Sicuro si muove anche nel giorno
avanza impeccabilmente e osserva silente
il fluire del tutto tra le intercapedini dell’animo umano, nelle pieghe del tempo…
fallacea a volte è la percezione del profano
che mosso incosciente da fili invisibili avanza sopito nei pensieri passanti
che come nubi stagnanti, offuscano i raggi del sole
lasciando quel tetro, che raffredda l’anima…
d’altro canto chi attinge senza indugi alla fonte della luce
senza evitare l’incontro notturno
o fremiti d’ira in cerca di terreno fertile ove attecchire…
non è perturbabile e ben bilanciato vibra su frequenze diverse
si lascia oltrepassare dalle cose o eventi
tralasciando consapevolmente il futile
conservando solamente ciò che gli serve…
il suo percorso è chiaro, nitido anche nelle notti più buie
incrollabile è la sua persona
si flette seguendo i flussi e non si spezzerà
colui che vede nella notte
mai perso sarà.
dà una sferzata d'energia,
passeggiata veloce
o corsa in compagnia
sulla strada che costeggia
il lago piatto e calmo.
Il cinguettio degli uccelli,
accompagnano l'inizio
di una frizzante giornata
all'aperto.
Sotto i cespugli,
lungo la costa,
oche e papere appollaiate,
si godono timidi raggi di sole.
Sulla spiaggia del lago,
ombrelloni aspettano
bagnanti che arrivano
alla spicciolata
con zaini a tracolla.
Intorno una cintura
verde che si estende
nel bosco.
In lontananza arroccato
su una montagnetta
svetta il paese di Castel Gandolfo,
dimora estiva del Papa.
In mezzo al lago,
canoe scivolano lentamente
disegnando scie ipnotiche.
Sul marciapiede un tappeto
di bancarelle che offrono
oggetti curiosi.
É iniziata la bella stagione
pian piano si risveglia
la voglia di uscire
di rilassarsi
di lasciarsi alle spalle,
il freddo torpore
dell'inverno.
Tu hai il ricordo di lui, la
vostra storia…la tua vita.
Io sono solo stanco, stanco di
rivisitare un’estate svanita.
Basterebbe poco a stravolgere
un equilibrio, così poco…
basterebbe la tua voglia
a rimettere tutto in gioco.
Abbracciare te che dormi,
addormentarmi sulla tua spalla
ha risvegliato la mia voglia
di mantenere ogni cosa a galla.
Ma tu hai ancora lui,
la tua storia…una vita.
Io ho solo il ricordo
di te, di una persona ferita.
Basterebbe stravolgere il senso
che hanno le storie, e la vita
…ti è bastato starmi
così vicino, su me assopita.

Io che amo stare su una nuvola è bello adagiarsi e rifugiarmi qui tra sole e stelle.
Ritrovo le mie emozioni piu' belle quelle che mi rendono felice.
Io figlia del cielo, che brillo e luccico sotto ai suoi raggi mi inebria il suo calore.
Ho deciso rimango qui a riposare, a farmi avvolgere da questa nuvola così morbida e soffice.
Intanto guardo e osservo la bellezza del creato, della natura io sono una dolce creatura.
Mi nutro di aria pulita, di fiori profumati ascolto il canto della primavera.
Delle giornate fresche e amo le nuvole e il cielo azzurro, che mi protegge e mi dona la mia energia.
Rimango qui in questo luogo incantato ad ammirare , le nuvole a respirare e ad osservare questo luogo speciale e originale.
mi assale
di avere nelle tasche
l’eterno fuggente, numeri
di un’infinita serie peggio di ombre molli
scivolare via per le gambe.
Comprese le rincorse per l’oggetto amato
in un tramonto in cardi neri,
compresi i nomi delle minutaglie
bottoni erosi a penetrare il petto
come gli occhi di assenti dietro le stazioni.
Vorrei risillabare i pappi che allontana il vento
è quello il rarefarsi
dei miei bambini- favola.
Saranno rastrellate ciocche di crisantemi
e io, madre d’autunno
soffoco l’ultimo lembo di appartenenza
in terra -e di un monolito di provenienza ignota
farò il mio dio scientifico, da pregare a pelle.
mi divora, profana e dissolve.
Ma come mostro
ciò che, un mostro, si cela nei punti
di cui non si ha facoltà?
Lo ascolto e lo sento, che pronuncia
socchiuso e tenace una stella
di abbracci e di canti,
di lune e di urla,
di un soave soffio di suono
spinto.
Non esce dal cesto
portato da un bimbo.
Soffocato dallo spazio troppo vasto
che lo schiaccia pur senza scalfirlo.
Quella stella che soffia
il cui vento interrompe l'ardita via.
Un suo simile arriva,
distorce la via
e ne disperde la scia.
Non posso mostrarti
ciò che hai disperso
con il tuo oro
ed il tuo alloro.
La mia stella di foglie, dispersa.

Ti penso qui in riva al mare, tra le onde di questa passione che mi doni.
Solo tu sei in ogni mio gesto in ogni mio pensiero.
I tuoi baci appassionati, quando mi stringi e mi dici che mi ami.
Tu il mio sole il mio raggio di vita, io la tua stella che brilla nel tuo cuore.
Noi un amore tenero e delicato, da tenere e proteggere come un fiore profumato.
Così è questo sentimento che è appena sbocciato, ti penso anima mia in ogni attimo in ogni istante.
Accenti di stelle
accesi dal mare
feriscon l’anima mia
di narcisi e d’infinito,
come spiagge di marzo
imperlate d’addio.
Siederemo ad un crepuscolo
di nuvole e speranze?
Chiacchiera di noi
questo spicchio di cielo
e mai smarriremo
l’indirizzo del silenzio,
amami amor mio,
siam la chiave nascosta
in questo furto d’universo.
La primavera con il suo tepore
lieta di fiori e frutti colora
il verde mantello e il mio cuore
che il triste inverno addolora
L'iride mio stanco di grigio vola
tra rose tulipani e tutta sola
penso che il miracolo s'avvera
fiore che sboccia l'anima leggera
Natura il nostro tempo conforta
in questa vita a volte contorta
e come quando ti senti smarrito
ecco che vedi il prato fiorito
il mio giardino come l’esistenza
ora spoglia ora piena d’essenza
Son pezzi di cristallo
che vanno nel mondo i miei cari.
E temo, temo la loro dissolvenza.
In tutta fretta -e a causa di questo-
l'aria che mi trafigge
mi trapassa come una gabbia vuota
e così mi ferisce questa immortalità.
Non vedo che beghe e riflessi
e la mi sembra un guscio
abbandonato da una lumaca
in tempi fin troppo antichi.
Sussurra la sua condensa la sera
sulla vetta cimata del kaki.
Che gli ha negato quell'omuncolo?
Quello che ha concesso alla sua casa:
di sfidare inutilmente il cielo.
Ma non v'è linfa in una casa;
per gran parte è vuota;
per gran parte è uno sbadiglio;
per gran parte è la sua inutilità.
Come osa la sera dirmi di cercare un impiego, un tempo, un equilibrio?
Penetrandomi nelle ossa,
nelle orecchie, sotto gli occhi?
Il tempo mi ha stuprato.
Il tempo è una donna che si specchia
senza capire che ne siamo
un riflesso impossibile.
Eravamo noi per il mondo:
una casa non può avere una casa.
su corolle dorate.
Appoggerà il volto sorridente
sulle mani del tempo e
lascerà scorrere gli attimi,
pregni di due anime gemelle.
Salirà sopra il monte dell'incertezza,
trascinando catene ai piedi,
ignaro del peso e del dolore,
sostenuto dal battito di due cuori.
Vibra nell'aria il pensiero di noi anime uniche,
che si cercano, sostenute da fiammelle di luce.
In noi strappi e lembi di parole,
scorrono nelle vene,
perché rimangano impresse come marchio
nella costante ricerca di noi...
Forse smetterai di essere tanto bella.
E mi abituerò a sentire che mi manchi.
Forse scorderò di volerti ancora bene.
…e forse un giorno sulla sabbia
non scriverai il tuo di nome.
Forse ti scorre nelle vene
lui, che ti mette il sorriso e ti
fa sembrare ancora più bella.
E forse a me resterà qualche ricordo…
Forse meriti qualcosa di diverso.
E forse non è poi così triste.
Ridi e sii felice tesoro, io demordo.
Nonostante tutto e tutti.
Malgrado noi.
Nonostante Dio.
Senza alcun forse,
amore.
Questo è un addio.









