Nasce la luna
brilla una stella
la notte dorme
la pioggia scroscia continuamente
nasce un ruscello
dalla montagna
diventa fiume.
Fa un lungo viaggio
poi stanco in mare
si va ad unire.
Il sole scalda
brucia l’asfalto
il vento soffia con prepotenza
fa cambiare l’aria
di questa terra.
Respira il cielo
fa sospirare
chi ha ancora un sogno
da realizzare.
Nasce spontaneo
un desiderio.
Chiamalo amore.
Ti verrà a cercare…
Sarà annusandomi fra collo e colletto,
che capirai che sono io la tua chimica;
il resto poi sarà la via della menzogna,
perché è monotona e noiosa la verità.
Non spaventarti, amore, per la distanza,
e pensa a Mozart e al Miserere di Allegri,
che Kepler-62F sarà cordiale e ospitale,
e alla fine io sarò Harlock e tu Esmeralda.
Sì, saranno quelli i nostri nuovi Senhal,
e la vita sarà vita, e mai più esistenza:
sarà un processo di meta-cognizione,
il trionfo della vera memoria eidetica.
Io non ho paura dell’apparente infinito,
e neppure della bella e crudele Raflesia,
solo le immagini mentali del nostro ieri,
in assenza di coscienza, mi sanno turbare.
Ma tu, mio unico amore, fingi di credermi
per una volta: perché purtroppo è vero,
che quando si decide di smettere di bere,
è sempre e solo perché si è un po’ sbronzi.
Nasce una rosa
nel giardino del sole
rossa come il fuoco.
Petalo delicato
accende il viso
di chi non trova sorriso.
Sboccia col mattino
profumando l'aria
di natura antica.
Gioia assai infinita
il respiro di lei
una rosa rossa.
Stringe nel suo cuore...
che è stato lasciato
dal vento sincero
in campi di sguardi
attraverso la luce degli occhi
seguendo il volo
di un aquilone colorato
tra mille gocce d’aria
sopra granelli di anima
leggero, veleggerà
senza linea di confine
cadrà su terra madre
riempiendone il grembo
di nuovi frutti
di nuovo futuro
dopo il vento
sarà il sole
e poi l’acqua
tutto rinascerà
e crescerà
al tempo delle stagioni
al suono della campagna
al respiro dei colori
dopo il vento
sarà il sole
e poi l’acqua
tutto rinascerà
e crescerà
senza luce e
senza rumore,
come un randagio
vaga un clochard
dal foulard rosso al collo
e dal lungo bastone.
Sorretto
dai suoi occhi tristi
di fame e anima,
scava tizzoni
tra brace e fumo,
stretto stretto
al suo cappotto
respira
l’aria gelida,
respira la solitudine,
e per scelta o per sfortuna,
fischia al cielo
un motivetto
e nella notte
si mescola con
gli occhi di Dio.
e benché la verità divenne così per tutti di facile e veloce accesso,
chiudere gli occhi rimase decisamente più sicuro.
Ogni volta che mi faccio un giro
Nei tuoi occhi c’è una porta
Che prima non vedevo
Resta il fatto che sono ancora vivo
Mentre corro tra un mio battito
E l’altro…
Mi domando
Cosa avrò, da te …domani
Quali sogni, quali…regali
Se sai sempre sorprendermi, col niente
Se fossimo insieme, sbraneremmo l’amore
Come fossimo belve
…io e te
Ogni volta che mi faccio cattivo
Nei tuoi occhi c’è una porta
Dove mi inchino
Resta sempre tutto fuori, dentro è positivo
Mentre corro tra un tuo battito
E l’altro…
Mi riavvio
Cosa avrò, da te …domani
Quali sogni, quali…regali
Se sai sempre sorprendermi, col niente
Se fossimo insieme, sbraneremmo l’amore
Come fossimo belve…
…io e te
stancamente
allontanati da me
ho consumato le tue labbra
prendendo tutto di te
sono sazio del tuo corpo
voglio solo guardarti
camminare in vestaglia
splendida visione
i tuoi glutei
svanire nel corridoio
dietro il velo che ti copre
E sognare alzare
l'inutile sipario
di deisderi smorzati
istinti strappati
ad un annegare quotidiano
nel mare banale
di gesti annoiati
riconquistare il fuoco
dell'emozione
di vederti distesa
meraviglia del tuo essere donna
il tuo sgaurdo dolcezza sospesa
Guardarti in silenzio
mentre l'acqua sfiora
lenta la tua pelle
la mia ombra nascosta
sussurro di meraviglia
mentre tu
asciugandoti
come Venere emersa
mi ignori
con indifferente amore.

sulla tela bianca
della vita
osserverò campi verdi
su cui stendere
parole
spazi blu
in cui viaggiare
senza tempo
e poi ritornerò
spruzzerò colori
sui vestiti che le stagioni
porteranno
sfiorerò profumi arancioni
in cui inebriare
la mente
corpi ambrati
per avvolgermi
senza tempo
e poi ritornerò
ancora dentro il cielo
sopra il mare
dietro il vento
spruzzerò
ancora ed ancora
arcobaleni su cui salire
raggi di sole
in cui riflettere
e poi ritornerò
serenamente al mio tempo
distrattamene continuerò
ad essere
a vivere
ancora il mio tempo
sarò ancora pronto
per un nuovo viaggio
per un nuovo dipinto
È dallo Stato Libero e Sovrano della Sinaloa,
stretto fra i deserti del Chihuahua e di Sonora,
imprigionato fra la Sierra Madre Occidentale
e le acque blu del Mare di Cortez, che ti scrivo,
con questo filo di voce, con le mani sporche,
con la rabbia e la paura del Camino del Diablo.
Ancora una lettera, e sarà l’ultima col francobollo,
con lo stampo di Culiacàn, e con la firma in calce:
“El Chapo mi ha guardato oggi, si vedeva la frontiera
nei suoi occhi, la vita che inizia dove finisce la patria,
il mondo al di fuori del tunnel, e il lato libero del bordo.
Ma tu digli che non ci sarò! Che non mi prenderanno!
Che penso ancora al Mata Amigos, e ai Paramilitari,
a Los Zetas, e a tutti quanti gli Impiccati dei Cavalcavia!
ai Narcomantas, ai Mozzati, alle Pandillas, ai Sicarios,
a Los Huesos del Desierto, e alle Donne del Paso del Norte!
Amore sarò il Capo del Cartello, io, farò fortuna,
e tornerò a prenderti. Amore, se mi aspetterai,
ci sarà lo spreco con me, tante armi e l’oro giallo:
quello bianco, quello nero, tutto il Cristal che vuoi.
Non sarò più Cabecilla, non sarò mai Desaparecido,
sarò il Signore dei Signori della Droga Messicani:
e finalmente vivrai come in un Souvenir di Parigi,
dove la neve scende eterna, e placida, sulla Torre.”








