A contare solo su me stessa.
Ad amarmi e essere felice.
A considerarmi unica e speciale.
A vivere con poco e in semplicità.
Ad affrontare le difficoltà, ho imparato a godermi la vita.
Senza troppi se e tanti ma a toccare il cielo con un dito , 
ho ritrovato il mio sorriso.
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Profilo Autore: Anna  

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E sono
una stella

sotto un lampione
a mezzanotte…
Spicchi di luci
offro
a chi non ha
a chi prega
a chi è stanco
e vuole amore...
E sono 
un’immagine
dentro al tuo sogno
e ti sospingo
sotto un cielo
dove è l’acqua
ad asciugar lacrime…
Ed il sorriso
limpida luce di colori.
E sono
una pietra
silenzio aggrumito
che urla di vita...
Storie cosumate
che non s’arrendono.
E sono 
dono
opera d’arte.
E c’è l’infinito nei miei occhi...
E sono 
una stella
sotto un lampione
a mezzanotte…
Spicchi di luci
offro
a chi non ha
a chi prega
a chi è stanco
e vuole amore...

L'immagine può contenere: una o più persone, scarpe, spazio all'aperto e spazio al chiuso
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Profilo Autore: fbergamasco  

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20180614 100948

Labbra s'osservarono pensose

e dopo aver tanto parlato

dissero a se stesse:

«Tutto sommato, potrebbero piacere...

Se restassero mute.»

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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SONO PRESO DAL GORGO CHE SCIVOLA GIÙ NELL’ANIMA
CHE APPARE E SCOMPARE NELL’ETERNITÀ
PASSIONE VERA
ETERNA EBBREZZA DI UN ORIZZONTE ORMAI LONTANO
VELO DI MISTERO DELL’IRRAZIONALE
DEL VUOTO
GUARDO IN ME STESSO
UNA SENSAZIONE M’ACCOMPAGNA
LA VICENDA DELLA GIOIA E DEL DOLORE PIÙ NON MI TOCCA
RESTO LÌ INEBRIATO AD ASCOLTAR LA VOCE DEL SILENZIO
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Profilo Autore: sossio  

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Balsami, profumi e balocchi
devono avere adesso nuovi siti
per celebrare al meglio i fasti
d’una bellezza che non va dispersa.

La città dove tutto si confonde
dia spazio ai metri quadri dell’amore,
al fascino dei suoi miglior segreti,
ai prati incolti dei bambini d’oggi.

In questo tempo che massacra le ore
e malandrino sfiora i seducenti cuori,
in questo tempo di presuntuoso millennio
rischiamo di morire vivi, di dimenticarci.

I colori, ammuffiti nell'indifferenza.
Le beatitudini, cancellate dalle agende.
Scolorano, le macchie dei pittori preferiti,
eppure continuano a mostrarmi visi di Vergini.

Il mare, il cielo e l’albero di ciliegio
sono ancora splendidi, immobili primati.
I veli di infinite Madonne vorrebbero aliti
e non gli occhi della morte o dei gettoni d’oro.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Quando spengo il tuo ricordo dentro un bicchiere,
ma non si spegne, anzi,
affonda il pugnale tra scapole e vertebre,
allora scrivo.
Ci si perde nei bicchieri e nei mozziconi
ma ferisce lo spirito più del pugnale il vizio di te,
nelle notti in cui grida i nomi nostri intrecciati.
Radici di rami spogliati, così ci ha chiamati.
Tutto il mio sangue, lo sai che ti piange?
Il profumo che fanno le parole sussurrate
al corpo che finalmente diventa il vestito,
una porzione di sguardo con cornice
la mano mentre carezza il profilo del tuo ricordo.
Aperta, su quello che è stato il nostro domani.
Tu guarda meglio i miei fogli, smetti di leggerli,
guardali soltanto come si osserva una fila di formiche,
lascia che siano loro a camminare sul tuo sguardo e non il contrario,
perché ogni lettera, ogni spazio, ogni virgola,
fanno parte di quel ponte che lo scrivere mi ha dato
per non lasciare che un fiume ci separi per sempre.
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Profilo Autore: gianluca  

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010francine van hove

Lande incandescenti attraversai

inciampando in sentieri tortuosi

trafelata ma col cuore colmo di forza

alla meta prefissata giunsi.

Non issai bandiere

non innalzai trofei

nella valle del silenzio trovai rifugio

beandomi della conquista.

Non dovevo dimostrare niente ad alcuno,

solo compiacere la mia anima.

Celai la gioia per pudore

non per viltà.

Chi troppo vuol apparire

esibendo falsità

calpestando altrui anime

è figlio d'inganno.

Mi chiedo come possa gioire il suo misero ego.

La notte osservandosi allo specchio

vedrà riflessa un' abominevole essenza,

frutto evanescente del suo nulla.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Ogni giorno andato
mi manca
quel suo filo d'aria felice nel respiro
venuta da posti mai visti
luoghi che non vedrò, forse sognerò
tutto d'esso
non si ripresenterà
suo e dei suoi fratelli
sempre più fuori portata
impercettibili sensi, nella profondità stonata
Seduto in comodità
vien facile un riassunto
strizzo e ribagno la memoria
mi manca sempre qualcosa
un piccolo lembo che completa
uno spiraglio timoroso, uno spazio infruttuoso
un guizzo d'atleta
Ogni giorno andato
mi manca
il mio equilibrio vacilla
come avere una fune sotto i piedi
come il pontile senza pali
come erba alla ricerca di un prato
come aver dimenticato
il camminare imparato
Ogni giorno andato
mi manca
non riempie la luce che sarà
non sostiene la speranza che arriverà 
fra le dita passa il tempo senza segno
dentro l'anima scivolano e fuggono
i giorni senza freno
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Angusta tra i nuovi sentieri,
la via della luce si confonde.

Sarà colpa del costante subire
l’assenza di brezza incantatrice
invocata più volte e a gran voce
per salvare le rovine del cerchio.

Accade sotto gli occhi di sempre
- puri come rondini allo sbando -
impreparati al dominio sulla scena
della vita smascherata ambigua.

Intanto il garrìo si chiama urlo
e monta l’ancestrale eco della paura.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Torneranno le ore della quiete
racchiuse negli scrigni delle fate
venute per vedere da vicino
capriole fatte da un bambino.

- Allora, è vero! In noi tu credi!
- Perché mai io non dovrei?
- Ma siamo sogni, soltanto sogni!-
- Vedo il cappello e la bacchetta tocco!

Avevano il sorriso delle madri,
la leggiadria di limpide fanciulle,
i colori della festa quand'è festa
e del c’era una volta, la bellezza.

Voleranno le aquile di nuovo
sulle vette ormai dimenticate
e con loro gli esultanti gabbiani
sul mare della non solitudine.

Canterà il coro dei nostri angeli
or tramutati in icone incorniciate
e invece da lì vorrebbero uscire
per dimostrare quanto sono veri.

È tempo coniugato al futuro,
il tempo di speranze non evase,
frantumate nell'oggi che corrode
un accenno delle dolci nostalgie.

C’era una volta, diremo anche noi
e non per raccontarci altre fiabe
ma per datare quel culmine dei grigi
nei quali rischiammo di annegare.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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NEBBIA UOMO DONNA
Stille d'attesa sparse

a creare dipendenza.

Vogliosi morsi

a sorbire nettare

nella spregiudicata astuzia,

dolorosa quanto una spada intrisa di veleno.

Laerte uccise Amleto

ma tu piccola tarantola

mi farai male quanto un pizzico di vespa.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Dell'amore ramingo mi faccio presenza,
mi faccio scudo.
M'involo sotto ali cangianti e plano.
Sono aliante sostenuto dal vento
e mi nutro di quell'aria che riempie,
senza sentire il peso della terra.
Io, riflesso di luce come Icaro stolto,
vado verso il sole, per provare
quel calore che solo l'ardore può emulare.
E cadrò di nuovo,
sentirò ancora il dolore muto,
che mi attira verso il basso.
Resteranno le ferite, lunghe cicatrici,
come fiumi a segnare il destino,
di un angelo senza perdono.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Là, dove il cielo non rischia la morte
ma astro dopo astro si rinnova,
esisterà io spero un qualche lembo
nel quale ci si possa riparare.

Noi uomini a volte siam fatti così,
crediamo di domare ogni fiera
ma scontiamo il bisogno della frusta
ed accettiamo l’imprevista resa.

Cade, nel tempo, la lucente spada.
Lo scudo, adesso, è da adoperare
e diligenti nella fila indiana
si va tutti alla clemenza ambita

là, dove il cielo non rischia la morte.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Nell'alba del nuovo giorno

la pellicola dell'esistenza

scorre, riportando fotogrammi

di vita e amore, indistruttibili.

Niente di cosi completo

potrà ricomporre l'oggi.

Il cammino verso il declino

è impervio e arroventato,

come tramonto infuocato

raggia ardenti fluidi

nel lesto suo spegnersi.

Cerchi di trattenerlo

prima che ombre lo avvolgano

ma, nel volger del pensiero,

l'oscurità lo rapisce

conducendolo lontano.

Domani giungerà una nuova alba

ciò che è stato non potrà più essere,

nuovi fotogrammi l'avvolgeranno

creando nuovi scenari

da scoprire senza fretta alcuna.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Mi fregio del verbo trascritto

da mera passione sospinta

nell'intreccio di sentimenti

traccio nel foglio trame.

Attraverso percorsi

bruciando suole su asfalti

incrociando spider rosse

e motori che rombano.

Cadono sillabe su mani confuse

colmando vuote valigie,

viaggiano inconsapevoli

verso altri percorsi.

Ruote bucate da biglie rotte

disseminate come mine vaganti,

stridono innanzi alla platea

che applaude ed elogia

sudore e sangue non versato.

Nel teatro dell'esistenza

Mangiafuoco ha cambiato pasto,

si nutre con versi raccattati.

La volpe sfoggia la pelliccia

ed io continuo la corsa

contro il tempo che fugge impaziente

consapevole che tutto prende e non rende.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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