Ho sentito una donna
addormentarsi pregando
e chiedendo solo la forza
per esistere ancora.
Non era una donna
ma un corpo.
Implorava.
Un mucchietto d'ossa
consumate
dal sole
dal vento
a cui restava
l'ultimo respiro,
e l'impressione
di essersene già
andata
insieme a quel dolore
che resta
culla di morte.
Forse una lampada in questo porto
brucia le guance dentro la nebbia,
via lattea domani di cime e velieri,
forse il soffio delle balene...
Corse un cigolio finito in sogno
come di travi al caldo di una stufa,
come un'altra via che porta al mondo,
o a qualcosa di simile.
(2011)
Scruto il cielo
e cerco me stesso
nell’infinito volo sospeso
dell’aere
ma si smarriscono i miei occhi
in fondo all’orizzonte.
Divento anch’io una nuvola
e disegno
il nome tuo tra le stelle.
Cambia il vento
e stempera lontano
anche l’ultimo sospiro
di tacite
lacrime
Ho mani forti
e generose
vorrebbero stringerti
e sfiorarti
sono ansiose
di tastare i tuoi seni
di libare stille
di dolce vino
nel sacrificio
del tuo ventre
di servire il tuo piacere
senza pudore alcuno
consapevole che sei mia
totalmente mia
e nell’abbraccio
che avvampa le gote
stringeresti i miei lombi
e ti perderesti
nella libertà
sconfinata
dei tuoi sensi
per risvegliarti
nel cuore dell’aurora
abbracciata
alle mie mani,
sì, alle mie mani
forti e generose
e solo tue…
A mezzanotte penso a Cenerentola
alla scarpina di fine cristallo
che perde la fanciulla dopo il ballo.
A mezzanotte penso alla strega
con le megere riunite al sabba
ed allo stridere della civetta.
A mezzanotte vorrei dormire
invece di fantasticare
e divertirmi con queste rime.
A mezzanotte se ancora leggi
è bello svegli scambiarsi baci
e quasi uguale chiederli ai sogni.
Si aprì il casale ai girasoli,
l'altare a testa bassa ricorda
su una pagina lo scheletro smorto
di un ciuffo di fiori.
Sapere dove ti sei dischiusa,
vedere il lago della tua fronte
bagnarsi di rugiada: è un conforto
adesso rinascere lungo una siepe!
Un ponte levatoio separa
il tempo dal vento,
le preghiere della sera
dal pianto delle civette.
(2011)
Musica, risuoni
d'argento
nell'etere
del codesto miraggio
dell'allegria
saggezza
che produci instintivamente
scuotendo anime dolci
ammiratrici di te
che si espandono nell'universo
trascinandosi
in un viaggio
libero
di fantasticare
immaginare ad occhi aperti
staccando la spina
con i messaggi
delle canzoni
poesie meravigliose
sullo sfondo dell'irreale
Batte forte il cuore
sarà l’ emozione
o un cielo che si colora.
Sarà un gabbiano
che vola in alto
che fa contrasto
con l’aria grigia
delle strade.
Dobbiamo migliorare
questo è un dato di fatto
invece camminiamo sempre
senza una vera coscenza
con l’ansia di avere
tutto e subito.
Dobbiamo migliorare
perchè non ascoltiamo
nemmeno Dio
quando ci parla
viviamo tutti in questa strana
ansia di successo
parliamo da soli.
Facciamo pensieri in grande
ma siamo solo piccola gente
che dovrebbe imparare l’umiltà
Stiamo sbagliando
stiamo in altomare
al telefono non rispondiamo
ci crediamo tutti reietti
ma siamo solo dei difetti.
Se imparassimo l’umiltà
ogni cosa cambierebbe.
Scorre dolore dai miei occhi nel buio
mentre rispolvero ricordi ingialliti.
Dietro un vetro che non zittisce la pioggia
osservo le nuvole dense di rabbia
tremando ad ogni sussulto del cielo.
La malinconia blandisce la mia anima
e la conduce attraverso i sentieri
delle lacrime senza conforto.
Un pendolo oscilla tra le pieghe del tempo
e scandisce il cammino della vita sospesa
su un sottile filo di seta.
Un lampo rischiara la notte furente
proiettando il mio viso solcato da rughe
sullo specchio del mio cuore sanguinante.
Mal celata indifferenza,
stoltezza insensata.
Sorrisi falsi, mani tese
solo per farti affondare.
Voci affilate malignamente
pronte a vendere il proprio sangue
per un orecchia tesa ad ascoltare.
Onde spumeggianti di menzogne
soffocano l'umiltà vana
che tenta di sopravvivere.
Lacrime salate di amarezza,
sogni tese nella paura
che il pugnale affondato nella schiena
non sia solo un sogno, ma la triste realtà.
Sono uomo.
Nel mio sguardo c’è l’abisso,
nei miei pensieri voli celesti.
I miei occhi insaziabili
ti esaminano:
sono indomiti
come fini coriandoli di stelle.
E tu, donna, mi scruti a distanza.
Sei intimorita della mia sicurezza
e ne resto offeso…
Io sono uomo:
la mia stessa essenza
ha creato e distrutto
questo giorno.
Se quello che volete da me è un gioco,
c'è un molo, e un lago rotondo di more
per sentirsi l'unico essere umano
rimasto.
Sembra ieri quando il cervo spiava
i nostri baci sulla punta del naso;
s'asciugavano i nastri viola al polo azzurro,
la tua lacrima più bella a mezzanotte.
(2011)
Una notte può essere un'incanto di cui sognare e scrivere poesie in suo ricordo.
Una notte può essere un'amica che ti culli fino al giorno nuovo mentre piangi per l'amato cuor lontano.
Una notte può essere un'amore e non vorresti che finisse mai, che ti strappa l'anima quando finisce e ti fa crescere fino ai confini del giorno quando nasce.
Una notte può essere un incontro che poi dimentichi col sole, fugace e nascosto attraverso le nubi di un ricordo che svanisce.
Una notte può essere un sogno e puoi continuarla a sognare per tutta la vita senza stancarti mai.
Una notte può essere tutto ciò che una donna può essere.
E' per questo che amo la notte.





