Occhi che non dimentico
sono costantemente dentro ai miei.
Luci abbaglianti
l'azzurrita' ti circonda.
Sei anima che incendia.
La mia piccola principessa
non vuoi che ti chiami cosi'
ma e' quello che sei.
Mia perla di giada
coroneremo il nostro sogno d'amore
presto
molto presto.
Giungero' da te come la prima volta
cavalcando un baio.
Ricordi tesoro mio
le volte che mi cadevi fra le braccia ridendo
rotolandoci addosso l'amore che ci univa in quei giorni funesti,
Giorni che nonostante tutto vivemmo.

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Profilo Autore: Maria Cristina Manfrè  

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Amici
soli
dentro una lista
nomi
dalla memoria corta
sfasati
nella lettura
rincorsa
una comune dicitura

Amici
a lettere giganti
dentro una lista
come per far la spesa

gettata nel cestito
dopo aver pagato

non una grande impresa
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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L'immagine può contenere: cielo, albero, testo, spazio all'aperto e natura
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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L'immagine può contenere: spazio all'aperto e testo
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Un inverno che sorprende anche Rio de Janeiro.
Una pioggia in Africa improvvisamente.
Una matita che si spunta.
Una chiave nella serratura che si spezza inesorabilmente.
Una madre che sparisce.
Un padre che non riconosce più il figlio.
Un bimbo che chiede pietà.
Una parola che rimane a metà gola.
Una notte senza luminosità.
Un sonno senza riposo.
Capita.
A volte capita.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Hai gettato

la poesia nel dimenticatoio

alla maniera del salariato

le olive nel frantoio.

Allorquando adagi il lapis

sul foglio, tuo suolo adusto

nello stambugio delle anticaglie

ai versi hai già dato un posto.

 

Sostennero certuni

esimi colleghi,

palesando i propri

irriverenti dinieghi.

 

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Lasciati trasportare sulle ali di un sogno
dalla leggerezza .

Non sei folle se non apri l'anima al cielo pizzato di stelle
se non ascolti il vento quando passa e ti scuote 
se quando guardi la luna
codesta bellezza non ti meraviglia
se sparpagli come ventaglio
lucciole e farfalle e cento desideri non  libri nell'aria.

No, non sei folle se lo sguardo di un bimbo non  ti commuove
 se riconosci gli occhi buoni e non ti vesti d'amore .

C'è ancora un sapore nuovo che siede
 c'e ancora una penna docile che conforta
c'è ancora un bel vento che soffia e increspa.

Ai sognatori dunque
siate folli 
perché di lanterne accese ed eterne 
siano pieni i sogni.

A chi non ha paura di credere che la vita è una sana follia
da vivere in equilibrio e fantasia.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Genova pegli

Perla della sera,

notte estiva,

la luna balugina

sopra la darsena e i pontili;

rampe stradali,

passano sopra le teste;

una fiumana di motorini parcheggiati,

carugi dai mille odori,

strade,viottoli,

garage,

e poi i negozietti

con mille tentazioni,

le botteghe esotiche col kebab,

dai nomi orientali,

i distributori di caffè,

gente una marea di gente,

traffico frenetico,

moto sfrecciano nella notte,

da qualche parte,

rumore di onde,

la risacca del mare,

qualcuno pesca,

nella brezza del mare di Genova;

pegli sogno di una notte d’estate.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Sono solo in questo mondo chimerico,
dominato da un'instancabile e perpetua paura esteriore.
Temo la compagnia di chi promette affetto ed amore,
considerandoli alla stregua di pure necessità,
alle quali io, per grazia divina, non sono avvezzo.  
Vivo la mia solitudine come marinaio in coperta,
sfogliando i diari di passati lontani, vissuti, attesi, sperati.
Rifuggo ogni somiglianza con chi mi circonda,
consapevole che nessuno sia
nella capacità di illudere il mio presente.
Destino è vivere sé stessi,
impazienti del domani 
e consci di un passato comune e perfetto.
Mi sento vivo,
abbracciato con me stesso,
in attesa di nuove albe.

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Profilo Autore: Antonio  

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Soffio di vento,
su lavanda in fiore,
evoca arcaiche voci, sommesse,
come il ronzio dei calabroni.
Succhiano il nettare fattivi,
nel loro andirivieni e sprigionano
il pungente profumo che riattiva i sensi.
Distensione e pace bucolica
potrebbero sedare lo spirito inquieto,
ma di un'anima in continuo lavorio,
come insetti operosi è impossibile.
Lo sguardo si perde, vaneggia ricordi e persone,
ritornare nell'oblio del tempo,
evocando la magia di un momento
di pura follia.
Fermare il tempo, per un attimo,
e le ali sospese si riflettono con toni di viola.
Si può sognare... allora.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Le poiein è lo strumento che mette

a contatto il tuo cielo autorevole

e la terra del poeta me medesimo.

In terra ciò che si dice è rilevante quanto

come lo si dice e le convenzioni

relative al ritmo, alla struttura non lesino.

La successione dei suoni e l’unità

di misura nodale del testo,

accento ritmico ed emistichio,

e cesura: in terra, il vero assoluto.

Le figure metriche che regolano l’incontro

tra la tua e la mia vocale hanno voluto un

enjambement; ma in cielo… il tuo

silenzio fa di me un verso incompiuto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Il poeta, taluno, tenendo un verso

in ventre tocca la carta con la mano

sinistra e con la destra aziona

la penna; e si desta quando è notte.

Con lo strumento ad arco

in grembo tocca le corde con la mano

sinistra e con la destra aziona

l’archetto: mi ricorda i suonatori di crotte.

Il poeta, talaltro, tenendo gli occhi

al cielo tra la striscia bianca lasciata

da un aereo di linea e quella sul tavolo

fissa un verso sulla ricevuta del bancomat.

Fisso un verso sul banco con la morsa

e con la raspa limo strisce come di segatura.

Un ultimo ritocchino con la sega

ad archetto… il poeta non segue un format.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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M'investe il pensiero
che, già di suo,
sia vestita di guerra
la vita
che a barricate spinga,
prescriva difese immunitarie
comuni e personali programmi
... che al terreno ci prema.


Già irrazionali o regole
incomprensibili
prevedono difetti di fabbrica
e malattie, regali
come calvario fosse un privilegio
- naturale la selezione? -


Serve salire, ergersi
a livello maggiore


perché ...
accettare il rischio
che in pericolo, sì tanto serio
siano posti persino i frutti della vigna
dall'avidità di alcuni


fossa comune ...
come se del domani
l'aridità ci fosse aria?
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Siamo tutti desperados
o quasi tutti almeno,
innamorati del fuoco santo,
quella fiamma sacra e maledetta
che ci arde tra il cuore e il costato.
Come falene in una trappola di luce
poi moriamo in fretta
consumati dalle nostre stesse passioni
e come fenici risorgiamo
nel dolore che ci brucia , ogni volta.
E siamo più famelici di vita
fino alla prossima caduta
o alla prossima ferita che strema
ma spesso incattivisce.
Perdiamo pezzi per le strade
che non ribatteremo più.
Su altre ciechi insistiamo
fino a schiantarci contro il muro
di un rifiuto.
Duriamo come una sigaretta
rotolata fra le labbra
ma parliamo spesso di eterno.
E intanto l'odio attorno divora tutto
non meno di un cancro quasi senza cura
ed il dio denaro ha il suo da fare
a vendere, comprare e mercificare.
Le guerre oltre che crudeli
sono di una stupidità abissale.
Invece di godersi il poco tempo
che ci resta da queste parti...
Abbiamo scadenze non poi così diverse
da quelle del latte e delle uova...
Parlo del lato terreno, so che oltre c'è qualcosa
ma non mi azzardo troppo sul cosa.
Non ho problemi con Dio non avendone uno.
Le visioni sono personali.
Ma siamo tutti desperados
o quasi tutti almeno.
Ai pochi eroi la mia stima .
C'è di buono che so ancora sorridere
e prendere in giro la pochezza umana,
a cominciare dalla mia.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Fato

pressoché sempre

dall'uomo aiutato.



Quindi mina

che con mania

di prefica nenia

con poco o nulla

di naturale addosso

a sbigottire mira



ch'esplode

quando meno te lo aspetti

per danni ... tanti



e morti

privi di aderenti torti,

con quattro soldi ripagati



quando nulla

ha valore pari

a quel loro domani

in cui ... qui

già saranno stati



dimenticati.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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