"Tanto lo sappiamo com'è:
è un coglione, uno montato"
"E se avesse detto la verità?"
"Ma di che diavolo stai parlando?
Abbiamo fatto tutto il possibile"
E ora stritoliamo l'aria
in un pugno chiuso in piedi sopra il tavolo
Fare il punto della situazione
quando le situazioni non sono più le stesse
forse non è stata una buona idea
"E' come noi, fidati"
Ma intanto ci sto perdendo tempo
e il tempo nominale per i dettagli
è di qualche secondo
mentre in gran segreto
lo faccio diventare l'infinito
m'inchino ai tuoi lunari sorrisi
sussurri dei silenzi improvvisi
pane paco di un cuore nomade
l'affilato tuo tempo mi pervade
con l'odore di pelle e fiordalisi
e la poesia che sull'albero incisi
cade ai tuoi piedi come la fede
sei cosi bella da offrire magoni
come il vento che soffia a fatica
come deserto appeso ai balconi
e unicamente la tua voce amica
fa fremere le mie certe ragioni
e viva riempie l'aria di musica
la freschezza del tuo sorriso
di strada,
respiro il vento
delle tue domande
cadute nel lago,
nel lago inquieto
delle tue partenze,
mentre ti inebri di pioggia
dietro i vetri di sogni esiliati.
Respiro il tuo desiderio
di indossare ali cristalline
per fingerti farfalla
in fuga da questi mondi.
un musicale accompagnamento,
sotto la cupoletta piramidale di plexiglass,
lì, assemblate a formare una bambolina graffiata sul naso
da una viola del pensiero
che non voleva essere troppo pensata -
lì, lì, dove quasi si cade nel fosso
per capire da che parte si sta andando.
Ebbene queste righine insignificanti avranno
il potere di ritornare nel nulla
dal quale vengono tutti i fiori -
anch'io mi lascerò portare in braccio da loro
sconosciuto e trionfante,
con una marcia funebre di clarinetti meccanici,
il viola tendente all'azzurro,
in sottofondo.

Come il navigante, che solcò i mari
e tra le tempeste dominò i perigli,
che furon tanti e spesso a lui ignari,
ma un dì annegò, non avendo appigli;
così, son io, che tra delusioni vissi,
ma non mi persi tra i lor viluppi.
Oggi, stanco e con gli occhi fissi,
attendo con nostalgia gli sviluppi.
Un tentacolo pur piccolo mi strozza,
ormai il fiero destino mi sovrasta,
io mi dimeno, ma non ho più forza
e della mia vita il fumo sol mi resta.
Di che Natale moriremo
spina, stella, veleno
Quale Dio scenderà sulla terra
luce, cuore, sostanza
Ho visto Angeli strisciare nella melma
Santi elemosinare una carezza
Ho visto città addobbate a festa
e lacrime condensate
sui vetri della mia finestra
Ho sentito spari di campane
urla di bambini sulle strade
malati di gioia e d'amore
e vecchi seduti ad aspettare
il Do minore, l'alba, il candore
E' forse questa la magia del Natale?
E' questa l'atmosfera
il caldo, la gioia, la nenia?
Se oggi il cielo si colorerà di rosa
questo nero che offusca il mio cuore
volerà oltre l'immaginario
e sarà un altro scenario
dipinto nell'anima di chi crede ancora.
Guarda i miei occhi
senza tempo.
Come l'amore
gridato
al mondo,
perche' dentro di essi
ti perderai
e allora
vorrai amarmi
e sentire
la tenerezza
la passione.
Guardami adesso
ascolta le mie parole,
in loro vedrai
cio' che ogni uomo desidera.
Il piacere
il brivido.
Anche se lontano
le mie mani ti sfioreranno.
La lontananza tua amica
adesso,
io,
saro' per sempre con te.
Amico di un tempo cosi' recente,
vissuto con tutta l'intesita' di un passato.
Ti voglio bene
Non esiste il paradiso
ma,
esiste il cielo.
Perche' non volare con la fantasia
e viaggiare
in questo azzurro mondo.
Non ho varcato la soglia
non esiste barriera.
Ho camminato
accarezzando le nuvole,
stanca
mi sono seduta
davanti al libro del destino,
dove solo pochi
possono guadare.
Pagine bianche
accenni di inchiostro,
ruvide tracce
di chi e' passato per quella strada.
Pagine senza parole.
E' questo il cielo.
Un libro bianco
dove le parole ci sono
senza bisogno di scriverle.
Tra poco finisce anche questo tempo
con qualche coda di ruggine e bellezza
Qualcuno già saluta con la mano alzata
salendo sul treno che sa di ritorno
ma fischia l’oltre e il dopo
Corrono perfino gli alberi, tutti bianchi
con le folate dello stesso verso
Tu conosci un segreto e come si dissolve ?
No, i segreti girano come curve
ci fanno sorridere nel buio
E il cielo è pieno di segni quando è nudo
intoccabile angelo che alita
dietro la nuca
metto la maiuscola iniziale oppure no,
no, no, deve esprimere
un frettoloso passaggio di cipria stellare
difficile da vedere a occhio nudo,
non si sa se un viaggio,
in direzioni di severità, o con gesto di semina.
Siamo del vino versato sulla tovaglia
da un pianetastro disattento
o solo un fruscio, l'ultimo tratto lo
strascico-fradiciume di una casualità, la
vita che gira l'angolo di un vicolo verde, -
oh sì sembrava un'ebbrezza,
che va a chiudersi in una porticina.








