e occhi chiusi, in una morsa, di dolore
senza neppure una lacrima a disegnarle il volto.
In quel giorno di maggio,
inseguendo il coraggio, accarezzavo
la corvina chioma di mia madre
mentre ogni batter di ciglia, pareva eterno.
Era ancora avvertibile, l’anima assente
fuori dal corpo, privo di vita
in un sorriso composto.
Incancellabile momento,
quel mesto paesaggio che, all’infinito
nel tempo, puntuale si ripete
e mai pronto a essere accettato.
Scrivo sopra
righe alterate
scrivo sopra
spazi non equidistanti
scrivo sopra
ogni cosa
salto tra nostalgia
e fantasia
nascondo il passo
all'incedere della corsa
sono altalena
sballottata dal vento mio
sferzo aria e cielo
in attesa del tempo che verrà
Ti cercherò nella nebbia
incantata di un mattino
nei riverberi timbrati
d'un sole ridente
Ti seguirò nel tuo viaggio
con la mente
riscoprendo quello che essere
volevi, un signore senza teli
Immaginerò di sognarti
con buona salute
sul guanciale appiattito
di eterne smagliature
Nei sorrisi ti vedrò
ed una stretta al cuore
avrò, per dissolubili giorni
prigionieri del tuo pentimento
adorno virilmente
Lascia che io sia
il tuo rinnovato volo
ali bianche e forti
mi ha donato Dio
per accompagnarti meglio
nel resto del nostro cammino
Battono all'unisono i nostri cuori
come un duetto di violini innamorati
quando l'ora scoccherà
chiuderanno l'opera insieme
epilogo dolce di un amore
vero forte come il tuono
morbido come le nuvole
che vestono il cielo
Sarà la nostra nuova dimora
questo cielo
immune da lacrime
cammineremo a piedi nudi
su verdi prati
riposeremo osservando le stelle
sfiorandole con le dita
felici in eterno
perchè il nostro amore
avrà sconfitto anche la morte
posate sulle pareti
di un bicchiere,
vellutate, come le tue labbra
di rosso vermiglio.
Profumate d’acerbo pensiero
di ragazzina persa
nei desideri,
desideri o di un amore fresco
come le foglie appena aperte.
Foglie di
vita nuova ,
splendida nel tempo,
contaminata da gocce
d’immenso amore !!!
La mattina si presenta
E il passero saltella da ramo a ramo
Alzo la testa e osservandolo
sento il cinguettio salutare
L'alba
cip cip...in alto sale
e il vento porta il suo parlare
mentre uno sguardo passionale
mando e con gli occhi da bambino osservo con tutto il mio amore
il suo bel visino,
cip cip... gira la testolina;
e in volo se ne và tra gli alberi
che danno vita a una foresta di emozioni
che dal mio cuore escono
seguendolo;
portando il mio amore alla deriva
dove naufragando si ritira
dalla realtà
per credere di più a ciò che la mia percezione
riceve.
sul porto delle nostre vite finite
tra barche abbandonate,lasciate a riva,
brancolano
come tante anime smarrite
Odorano d'antica e vetusta passione
Calmando le acque turbate del mal d'amore
Colmando l'immenso oceano del nostro ardore
Rimirerò quei caldi occhi rubati
da un cuore turbolento in preda al frastuono
delle onde furenti scagliate sugli scogli
forgiati dai detriti dei nostri ricordi,
mentre baci casti seccano a riva
sepolti tra alghe e conchiglie
placidi pescatori li raccolgono
collezionandoli come rare meraviglie
Fulgidi e pavidi i malati d'amore
gridan sofferenti l'urlo del loro cuore
chiedendo al mare invano di liberar
dai mormorii dell'amata,i loro sogni
sebben siano per loro terribili ed irrinunciabili
bisogni..
Le spighe che calpesto
sono specchi di laghetti da presepe
tornando a casa
la sera
luccicano, caduti sguardi innamorati
dai tetti impazziti delle case
dai gracili vasi morti
la notte
in cui dorme il suonatore di campane
con decolorata luna e nuvola accanto.
Vagano nel sottile filo ancestrale
due soffi vitali, ingegni intelligenti
acumi sublimi, sognati e bramati
nel morbido scontro muti
si scandagliano, incapaci di parlare
sfiorano le menti gongolando
Oh che nobile vigor, filtra e scruta
avida ingordigia del diletto
ambo visibilio d’incanto
trovar la fune delizia per riaversi
pregar il manto stellato
nella sua benigna gentilezza.
Come di sé una parte della natura, siamo entrambi forma
tessuti dalla forza che le ordina il legarci
e autorizza di sopraffare la gravità
nel sopravvivere ai tuoi morti ricorrenti.
All'alba
saltare nel vuoto per raggiungere
la quiete che si muove al di sopra
da dove si scende per dare vita a cose che crescono.
Anche se vivete la vostra vita nascosti,
Il tumulto di tuoni e fulmini
è per manifestarsi come nessun calore appassionato
sublime alza la testa nel tuo cuore.
Come bambini non si capisce il significato
solo chiacchere gocciolamento, goccia, gocciolamento, goccia.
sono a conoscenza di dualità
e il pathos interno di vita cosciente.
Anche se la mia origine rimane argilla e desiderio,
senza limiti di tempo
ho potuto vedere al di là del vedersi
per raggiungere e sentire nel petto
come il calore della terra nelle radici brancola
di origine impeccabile.
Non so dove trovarti,
ho chiesto al vento,
ai sogni e
ai miei silenzi.
Ti penso e
guardo, in cielo
il volo dei gabbiani
innamorati.
Ti ho perso,
in un sogno senza senso
e tra le righe cancellate
cerco le risposte.
Non so dove guardare,
in questo mare
senza onde
... solo la speranza !!!
Non so dove cercarti,
mentre sorride il sole
con il suo tramonto rosso,
forse nel delirio di una notte !
al trasparir
di gesti scansonati
e parole dure
che non vorrebbero
fermarsi
su un cuor gentile
che parla con amore.
E il pensier mio vola
non vorrebbe quella pena
dentro il cuor
e scivolando scorre.
E il pensier mio vola
e cade non so dove.
quando il tempo appassirà il mio viso
e il nero a poco a poco,
quasi con l'inchino,
lascerà il posto al bianco.
Non grandi sogni,
la vita stessa insieme a te
è stata un sogno,
nè grandi averi
il solo averti avuto
è stato grande,
ma solo,
che la mia mano
sia ancora salda nella tua
e passeggiare ,insieme come sempre.









