e il mondo tra le mani
scivola su te
un sorriso
tutto tuo che apre
le porte al mondo
e illumina anche dove
il buio incombe.
Sono i tuoi anni che brillano
tra le stelle del cielo
ma tu la stella
più bella sei
magia su me
non ci sono occhi
che riscaldano il cuor mio
sono i tuoi vent'anni
che oggi stordiscono
di felicità il mio giorno.
Vent'anni.
camminerò nella nebbia
raccoglierò i pensieri assenti
prenderò parole invisibili
perché nel silenzio del nulla
io possa disperdere
quei pensieri assenti.
Sarà vagabondo
nei giorni a venire
mi nutrirò di brine
al nascere del sole
e continuerò a cercare
quel silenzio del nulla
che mi farà gioire.
su onde di nebbia,
lente,
e tra scogli di roccia
là dove cielo e mare
si baciano sull'orizzonte.
Nuvole.
Ditemi, cosa siete, se non culla degli angeli?
Magari trapunta d'infinito,
schizzo d'eternità,
pensieri lontani
lasciati
sull'uscio del mondo.
Nuvole.
Trovatemi una ragione
per cui dovrei rimanere
a guardare in alto
e a sognare il nido delle stelle.
- Davvero le perle di rugiada
son lacrime vostre? -
Nuvole.
Nel giardino degli astri
petali di cotone
o rose di brina.
Come ali di sogno
planate
in valli turchesi.
Sul bacio ultimo
fra cielo e terra
spirate
in nastri d'argento."
i tramonti abbracciati sulla spiaggia.
Il cielo sopra noi è azzurro
senza nuvole,
prepotente la luce filtra attraverso
le persiane socchiuse
ed anche se non vorresti
apri gli occhi, ti senti confusa,
infelice.....
Nel silenzio della stanza
quasi sento il tuo respiro
la tua voce......
Sogno o realtà.
Si agita il mare
infuria, rumoreggia
e batte contro gli scogli
Quanta fatica ogni giorno
nel confuso gioco delle nubi
gli affanni,i turbamenti
e gli scompigli della vita
Questo viaggio con Omero
sulle onde di un sogno fuggevole
dove insperato è l'approdo
su una lontana spiaggia.
Eppure quella lacrima
mi ha accarezzata
le pietre erano affilate
lisce, come gli scavi di un volto
che si riscoprivano bambino
inanellando in anni sfuggenti
nell'oscurità della valle
di occhi esasperati
negli spazi dell'anima
disarmando le difese
prendendole per divenire
flebili sussurri
facilissime prede
dei bassi umori
che capovolgo
rendendoli allegri
esteriormente
Ho sentito frasi incidere il tuo cuore
Violenza che paralizzava gesti consueti
Ho sentito la tua paura che non permetteva lacrime
Il suono della tua voce dolce
E’ solo un urlo
E’ solo un livido
E’ solo un taglio
Panni sporchi
Bambina pulita
Solo una ferita non si rimargina
Ho provato con il tempo
Ho provato con le lacrime
Ho provato con le parole
Le ferite dell’anima non guariscono.
ed una fuga di cuore
senti la ragione chiamare
il cielo insegnare
voci silenziose
dipingono le mura fuori
freschi colori
suonano oltre le immagini
e tu lentamente ti lasci andare
cadi come le stelle
nelle calde notti estive
cadi come le stelle
dolcemente tra le mie braccia
tra un gioco malizioso
ed una distrazione perfetta
ascolti la ragione bussare
il cielo dissentire
spazi fluidi
allargano il mondo
parole dense
spruzzano la stagione
e tu lentamente ti lasci andare
cadi come le stelle
nelle calde notti estive
cadi come le stelle
dolcemente tra le mie braccia
non c’è illusione
senza universo
non c’è esplosione
senza amore
cammini sopra il velluto
danzi sopra il raso
trascinando la mente
e la fantasia
e tu lentamente ti lasci andare
cadi come le stelle
nelle calde notti estive
cadi come le stelle
dolcemente tra le mie braccia
Parlo al silenzio
lui mi risponde
è una voce mansueta
l'avverto, i miei passi
contano il tempo
che respira, ed accavalla
pensieri, che scacciano
contatti lontani
riconoscendo veri motivi
di quell'avvicinamento
teso e lievemente impaurito
raccontandosi bugie
smascherati, dall'intuito suo
puro senza scorie il suo cammino
ricordo di madre terra ancora vivido
all'ascolto accolto del mondo
sicuro di voler andare fino in fondo.
"Cosa cerchi nel viaggio amico piccolino"
gli chiese d'un tratto un coniglietto li' vicino
"Un senso ma che sia puro, al mio cammino"
rispose senza tentennare, l'ingenuo rivoletto.
"Non ferma, il timore di morire, il tuo destino?"
ribatte' curioso l'astuto animaletto.
"È perché mai dovrebbe?"rispose."Esser vita per gli altri
non è forse questo il vero ultimo fine genuino
che rende grande e indimenticabile il cammino?"
sconvolgendo il giorno.
Livide l'onde guidano alla terra
fragor di tramontana,
solo creste bianche di spuma
si distinguon dal ferrigno.
Curvo, avanzo scagliando pensieri
contro la barriera di sferzanti rovesci,
che da sghimbescio si riversano
quasi a cercar diverse vie
per meglio ferire.
Eppur al cuore e ai sensi
vulnerabili e inquieti,
la corale maestosa dell'incombente burrasca
non reca affanno.
Rinfocola anzi il sangue
un dì guerriero
temprandolo a inevitabili contese
che il vivere comporta.
il mio desiderio fatto di carne
e passione, il sentir vibrar la pelle
Nel silenzio desiderato
nella forma più semplice
che le appartiene, lei
attende il suo signore
Pelle bianca, vellutata e morbida
dal profumo tenue di cannella
m'appare come una visione
a questi occhi avidi e bramosi
di desiderio, il sfiorar quella pelle
imprigionandola sotto il mio corpo
sentendola unicamente mia
Lei non sa, quanto è grande il desiderio mio
Arrivo. La prendo.
Me ne vado in silenzio
accarezzandola con gli occhi
Nulla traspare del mio vero desiderio
e come sempre lei attende
paziente attende la prossima volta.
Ogni giorno, si perde
ogni giorno in modo, differente.
Esala, insieme ai discorsi,
rimati dentro, chiusi
nell'isolamento, della pena.
Muore, senza accogliere
la vita che, arabesca il mondo
smarrito, come nebbia
in quest'aria che, esaspera.
Muore, camminando,
nell'apparente crepuscolo,
imbrogliato dal grigio delle ore
mentre dentro, diluvia
e ride a crepapelle, la solitudine.











