Che sia irrefutabile
che la felicità
non esiste?
Eppure ti desti un giorno
e quel che ti resta
è la sua sottoveste,
e scorgi che se ne è andata.
Resti come un bimbo
che si succhia
il dito: ha saliva, non latte.
Non resta traccia
della sua crocchia,
e una lacrima bagna il lembo
del cuscino, indelebile
come goccia di vernice.
Non rimane che rinascere
dalla polvere dei giorni,
e sembrare felice.
tasta e prova nuove strade,
poi scompare alla vista dietro i sassi,
e di lei non saprò il destino.
Aria calda e pungente dal profumo di eucalipto,
arriva ad accarezzare il volto,
e rinfresca questo giorno assolato e tranquillo.
Gridi d'uccelli stonano il cielo,
che d'azzurro riempie,
anche bianche farfalle ondeggiano sotto il sole.
Mi riempio di pace e calore,
so connettere il cuore,
sotto questa estate d'oltremare
che mi da vigore.
Mi riposa le tempie fertili
e un salto di cavalletta chiude il cuore.

Ovunque sarai io sarò .
Sarò luce per illuminare il tuo volto
oscurità per nascondere le tue bugie
fuoco per scaldare il tuo corpo
acqua per spegnere i tuoi ardori
pioggia per baciare il tuo volto
vento per asciugare le mie lacrime.
Ovatta per tamponare le ferite.
Sarò per te...
Un frivolo pensiero.

Se tu venissi alla collina
dei tipi pensosi
Un padre è colui al quale non
è concesso utilizzare il proprio
telefono, né l’auto, né il bagno.
È colui il quale la fortuna visita
un’unica volta, e ci si deve far
trovare in gabardine di fustagno.
Figlia mia ricorda di rispettare
il creato, ma rammenta sempre
che l’unica varietà di volatili
che non arrischia l’estinzione
è l’uccello del malaugurio.
Che i manigoldi sono versatili
tanto da apparire rispettabili,
e agli integri per cernersi non
resta che somigliare alle canaglie.
Che se ti dovessero appellare con
il termine oca, la cagione non è
l’idiozia della bestia dalle rigaglie
squisite ma le scioccherie scritte
dagli uomini con le sue penne.
I propri figli al meglio i padri cercano
di educare, per scoprire che li imitano
in tutto; nasciamo nudi, umidicci
e affamati: poi le cose peggiorano.
Qualcuno volò nel nido del cuculo
Se sei schedato nell’igiene mentale,
la tua vita è segnata per sempre,
sei fregato,
fottuto,
bollato a vita e non te ne liberi più;
intorno a te c’è sempre il sospetto,
la gente ti guarda con pietà e sufficienza,
ti parlano dietro,
ti danno addosso,
sei etichettato a fuoco vivo,
tutto diventa più difficile,
almeno il doppio,
perché ogni volta devi dimostrare,
non solo che sei in grado di fare,
ma anche che non sei menomato,
sei pure diplomato;
ogni volta ,sei preso con le molle,
c’è prevenzione,dubbio,
scetticismo, e si stupiscono,
se non sei handicappato come pensan o;
l’igiene mentale,
ha preso il posto dell’inquisizione,
un tempo se eri un ribelle,venivi processato,
e adesso c’è l’igiene mentale,
se ti ribelli,
se contesti,e non accetti il sociale,
ti tolgono di mezzo,e ti sbattono in psichiatria,
riempendoti di robaccia e sedativi;
e un sistema di reazione della società,
e di controllo,dei sovversivi,dei diversi,
dei ribelli;
questo e quanto,
e la libertà ce nè poca.
Non credere che voglia incombere
sulla tua vita più di quanto possano
pesare i consigli: è che l’esperienza
è un ombrello a cui solo quando
spiove funziona il tasto d’apertura.
E non ritenermi sciocco: l’ignoranza
mia, pur avendo carenze
lapalissiane, è poliedrica e tocca
tutte le sponde del sapere umano.
Non mi sento ottuso, solo
mentalmente libero: un dì mi sono
smarrito su di un sentiero lontano
nei miei pensieri, ritrovandomi
in un territorio a me non familiare.
Imparerai a tue spese che sul tuo
cammino incontrerai ogni giorno
infinite maschere e pochissimi volti.
E se il tuo non collimerà col suo
destino non versare troppe lacrime:
ricorda che mamma ti ha insegnato
che i giocattoli usati si donano
a chi è meno fortunato.
Veniamo al mondo nudi e umidicci,
figlia mia, poi le cose peggiorano.
quadri d'autore
parole,
versi,
di un'immutata ipocrisia,
dipinti con colori
inneggianti al buio della notte.
Un mondo che affonda
senza un'ancora d'umiltà.
La luce si spegne
nel buio più profondo...
Crollano palazzi inermi
di parole vuote.
quanti vincono, molti perdono;
io vorrei non perdere e vivere,
in un mondo più libero,
a misura d’uomo,
dove si possa sbagliare,
dove ti possano accettare per
quello che sei,
non per quello che dovresti essere o fare;
in un mondo senza muri tra la gente,
con meno squallore e meschinità,
dove ci sia più amicizia,
più speranza;
grande è la città,
vetrine illuminate,
macchine capaci,
e una vocina pubblicitaria,
che ti invita a spendere, spendere,
in un insulto alla miseria, e a chi non ha niente,
e deve faticare per arrivare alla fine del mese;
grande la città,
piena di grettezza e indifferenza,
dove cerchi tra le strade
imbrunite e scure per il gelo e il freddo,
lo spirito del natale,
e un po’ di umanità.
dalle mani nude
la mente impetuosa
a significar qualcosa
per qualcuno
che nessuno è
che nessuno saprà
Quello smaniare
domandarsi
il cosa del tempo
di quel tempo che nasconde
noi non sappiamo cosa
e non avremo tempo
di sapere
Quello spigoloso
ritornare leggendio
sulle righe impaurite
da confusione onesta
Quel bramoso
cielo che convince
con poca luce
a non aver paura del buio
di una conclusione
invertita in inizio
di un nuovo giorno
scandito di domande
di grigi colorato
di rinnovare la ricerca
di ciò che non è stato
dei suoi petali odorosi
del suo anno d'onda forte,
non può dirsi destino.
Non ancora, se è livido limite
stasi che non passa
con niente oltre la siepe.
Non ancora
per il suo volto in declino
per il suo slancio sbiadito
il suo cuore in disuso.
E' solo l'attimo di una stagione amara
che non può dirsi il destino
di quei petali odorosi
della mia rosa gaudente
dei suoi ossi di spine.










Poeta da strapazzo, da quattro soldi,
poeta di qualche frase di dozzina,
poeta senza rima e senza pecca,
poeta che non vale una fica secca!
Poeta squattrinato ma forse amato,
è questo che mi sento, non l’ho negato,
ma scrivo con affetto e grande amore,
soltanto quello che mi detta il cuore!
Non dico bugie, non so mentire,
non conosco l’odio, so solo amare,
il cuore sente, non si può negare,
ogni suo battito è il suo parlare!
Mi dice tante cose che non conosco,
e poco se ne importa se non son gradite,
lui conosce solo i sentimenti, sa che dire,
e pulsa tanto forte, quanto forte è il sentire!
Io scrivo sempre senza mai fermarmi,
io scrivo sempre senza mai stancarmi,
io scrivo soltanto cose sante e vere,
e seminare il bene è un mio dovere!
Che sia un poeta o una testa di rapa,

a me poco importa, io vado avanti,
io non mi giudico, non posso farlo,
poeta o no, saranno gli altri a farlo!