vago apolide senza una meta
recitando salmi sacri per me stesso.
Al buio cammino e vedo il nulla
mascherato durante il lungo giorno
dai profili di beni artefatti.
Spendo le mie monete senza valuta
gettandole in un mare abissale,
consumo canzoni urlano al vento,
unico amico in quanto compagno
lieve, seguace fedele del remoto;
e dedico questi versi apocrifi
ai lettori insaziabili del vero
detrattori dell'immateriale puro,
anelando che trovino autentico
il senso grave contenuto nel Vuoto,
colui che spietato mostra con malizia
la falsità nascosta nel corporeo.
da una scheggia di sole
piovuta dal cielo;
il prodigio della forza
costretta in uno scherzo
suscita l'evasione,
la voglia del fuggiasco
di intessere
dubbi in storie
e far parlare mondi
racchiusi in pensieri
un istante prima
possibili,
quello successivo
inespressi,
per sempre taciuti
da un presente che già
si stringe in passato.
dedicata a Calvino.


Da zero fino alla maggiore età,
solo diritti, senza responsabilità,
papà e mamma pensano a tutto,
è loro dovere, far bello il brutto.
Ne combiniamo spesso d’ogni colore,
tanto, noi siamo pezzi di cuore,
i danni sono all’ordine del giorno,
dei loro guai, non c’importa un corno.
E’ nostro diritto crescere sani e bene,
facciamo solo quello che ci conviene,
mangiare, bere e tanto divertimento,
senza grazie e senza riconoscimento.
Questo però non dura per l’eternità,
finisce all’inizio della maggiore età,
e quando questo, ahimè, avviene,
si diventa crudeli, quasi come iene.
Comportamento questo, ingiustificato,
dovrebbe essere subito abbandonato,
se semini male, raccogli solo male,
il bene si comporta in modo uguale.
Bisognerebbe essere indipendenti,
guadagnare soldi per curare i denti,
non dipendere mai da altra persona,
al buio, anche la tua ombra t’abbandona.


come cipria sulle gote
e porterà il canto degli usignoli
dove si lamenta l'ulivo .
Agli occhi
saranno fili di luce a cingere
il bacio del giorno
cosi il rumore ed il silenzio tra le mani
a cogliere il crepuscolo .
Crepuscolo che cosparge i campi e zittisce i torrenti
che abbellisce le strade e s'annida sui tetti
raduna il cuore di un numero infinito di desideri
si contempla del canto delle ginestre
che con lieve moto
trapelano l'ombra della notte
e i rami si vestono di poesia .
Stare al vento
Non essere mai contento,
andare avanti
senza troppi guai,
non rompendo,
stare attento,
a dei bastardi
che entrano nella tua vita,
per menarla,
per comandare
e farti andare;
stare al vento come perdere tempo,
essere in cammino,
domani incerto,
domani che spavento,
che scoperta;
aspettare te,
ed essere meno solo,
stare al vento.
ricamato di strappi d'orgoglio.
Sconosciuta forma di vita,
attraversa il corpo nefasto
nel delirio della leggerezza
di parole sommerse
dalla forza dell'alba buia,
Illuminata da occhi
pieni di forza e di vita.
Si perde il frastuono
nel risveglio di un arco
che di sconosciute luci
accenna il suo canto...
Di forza e di strade
diviene uno sguardo
la vita nel crepitio del verso...
Ombra che trascina via
il disperso clamore
del sole di Maggio.

Primavera, estate, autunno, inverno,
ma, ché fine hanno fatto le stagioni?
l’inverno ha scacciato la primavera
Nuvole, pioggia, freddo e vento
che maledico sempre ad ogni soffio,
si esce con il sole ma serve l’ombrello
si imbrattano i capelli di lacca e gel.
Ma tutto questo accade all’improvviso
e senza potercene mai rendere conto,
il guardaroba è pronto per il cambio
ma sole, luce e caldo sono un miraggio.
Si passa poi dal cappotto allo sbracciato
e chi l’ha fatto prima si è rovinato,
meglio aspettare ancora con pazienza,
l’accoglieremo poi con riverenza.
Il brutto tempo è all’ordine del giorno
ma dovrà cedere il passo a quello bello,
sognando l’estate dobbiamo ancora soffrire,
viva l’estate e, l’inverno deve morire!

mettendo in risalto quelle linee del viso
che colorano il giorno.
Vorrei che la vista di un tramonto
ti baciasse con le luci della sera.
E poi vorrei che tu camminassi
tra le strade del mondo con in tasca
una felicità nascosta che si apre
alla vista di un incanto
che toglie il respiro.
Vorrei che ti accorgessi di quanto
le bellezza di quei paesaggi
possa riempire di gioia immensa.
E ancora senza esitare vorrei
che un giorno quelle stelle nel cielo
che stanno a guardare
illuminassero la tua vita
e nella felicità tuffarsi a capofitto.
Vorrei il meglio che c'è
tra le pieghe del cuore.

Inferno, Purgatorio e Paradiso,
primavera, estate, autunno e inverno,
materia, amore, anima e spirito,
aria, cielo, gas e liquidi.
Tutte cose che ci ha donato Dio,
cose perfette, funzionanti e resistenti,
cose che durano per sempre, cose eterne,
senza rotture e senza incrinature.
E tutto questo è base della vita,
tutto ciò che serve all’esistenza,
tutto questo è quello che ci muove,
senza spinta, senza alcun motore.
Il tempo è però un grande tiranno,
a volte mostra anche unghia e denti,
può cambiare, uccidere o migliorare,
ma può agire solo sulla materia.
Case, tunnel, ponti e cattedrali,
città, paesi, case e monumenti,
musei archi, colonne e ville,
tutte grandi opere di illustre firme.
Progetti e calcoli di grande invidia
ed ogni Stato ne vanta più di una,
tutto perfetto e grande maestria,
tutti fanno a gara quale è bella.
Ferro, cemento, legno, marmo e tela,
tutto resistente e di grande qualità,
ogni progetto calcola le dimensioni,
partendo da durata e sollecitazioni.
Qualcosa però crolla prima del previsto,
senza preavviso e senza pietà alcuna,
le cause quasi sempre ci stupiscono
perché al progetto non ci sono errori.
Unici imputati, a mio modesto avviso,
sono i carichi ripetuti senza tregua,
diventano il doppio dei previsti
e la durata è sempre dimezzata.
Fenomeno tecnico che tutti conosciamo,
fenomeno strano, anomalo ed imprevedibile,
si dice che la rottura avviene per fatica,
monitoraggio e cura, son le sue medicine!

sotto colpi di cuore l'anima si rapprende
e leggera battaglia ricomincia.
Notte senza luna,
così buia e tempestosa,
copri tranquilla ogni rosa
che dorme tra le foglie.
Potente è il sentire
e attinge e anela il dormire,
solitario il letto giace
e non porta odore di pace.
Quale voce potrà dire la sua,
e non gioire, perché il tempo del sereno venire
e forse non verrà.
Ma i fiori della speranza più azzurra
non sono ancora sbocciati con il sole.
Nel giorno che nasce
sotto il roseo mattino
ci saranno e ancora sorrideranno,
tra le labbra carnose.

Sei partito per un lungo viaggio
biglietto sola andata.
Pochi spiccioli in tasca
muso duro
tanta fantasia,
meta
un'utopia.
Guardi indietro
non era importante
eppure il pensiero
torna da lei.
Nostalgia assale
non puoi tornare
prosegui viaggio
verso un miraggio
lo scoprirai
se giungerai a destinazione.
Viaggio infinito
meta lontana
non demordere
qualcosa troverai,
ma...
Potresti
non giungere mai
all'isola della felicità
se prima
pace non farai
con te stesso.
Un uomo saggio
sfornò idee per carenti di fantasia
rendendoli schiavi del suo pensiero.
Un uomo scaltro
sottraendole
per postar bottino
seminò tracce
con coraggiosa incoscienza.
Il saggio disse:
“Nell'ammissione di colpa
trova rifugio la coscienza”.










