senza parole...
Senza stimoli...
Senza forza per vivere.
Non importa
Non m’importa di altri,
non mi importa neanche della gente,
dei giudizi,
delle stupide sentenze;
per la verità,
non mi piace questa società,
neanche un po’;
non mi piace questa mentalità
imperante,
l’imbecillità costante,
tutta italiana,
fatta di ipocrisie,
di abitudine al peggio,
di rassegnazione
per tutto
di sopportazione
dell’idiozia,
dell’ingiustizia,
della meschinità;
non mi piace,
chi si stordisce,
di pubblicità,
e si ubriaca di falsi miti,
per dimenticare il peggio;
non mi piace niente di questo paese,
né delle sue regole;
vivo fregandomene,
e cercando libertà,
per me,
le mie idee,
le mie esigenze,
la mia voglia di
volare libero come artista;
libertà.
Di questi tempi col fiato corto che tirano
avanti tra gli stenti in qualche maniera
ringrazio il cielo, con gli occhi stropicciati
che seguono il naso nella zuppa quando è sera,
di avere un lavoro e di avere te accanto.
Mi destano le tue parole che spogliandosi nude
trattengono il respiro, come quando da bambino
al torrente bevevo dalle sue acque crude.
Rammendi i cenci delle mie ansie respirandomi
sulla la tua pelle con il suo tepore,
lasciandomi col fiato corto e l’anima
tracimante dopo aver fatto l’amore.
Ogni giorno ringrazio il cielo di avere un lavoro,
ma se tu non dovessi esserci di ritorno la sera
dietro le lacrime stropicciate sentirai a stento
salire dai cenci, tra le pezze, la mia preghiera.
Una sedia vuota , un atmosfera inquietante
Brividi insolenti nel silenzio agghiacciante,
ricordi che accarezzano tra pensieri e foto
non bastano a colmare l’amarezza di quel vuoto,
più il dolore si fa forte e intenso
più ogni giorno sembra non avere senso,
una sedia vuota che adesso fa tanto male
quando era piena sembrava scontato e banale,
cosa non darei per rivivere alcuni momenti
dandoti abbracci, baci, carezze, tutti i miei sentimenti,
il rimpianto è crudele ed è terribilmente forte
ti fa capire che le cose si fanno in vita e non dopo la morte,
opinioni e parole vagano nell’ignoto
non cambiano la dura realtà di quel posto vuoto,
forse si sta bene nel regno di Dio
ma qui fa troppo male doversi dire addio,
molti dicono : gira per tutti la ruota…….
E capiranno che è lacerante vedere quella sedia vuota.
per sfuggir alla brama dei ricchi.
Son diventato brutto,
per evitar la contaminazione
di una suprema beltà;
ho messo a nudo la mia stupidità,
per confondere la somma intelligenza
di dotti e sapienti.
Ho scelto la debolezza,
per distruggere
la sicurezza dei forti;
reso pellegrino in patria
e straniero in famiglia.
Sordo alle dichiarazioni di guerra;
cieco alle barbarie di una società;
muto ai più vili oltraggi.
Mento quando dico di non farlo più,
Diabolico persevero e forse
Non me ne esco più,
Mento quando giuro di portarmi rispetto,
mi faccio pena quando ritorno a piangere nel mio letto,
metto la maschera dell’allegria e rido,
mentre dentro soffro e da solo mi uccido,
Mento come la più imperdonabile carogna,
sono un masochista che sbaglia e si vergogna,
le strade che portano nel più spaventoso oblio,
sono percorse da un automobile che guido io,
spesso sento un lieve benessere pensando alla morte,
Troppe volte ho finto di essere forte,
quando convinto dico che bene mi sento,
in realtà sto morendo non credetemi Mento.
Protesta
che vita è questa ,
di valore cosa resta,
mamme che danno alla luce creature,
e poi gli fanno atroci torture,
bruciano col peccato un valore così forte,
dando prima la vita e poi la morte,
pedofilia nascosta nelle scuole,
davanti a questi orrori
non ci sono più parole,
protesta
non c’è più niente di umano,
spaventa pure il vaticano,
ed io lo urlo ad alta voce,
che Dio scenda dalla croce,
basta con questi massacri,
in fiamme anche i luoghi sacri,
il bullismo che devasta ,
e nessuno dice basta ,
donne violentate e spaventate,
non protette e poi ammazzate,
protesta
seviziati i nostri diritti,
e quelli al potere stanno zitti,
corruzione in tutti i settori ,
sempre più suicidi e troppi dolori,
protesta
facciamo qualcosa,
la vergogna è spaventosa,
politici che regnano nonostante la tempesta,
perché chi sta bene non protesta,
uniamoci tutti per farla finita,
rendiamo dignitosa la nostra vita.
nei versi in giù riversi.
D'autore, gracida e muore la noia.
Poeta definito nel senso del non senso.
Bevi dai teschi finti
e ti sollazzi in baccanali senza fine.
Non per diletto
prostituisci la parola,
solo per edonistica pompa
scolpisci il Vate aulico.
Venghino signori alla rappresentazione:
in vostra assenza, gradita somiglianza
sarà ben accetta.
La fame scava i denti del bambino
La mina sviscera Kabul
I libri esplodono nei mercati dei poveri
Religioni non perdonano
Un autoblindo porta la sua anima dentro
E tutto vive nel non vivere
E tutto diviene relativo nel sistema.
Tu poeta vai per sentieri e calli
mentre il tempo vomita sangue e lacrime
Per una sera imbevi col rosso morto della terra
i tuoi rimici tasti
Muovi i polpastrelli sul vero
che mentre tu distruggi versi
un uomo frigge sul fuoco una cavalletta
nel cuore d'Africa...
E mangia senza web condito
il suo pasto, forse l'ultimo nel tramonto.
Tramonta i tuoi soliloqui lugubri e disonesti
Poeta e scrittore che non sai
Che non sei
Abecedario e pennino possono morire
come l'uomo muore di fame e guerra
per una sera o per sempre
E tu rimarrai solo un tasto premuto nel nulla,
quel nulla che sempre sei stato.
Poeta senza poesia dentro.
E’ forse la beffa il pane quotidiano
dell’uomo corrotto ed incatenato?
La cui identità languida
si disperde nell'oblio di un sepolcro,
candido come un velo d’Oriente,
accecante come l’oasi nel deserto.
Folle di ciechi attraversano così le strade dei potenti,
dal peso della loro libertà sconfitti,
nel sonno plagiati.

Odio la vita quando mi fa soffrire,
in quei momenti quasi, vorrei morire!
La amo invece quando mi fa godere,
quando le sue meraviglie mi fa vedere!
Mi fa ribrezzo quello che ho visto nero,
tutto ciò che è stato brutto ed austero,
non si sa mai cosa accadrà domani,
meglio non pensarci e non fare piani!
Cose orribili che è meglio non raccontare,
cose mostruose che ti fanno abbacinare!
Ogni tanto però, si vede qualcosa buona,
mi abbandono sulla sua, sulla mia poltrona!
La vita non è facile, è anche stenti,
può tradirti quanto certi parenti!
Il loro affetto sembra vero ed abissale,
ma più sono stretti e più ti fanno male!
La vita è tanto brutta ma, è anche bella,
bisogna accettarla tanto, è sempre quella!
A volte sembra che mi sia sfuggita,
ma io da sempre, ti odio e ti amo, vita!
brillava dall'alto.
Il tempo infausto rendeva nervosi, mentre
ossa e mandibole digrignavano se stesse,
cercando di congiungersi con la gaia fanciullezza.
Ore a pensare della vita
ore che non passavano.
E parlavi
parlavi
parlavi al muro scrivendo frasi.
Senza sapere
senza conoscenza
e allora le copiavi nella testa vuota,
per ricordare,
per cercare affetti svaniti in un mare
che non conoscevi.
Folate di falene notturne,
ridevano di te quando ridevi di loro.
E rideva l'acqua per il solletico delle gocce.
Rubavi con lo sguardo quell'accenno di felicità,
quella che non avevi,
quella che ogni giorno usurpavi agli scritti sui muri.
Ti avvicinavi spesso ai tuoi considerati muri
e da loro ti lasciavi rapire.
E le pene della tua ombra vecchia
gocciolavano dai graffiti,
graffiati dalla falce della morte.







