Non
c'era
legna
da ardere
e la nostra casa
era un puntino rosa,
un germoglio prematuro
che quasi moriva dimenticato,
solo su una collina bianco inerte.
Poi c’eravamo tu ed io, ancora sereni,
che scrutavamo l'immenso rovere piegarsi
sotto il peso della neve, come se fosse amore,
come se fosse lì per proteggere il tuo ciclamino.
Avevo avuto fortuna, perché quel fiore carminio
dalle radici perenni, avrebbe superato l’inverno
e tu con lui, chiusa in un calice persistente,
fra i petali porporini di chi, come me,
era nato per dedicarti un riparo,
per vegliare sui tuoi molti
pensieri appiccicosi:
le mie prossime
memorie.
rosso
scoppiettante.
Indispensabile
a far sparire
i brividi del corpo.
Danno calore
le fiamme
del camino.
Pensavi
di essere
importante.
Ma in realtà
non sei niente
non sei nessuno.
Ti consumi
rimani solo
cenere.
Un residuo
uno scarto
da buttare via.
Grigia
come il nulla
emana calore.
Quel fuoco scoppiettante
ridotto solo a della povera
ed inutile cenere.
Adesso inonderà
la terra ravvivandola
almeno a qualcosa servirà.
tra cime rosa
e tramonti di ghiaccio
sciolti dal calore del tuo cuore.
Ombre al tuo passaggio
ali aperte in vortici,
in alto
e poi giu',
verso la terra
e ancora voli,
su in alto
con quel vento
che apre le ali.
Cuore
Ghiaccio
Montagna
Cattedrale sul tetto del mondo
Imponente.
In reale posa
siedi tra il bianco della neve
e abbracci il regno di una natura
che vista dall'alto racconta
una favola
e senza pioggia,
con tonalità di luce
avvilente e incerta.
Il colore dei fiori,
nell’ombra diffusa degli alberi,
sfuma e si ritrae
oltre l’allineamento di viottoli e aiuole.
Vivo tra resti masticati di sensazioni
nell’involontarietà dei sogni
e in croste umide di desideri.
I miei pensieri vagano,
tra briciole d’allegria,
nell’imbrunire della coscienza
e nella vanità di spettacoli intervallati.
E la malinconia
dispiega brunite vele,
tra intrigo e maldicenza,
nell’orrenda consapevolezza
della propria insignificanza.
Ciao amore, sono di nuovo con te.
Lo vedi che si è già fatto San Valentino
qui per le vedute pittoriche della Riviera?
Su e giù per il vecchio borgo di Pieve Ligure
e attraverso le sfumature del Golfo dei Poeti?
In questa terra che come me, povera marza,
è da sempre pianta di specie pioniera?
La vita però oggi è una ramo fiorito,
e a guardarlo da Becrux, l’amore,
è un pensiero in giallo intenso,
il solo che ci porti il mare.
Sono come tante stelle
i sui capolini sferici,
tante voci soavi
che ci dichiarano
un’idea preziosa:
"basta davvero poco
per sollevare un cuore".
Sia che la guardi dal cielo,
dal Principato o da Capo Corvo,
dalle aspre vie che scendono al mare
o dal promontorio della Caprazoppa,
solamente montando sull’albero
e imitando il movimento
della mia mano,
finalmente,
lo capirai
anche tu
che la vita
è tempo breve,
che è infiorescenza.
che non hai costruito
resti a guardare fuori
li un pezzo di cielo
era tuo
era come tu lo vedevi
azzurro nella profondità
dello sguardo.
Nella gabbia
che non conoscevi
cerchi la fantasia
compagna dei tuoi giorni
ma ancora non sai
se nel tempo saprai
allungare lo sguardo
dove c'è ancora poesia.
sulle cremisi onde dell'aurora,
Eolo china il suo capo e spegne il soffio,
beve la terra i raggi fecondi. E' giorno
E' giorno e piove la luce sui tristi destini,
anche oggi il sole scalderà
il santo e l'assassino,
ignaro delle umane miserie, il sole,
dispenserà i suoi doni alla Terra.
E' giorno ma, lorde del sangue versato,
le oscure coscienze dei reprobi
vorranno altro oro e altra guerra.
E' giorno, la muta fiumana dei diseredati
opressa da fame e ingiustizia,
cammina stanca verso la notte dell'Uomo.
scemano , volano
liberando nell'aria pulviscoli di allegria.
respira,
giosce, della gioia altrui.
Leggerezza.
Profondita'.
Vedi in questa vita
angoli bui,
nascosti.
Anima mai satura d'amore
la cerchi,.
tremi perche' vedi la verita',
continui cercando...
Il tempo adesso gia' domani.
Chiuso dentro il vetro
della tua paura
nascosto,
non hai capito che ho visto dentro di te.
U'n attimo
quello che rimane
in un viso..
Un cuore che si vergogna di amare
e non altrove?
Sono orme celesti
questi silenzi di una immota
periferica anima
che mi indicano il sentiero geometrico
della tua presenza?
Immobile l'occhio del ciclone
lascia roteare
schegge di tempi
e di cosmi bellicosi.
Socchiudo gli occhi,
se non qui, ora,
dove?
"Io sono come te. Anche tu non ami, altrimenti come potresti fare dell'amore un'arte? Forse le persone come noi non possono amare. Lo possono gli uomini-bambini: questo è il loro segreto." (Hermann Hesse)
vie
tante strade
dove si affretta il passo
o si sosta
per scoprir la direzione del vento
spezzoni di dialoghi
persone
cose
immagini
si accalcano
quando è ora
di distrarsi
e aspettano te
frettolosi
di riempire
quella stanza
E le pareti
diventano enormi lavagne
e ognuno di esso
è un gessetto
matite colorate
pennelli
impazienti di mostrare
In simbiotico movimento
prendono forma
quadri senza cornici
componimenti grafici
qualche scarabocchio
altri sono frasi marcate
punti interrogati
punti esclamativi
e le immagini
che raccontano
storie fantastiche
eroiche
allegoriche
o giornaliere
come pagine di libri infiniti
e dipingono emozioni
di ogni tipo
attingendo
dai se
ma
realtà
Non ci sono più
muri vuoti
colori e inchiostri
quotidiani
hanno saturato
spazi ampi
che osservi
scomponi
riprendi
e sposti
Accade quando ti fermi
momenti
in cui tutto torna
quando ti circonda il silenzio
e in penombra
ti perdi così
... in lunghi viaggi
mentali
ho cominciato ad apprezzare i vecchi film.
Ho trovato dentro molti di loro
il modo in cui vorrei amarti
e come vorrei che vivesse il nostro amore.
Gli innamorati si sfiorano con soggezione,
come se volessero evitarsi l’un l’altro
il brivido del contatto reciproco;
si baciano con rispetto
come se le labbra dell’uno
potessero incendiare quelle dell’altra,
con quella lentezza esasperante
che rende appieno il gusto
del prolungarsi del momento.
Gli amanti giacciono sempre abbracciati,
come se l’abbraccio fosse il preludio
e l’epilogo dell’unione dei corpi,
come se fare l’amore
fosse il momento del sogno durante il sonno,
abbracciandosi prima
per farsi cullare fino ad addormentarsi,
e abbracciandosi dopo per ringraziarsi
e per promettersi a vicenda.
In molti di quei film non ha importanza quale sia il finale,
è sufficiente il modo in cui i due protagonisti,
spesso, pur percorrendo strade diverse,
conservano nei confronti dell’altro,
lo spazio nel profondo del cuore,
per mantenere al sicuro i sentimenti, puri,
mai sporchi, indubitabili, sinceri, veri.
Così vorrei prometterti il mio amore eterno,
se potessi incontrarti anche solo per un’ora,
ti giuro che riuscirei a donarti
tutto quel calore di cui hai bisogno,
fino all’ora successiva,
perchè tu possa ricordartene,
perchè tu non ne possa fare più a meno,
perchè tu possa fartelo bastare nei momenti no,
dove lontana dalle mie braccia,
dai miei occhi, da me,
tu possa comunque trovare conforto, affetto, sollievo
e l’amore che meriti.
Vorrei che tu sognassi ad occhi aperti,
come solo le adolescenti sanno fare …
vorrei che tu sospirassi,
come solo le donne innamorate sanno fare …
vorrei essere il tuo destino,
come vorrei che tu fossi il mio.
Non credo più a niente
non credo alle parole
non credo ai bei gesti
non credo alla gente.
Non credo all'amore
non credo a dio
agli angeli, a padre pio
non credo alla vita
non credo all'anima mia.
Non credo ai sogni
non credo alla giustizia
non credo all’amicizia
non credo al lavoro
non credo al decoro
alla politica e all’alloro.
Non credo alla pietà
non credo all’equità
all’onestà, alla capacità
di sovvertire questa crudeltà
congenita immoralità.
Non credo a niente
non credo a nessuno
al momento opportuno
non credo al pentimento
non credo all’unguento
il bacio che sana le ferite.
Non credo più a niente
perchè più niente c’è da credere
ho fatto tutto il giro
e nel cuore mi rimane l’acredine.
Non credo più a niente
non credo alle lacrime
non credo alle svendite
non credo alle bambole
all'orgoglio, allo sfoglio
non credo alle poesie
concorsi a premi
trofei e pacche sulla spalla.
Non credo alle promesse
non credo al perdono
non credo al condono
e non venite qui a convincermi
portandomi prove di paradiso
qui è tutto un fuoco
pleonastiche considerazioni
ideali frantumati
pugni nello stomaco
amaro nella bocca
e schegge negli occhi.
Credo però
ai pochi attimi di gioia
angoli ritagliati nella baraonda vuota
che mi spianeranno la strada
verso la morte, verso la gloria.








