Sciolgo una lacrima
tra le mani
portando il viso
all'imbrunire
di un'alba che sa di noi
mentre assaporo
ancora
il tuo profumo
sulla mia anima
in questa notte
che son taciturne
le mie parole.
Son parole
chiuse nella mente
mentre cerco tra le stelle
il tuo sorriso
quel sorriso
che mi rubò un bacio
in una lacrima.

Come mano che migra
a caccia di nuove odissee,
di riti barbari e veri
e di giochi più invadenti e sinceri
del circospetto amore...
Io ti cerco
e spesso ti inseguo per praterie sognate,
vette, valli profonde, assenze.
E non pensare di potermi sfuggire
negli infiniti spazio-temporali
delle tue apodittiche giustificazioni.
Nei cieli dove le parole,
come nubi si inseguono nere,
non c'è spazio per noi due
così antichi da essere la novità
dei tanti secoli a venire.
E non rifugiarti nel silenzioso niente
degli imbarazzi circospetti ed ipocriti.
Io nel silenzio cerco il respiro accelerato
e nel niente il sangue di Vulcano
ed è proprio lì che voglio condurti.
Se vuoi, stasera,
potrai chiamarlo amore.

Il mese più dolce dell'anno è nato
il mese dell'attesa,
l'attesa di una venuta miracolosa
di una nascita prodigiosa
che magia non è ma Miracolo ….
La nascita di un bimbo santo
ogni anno si rinnova
dono di speranza, salvezza,
l'anima mia apro all'Avvento
del Figlio di Dio
aspettandolo come fosse mio …
Prego ed in beatitudine vivo
questo fanciullo da Spirito Santo generato
nel grembo di una donna unica,
consapevole che immolazione arriverà
per una moltitudine che in parte
odio gli ha donato,
compreso non ha l'entità
di questo parto dal cielo originato
La lordura investito ha il mondo
non è di Dio la colpa
ha mutato in carne il Suo Spirito
facendosi uomo
morendo con chiodi impalato,
una corona di spine
come ornamento sprezzante sul capo …
Natale è vicino uomini tutti
abbracciamo la speranza,
in un girotondo d'amore e di bontà ….
che si vogliono bene
non importa chi siamo
è l'amore che conta.
Due come noi
che tocchiamo le stelle
ogni volta che diciamo
la parola ti amo.
Due come noi
meravigliosamente insieme
che troviamo in un istante
un amore cercato da sempre.
Siamo noi due
ad accender le stelle ogni notte
sognando di fare l'amore.
Sorridiamo,ci guardiamo negli occhi
così!
Come non abbiamo mai fatto
capendo quello che vogliamo.
Un amore profondo
che due come noi
han cercato e trovato
per sempre....
E guardo il mare
oggi, con i colori
di dicembre.
Lieve moto ondoso,
morbida culla
per un galleggiante rosso.
l’orizzonte basso
sfiora nuvole di ghiaccio
come vele al vento.
E guardo il mare,
lo ascolto nel suo
perenne canto.
Tenero e live
nel baciare la spiaggia
amante dal cuore di sabbia.
Guardo ancora il mare,
come un gabbiamo che cerca di planare
per farsi ninnare nel cuore dall’onda calma.
e il mattino
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo virgulti
e grandi alberi
nel sorriso innocente
di un bambino.
Vedo prati verdi
e flessuose colline
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo pampini arrossati
e brume serali
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo ombre sfuggenti
e castelli fatati
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Vedo il sole
e luccicanti riverberi di luce
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo profumi di fiori
e uzzoli di frutta fresca
nel sorriso innocente
di un bambino.
Vedo aironi
e aquiloni
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo cupi groppi
e turgori notturni
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo fiabe mirabili
e sempiterne chimere
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Vedo lacrime
e dolori
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo albe algide
e azzurrati crepuscoli
nel sorriso innocente
di un bambino.
Vedo emozioni
e palpiti salmastri
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo lupi mannari
e voli di pipistrelli
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo gesti inconsapevoli
e torrenti d’acqua chiara
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Un bambino
apre e sfoglia
il libro dei giorni,
scoprendo pulviscoli effimeri
e chiarori lunari
sul sagrato delle confessioni.
Un bambino
apre e sfoglia
il libro dei giorni
e scova assurde finzioni,
rose d’inverno,
profumi e sapori d’eternità.
Provvidenti, agosto 2011.
Alle spalle
il cielo è finito
in una colata improvvisa
come mi volto
si trascina anche l’ombra
di me
non c’è luce abbastanza
a immaginare
nuove origini mundi
il cuore si destreggia sul filo
acrobata con le stampelle
più giù l’iniquo prato di neve,
goccia la vena
senso di libertà incustodito
chiuso nella vigna
mirava, occhi a punta
le nostre scorrerie sui grappoli
- al merlo, al merlo!
voliamo in fretta...
Non una parola, contro...
piuttosto pallottole di “mascalzoni!”
lanciate col silenziatore
La trappola del nonno
il sembrare paletto fisso
sotto la pergola
zitto zitto, rinsecchito
nei suoi settant’anni
- stavolta ci prende, volpino scaltro!
La sera - ignorato il misfatto -
tranquillo un po’ confuso
farfugliava il suo mondo
- la zuppa bollita
il bicchiere color rubino
*la terra, i nonni...l'uva, le corse (vacanze d'infanzia)
E dopo tanto amore -tanta bellezza incastonata
tutto quel bosco di primizie, muschi divisi al sole
uccelli tardivi -ospiti non paganti
rami intorno al sole, trame a rete
la rete di voci in una -più forte ancora
dopo tutto il blu di stelle marine
e più lucenti
dopo -più in là, vicino
dove finisce il colore dei passi, il calore
il sasso mai lanciato, che non chiama sangue
Erano lunghe giornate -piume dai cuscini
e tanto svelte ora a calare
da piegarci fiori sotto le spade
-deboli caviglie, acque scure
le chiome cadenti come sottane smunte
fuggono le favole -ne scrivo un’altra:
non era niente, tu eri l’ultimo agone
il fuoco sacro nell’ardore dei cigni
t’ho deposto nei luoghi più veri
m’hai toccato il senno -una vita nuova
Ti amo
come un fuoco che brucia
e nulla lo estingue,
un vulcano che zampilli
di lava incessantemente secerne
dall'immenso cratere
che è il mio cuore
Ti amo
cullandoti tra le braccia
bambino che geme
per le sbucciature sulle ginocchia
segni di una vita ardua ed enigmatica,
dormi sonni tranquillo cuore mio
veglierò su di te fino a che respiro avrò
Ti amo
perchè tu sei il mio cielo
che brilli il sole
o che le nuvole ne siano dominatrici,
non esiste il nulla, solo l'interezza
di un sentimento ricco, alterno
unico ed irripetibile
Ti amo
e anche nella morte ti amerò
cuore mio,
siamo immortali, angeli senza ali
forgiati da una mano divina
per essere “noi”
d’amore o forse da vergogne
cosa importa da cosa, son viva
e non mi volto, sempre avanti
Ciclo e riciclo i passi ma non i pensieri
caparbia e dura al contempo
m’intenerisco davanti alla natura
Son foglie che cadono spogliando il corpo
ed io sorrido guardando il suo vestito colmo di fiori
Monti e sormonti, le mani graffiate per quegli appigli spigolosi
non mi aggrappo a nulla, solida proseguo
Alternanti solitudini a confusioni d’esposizione
non mi confondo, son fuori, non mi vendo
Scroscio d’acqua, prepotente, calmante
disseta la pelle, pulisce, schiarisce
Cammino sempre nel tortuoso
son ritta e fiera, sorrido di più
è un dono che regalo come il dono del cielo
Son nata da un soffio
d’amore o forse da vergogne
ora, conta ancor meno.
Sul davanzale
il cuscino dei cuori
a un piede dal gelo della terra
con le piccole vanesse incatenate
dalle zampe spezzate
il tempo
è fermo.
Assaporare questo nulla,
io qui, lassù una moneta di luna
d'antropomorfi leoni di mare
stretti gli uni agli altri.







