Tu sei quello
che ho sempre cercato
e quando da lontano ti vidi
alitai piume rosa
pregando il vento di posarle
sul tuo viso,
dolci carezze per avvedere di me
la presenza, catturare l'essenza
del mio amore, nato come fulmine
che trafigge un cielo sereno
Ho creato un tappeto con rossi petali
di rose profumate per portarti a me,
ho danzato e danzato
e dal cielo un elisir d'amore è piovuto
irrorando il tuo cuore ….
trafitto il tuo petto con una freccia
come Cupido virtuale
e ti innamorasti di me ….
Tu sei quello
che ho sempre cercato
l'uomo che desideravo, compagno di vita
amico … amante
il destino era nelle stelle avviato
io l'ho solo aiutato ….
Di follia
di sensualità
nella pelle bagnata d'amore
negli argini infuocati delle mani che si cercano
negli sguardi che si chiamano
nelle labbra acese di desiderio.
Di follia e sensualità
nel pomeriggio di un giorno lontano, oramai, dai giorni a venire
di te
di me
di noi
che di follia ci siamo inebriati
quasi come fosse acqua fresca di fonte
in un ora dipinta di giorni
mai vissuti
accesi di note di una canzone di fine estate.
Un giro di mimose mi risale
come fosse, sì,
una piuma ventosa
sul mio pallore universale
disegni d’ali viste o intraviste
in posti qualsiasi, forse della mente
fino a sbiadire
in storie sotterranee
oscilla d’ombra, l’evento
futile da non poter raccogliere
ho perso tutt’e due le gambe
contando i passi
è finita la tempesta
sembra niente
sembra tanto
Guarda un pò hai tutto cioè niente.
Guarda un pò hai tutto cioè niente.
Fermo dentro quattro muri e
penso al presente.
Fumo una sigaretta e
il solito ragno qui vicino che
sembra crescere insieme a me.
Faccio respirare anche a lui
l'odore della mia vita.
Guarda un po hai tutto cioè niente.
Guarda un po hai tutto cioè niente.
Aspetto l'ora che ritorni nelle mie sere
dove passo in silenzio accarezzando le pareti che hai sfiorato
dove sfioro le immagini rimaste nella mente
di aspra fragranza di pioggia d'autunno
Aspetto che ritorni nelle mie stanze dell'anima
mentre fuori ti respingo con forza che va scemando
ad ogni tua parola
al delicato sensuale suono della tua voce
che abbraccia stringendo ogni volontà.
Aspetto, aspetto e ascolto i tuoi silenzi
lontani, persi nel tempo
avvolti dai rumori delle strade invase d'indifferenza
bagnati di pioggia d'autunno
quando passeggio per le strade fradicia di pioggia leggera
cercando i tuoi occhi nei volti fantasmi
dove il riflesso di un'ora sbiadisce lentamente
come il ticchettio dell'eternità.
Stabile monotonia
a metà di un sogno
una lanterna di legno
inutile
alla porta del molo,
pende senza vetri
la mia piccola
serra d'aria lunare.
Non sono corse di fate,
corone d'iguane s'incastrano
nel tassello d'acqua
di conifere stantìe
a formare
ora un ramo pensoso
ora un essere nudo
che si spegnerà.
da sogni confusi
e rugiada senza colore.
Lontani i voli delle gazze
nell’attraversare la strada
che verso i monti mi portava.
Una pioviggine fina e pungente
del periodo attuale
picchiava sul parabrezza.
Dantesco il paesaggio fumoso
uscito dal grigiastro pietroso dei monti
con i rami irti d’alberi neri del fuoco passato .
con addii, privi d’avviso,
sbriciolando i sogni,
disseminando dolore,
schiaffeggiando cuori.
Non vi sarà più
né sole né luna,
ma, buio senza discorsi,
geremiadi di vento,
che distanzia l’amore.
Alcuno, ora, potrà
rubare di te
e nulla farà svanire
i tuoi sorrisi
dal nostro, cammino.









