Nasceranno sempre fiori dalle ferite
dell'anima.
Petali bianchi a incoronare i giorni
e i pensieri.
Non conosco cura migliore
né alternativa
che questo segno di un Dio.


(a mia madre)
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Profilo Autore: Syrio  

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Quando ti chiederò aiuto,
ancor prima d’indovinar perché,
posa le tue mani su di me
e… accarezzami, madre mia!

Come allora, antalgico sarà
quell'indugiar d’esperte dita
sull'umido spasmo delle gote.

Quando ti chiederò perdono,
ancor prima di concedermelo,
metti gli occhi nei miei occhi
e… accarezzali, madre mia!

Come allora, fluido sarà
quel complice danzar di sguardi
di un amore impareggiabile.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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La certezza dei tuoi occhi

è un inchino di mare

in un tramonto di maggio

ed il miele dei tuoi abbracci

un raggio di sole ad indicar

l’indirizzo del mio tenero io.

E siamo cuori della stessa vita,

parole della stessa anima mia,

l’indice dei miei giovani pensieri,

la carezza del mio tempo più bello.

Cara madre,

scrivi per sempre i miei alfabeti,

naviga nei miei silenzi

come un marinaio

ad inseguir le stelle,

consola il pianto dei miei inverni,

son qui, a rileggere

il diario dei nostri battiti.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Mamma … un nome così breve ma, assai lungo,

lungo tanto quanto la nostra vita, forse di più,

lei è volata in cielo, sono certo l’ha voluta Dio

ma è anche insieme a noi e mai ci abbandona.


E’ dentro al cuore dei suoi figli, della famiglia,

nel cuore di chi l’ha amata ed  ancora l’ama,

si sente sempre forte il suo respiro, il suo fiato,

ogni lacrima versata per il suo grande amore.


La vedo ancora li, seduta al braciere,

in quei giorni lunghi e freddi invernali,

con ago e filo ed i suoi grandi occhiali,

rammentava i buchi dei nostri calzini.


E quanta pasta di casa abbiam mangiata,

maccheroni, tagliatelle ed anche lasagne,

servita a tavola fumante era gran festa,

con ceci e fagioli era grande squisitezza.


Le gocce di sudore le ricordo bene,

le versavi li, in fondo a quel  bucataio,

di sera o di mattina, non contavi il tempo,

né feste, né domeniche, non ti fermavi mai.


Ricordi di te ce ne son tanti,

sarebbe difficile anche solo  elencarli,

ed anche se noi li conosciamo bene,

non basterebbe un libro per raccontarli.


Ricordi belli ma anche ricordi amari,

di una vita bella ma anche sudata,

per ridere o piangere, basta rimuginare,

chiudo gli occhi e poi mi tocco il petto.

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Profilo Autore: Giò For  

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E’ difficile ch’io scriva di mattina

perciò

lascerò le baruffe riguardo l’aiuola

alla matita e la gomma per includere                                       

od omettere la u, pacherò l’uggiolina                              

invece or ora con olio e pane.

Fisso un punto qualunque…

Il vento corre sui fili d’erba dell’aiola

lasciandomi un inspiegato brivido.

Scelgo sempre io se quella u rimane

o se sbiadisce, ma questa mattina

il vento leggendo la tua emozione

mi è sceso sulle spalle portandomi

i lacrimoni che son sul tuo viso senza

lasciarmi scelta, su questa fogliolina.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Conto di un fascio le rose
e memorizzo le spine
staccate per dispetto
infisse ad una ad una
nella balza del tuo seno,
non per coltivar dolore
o tingere di rosso il cuore,
ma a suggellare il mio timore
che un sol fascio di rose
non basti a confessarti
il mio amore. 

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Profilo Autore: Libero  

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Pensieri, frasi, aggettivi,

verbi stipati nel paniere...

quello della presunzione,

degli amori strapazzati,

della supponenza d'idee,

di titoli male edulcorati.

Il silenzio sarebbe d'uopo,

senza un'atroce indigestione.
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Profilo Autore: Libero  

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Buon Dio, hai donato Tuo Figlio per la redenzione dei Crristiani.
        Quanto ha patito, prima della Resurrezione e in questa scultura è
         tangibile la sofferenza . In quel velo , è stato avvolto quel Corpo
         che giace stremato. Buon Dio, accogli le nostre preghiere domani
         è Pasqua , la piu' solenne celebrazione Cristiana e in attesa della
         Sua Resurrezione , in meditazione e silenzio.
         Aiutaci a modificare , il nostro atteggiamento affinchè  noi possiamo,
         riflettere, che con carità e fede si vive in modo migliore.
         Sostieni la nostra anima, illumina le menti poichè la luce diventi ,
         diventi gioia e pace. Allontana le tenebre del peccato, siamo semi
         pronti a germogliare , per diffondere il Vangelo.
         
         Amen
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Profilo Autore: Anna  

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Era una passione lenta a morire
soddisfaceva l'orgoglio ferito
mutava la rabbia in inutile odio.

Se soffocava il marciume in gola
non si accorgeva del rapido rantolo
ostinata incapacità di ravvedersi.

Soddisfatta lieta e consapevole 
armeggiava col taglio delle parole
ferita sorda all'insurrezione violenta.

D'aver vinto credeva la mala partita
stolta nel rifiuto di sapere della sorte
l'avrebbe colata di nero fluido manto. 

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Profilo Autore: Libero  

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Mi perdo e mi ritrovo, soffro e poi risalgo...
sul "le onde" mai stonate, di una musica

che sento dentro e che mai mi lascerà.

È il momento in cui chiudo gli occhi,

e "fuori dal mondo" mi lascio sorprendere

da "nuvole bianche", "oltremare" e

da un amore puro "sotto falso nome"...

che mi tortura il cuore e non mi frena le dita,

sui tasti violenti e delicati di un pianoforte.

Ascolto, in ginocchio, sento e chino il capo,

dinanzi a un "divenire" essenza, la melodia scritta,

con maestria e poi risuonata "ai margini dell'aria"

di un respiro trattenuto di "una mattina" di

un passato e un presente che va "a fuoco",

ad un ritmo che... corre e va veloce nella mente,

fin dove vuole "andare" e in "giorni dispari"...

"ritornare" "in un altra vita".
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Ho sempre trovato

C’era una volta stantio

come l’occhio del faro

sul mare increspato.

E quello che non c’è mai stato

nei vicoli di ubriachi, portieri

d’albergo e puttane quando la notte

si sveste di un qualche cielo stellato.

Nei flutti talvolta ostili di un passato

e negli sguardi insonni di quei vicoli

finchè non finiscono, c’era una volta

un uomo di cui non vi ho parlato.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Percorsi accidentati dove spesso

il piede piega e il dolore monta,

andrebbero nettati degli intoppi

per ritrovare il regolare passo.

A volte accade di chiamare spasmo

quel che ci accade forse per disegno

o solamente per attrarci addosso

oscuri segni d’abbandon protratto.

Come al tramonto sempre segue l’alba

e l’alba lascia il suo posto al giorno

e poi la luce fodera il meriggio

fino al predare delle stelle i lampi,

così vorremmo - anzi dovremmo -

rismerigliare della vita il nastro

riassegnando il ruolo esatto esatto

a quel respiro che se pur ci illude

almeno ci consente d’esplorare

percorsi nuovi dove sgambettare,

giardini arsi da ripristinare

con vanga e linfa che procureremo

in quelle ore, quand'anche per errore

si riesce - sì - ad esser giocolieri,

maghi speciali in vena di pazzie

o umili artigian d’un salva vita.

 

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Tornerai a brillare di sole 

tornerai  a far luce 

nel cuore

due parole al cielo lassù’

Italia mia 

sola sei tu .

Vuota di parole

vuota di magia

vuota di profumi nella via

vuota  nelle piazze

vuota nei musei

vuota nei pensieri miei.

Troppe lacrime 

oggi germogliano 

un sussurro di baci 

arcobaleni appesi al sole 

aquiloni forse 

solo illusioni .

Ti ascolto e mi culla la  musica 

mentre il vento 

sposta lo sguardo 

ed ora abito
dove tu abiti 

malinconia . 


Torneranno le stagioni 

torneranno gli amori 

tornerà la frenesia 

tornerai a vivere 

Italia mia. 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Il poeta stringe i ricordi

ai silenzi del suo mare,

naufraga sulle scrivanie del petto

come un raggio di luna,

rimedia pinacoteche d’anima

ad accender le rime dei tramonti,

ama spiccioli d’infinito riflesso

sulle guance dei papaveri.

Il poeta disegna

il violino delle sue notti

frazionato in rugiada di cielo,

l’inverno dei suoi folli baci,

il tempo dei suoi vecchi sguardi,

il teatro dei suoi perduti battiti.

Il poeta lacrima di solitudine,

apostrofa la poesia del suo io,

è un eclissi di parole

crocifissa alle sue pagine,

poesia,

ara ancora il suo grembo,

come un ritornello di farfalle

accoccolato nell’immenso.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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     Non più folla, 
     balli, canti per
     strada, il mondo
     in ginocchio
     aspetta fra quattro
     mura, un futuro 
     nebuloso. 

     Ma la speranza
     va oltre il dolore, 
     la morte, cerca
     rifugi nuovi, 
     sorrisi tra lacrime.  
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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