Carezzami il viso, dolce Luna!
Antichi desii si protendono,
restii alla fulgida luce.
Nasce nei tuoi occhi e
si rifrange tra le mie ciglia
la languida fiamma che sfugge ad ogni controllo.
Ed imbriglio il mio pensiero solo per te.
Karkadè è il tuo aspetto, diletta!
Ansioso si è fatto ora il tuo respiro.
Ti sorprendi a ripensarmi...
Sfiori le tue labbra con le dita
e nei tuoi occhi, neri diamanti,
già si delinea il mio sorriso.
Soldi, soldi, soldi
ti comprano e ti vendono.
Nelle tasche
pesano più dell'oro.
Sporchi o puliti che siano
allo sguardo
brillano da Dio.
Rendono felici i truffatori
rendono signori i faccendieri
corrompono i più deboli.
Dio denaro
ricchezza di un potere
che si vede,
limite ai sentimenti veri.
ESPERIMENTO FUTURISTA
VI PRESENTO IL PARLAMENTO ITALIANO
tatatatatam tatatatatam
sbang sbang sbang
flflllfllll
blah blah blah...bleah
prrrrrrprrrrr
prot prot proooot
fiiiiiii boooom
Fine della repubblica
e della mia misera carriera di poeta
Sembra tutto scontato in questo mondo
Sembra tutto perfetto
già il mondo perfetto
Sembra tutto perfetto anche nella sua imperfezione
Ma c’è ancora chi muore di fame.
C’è ancora chi soffre
ma non si deve per forza andare in Africa
per vederlo….
poi vediamo pubblicità
che parlano d’amore e tolleranza.
Questo è il nostro mondo.
Altri giorni!
Esistono altri giorni, amore mio?
Sai…quei giorni presi in prestito al segreto,
vissuti come fossero un regalo,
non scritti in nessun altro calendario,
giorni privi di nome e di definizione.
Giorni nostri, dipinti di passione,
privi di ore, senza giorno e notte,
fatti di tempo che non è trascorso,
senza ricordi…senza investimenti,
lontani dal passato e dal futuro.
Eppure nostri più di tanti altri,
eppure vivi, eppure scritti a fuoco,
nel luogo più profondo della vita,
in quella grotta dove si conserva
la storia scritta dell’anima del mondo.
Lacrima accarezzi
solchi pensierosi
sprofondi sconfinando
barriere che nessuno sà
nello strascico silente
dell'amico interiore
inverso sottaciuto
col soprabito bianco
interminabile ascoltatore
dal principio della sua creazione
seppure investito da climi turbolenti
di oceani
che cullano
gli occhi
della luna
Sale, si va, a piedi
su conchiglie tonde come sassi;
il fiume in posa è un serpente marino
e soffia nebbia
da sotto il ponte,
poi sparisce coi ruderi
di tutti i castelli.
Piccole corone di petali gialli
sono il sole che non c'è,
che riscalda altrove aria di nuovo
invece dei miei sogni romantici.
(2011)
Eri uno svago
arrivavi a mezzanotte
ed io ti aspettavo
al mirare i binari
del tuo arrivo
nell'ascolto emozionato
nell'alito del vento
impronta di uno sguardo
cortese nei ritratti commossi
contenti dell'avvicinarsi
sedendoci vicini
e percepire l'entusiasmo
dei racconti che ignoravamo
in quel mare
che ci allontanava
Dedica a una persona, molto cara
Scavava il dovere
alla luce del primo mattino
il pensiero di ritrovarsi sola
senza quell'anima sposata
dopo lunga convivenza
dopo tante riflessioni
confidate apertamente
al suo orgoglio infastidito
a compiti mattinieri
che si protraevano sino alla cena
finchè non terminavano le ore
da riordinare
ricapitolando
per far quadrare i conti
della voce
discorsiva
nel tramestio dell'andazzo
serrato
nel cercare ristoro
sin dalle prime luci
dell'alba
Dedica
Vorrei… della tua vita farne parte…
non starmene in un angolo… in disparte.
Vorrei… accompagnarti per la via…
tu che sei luce… sulla strada mia.
Vorrei …far parte dei pensieri tuoi…
sempre come e quando tu lo vuoi.
Vorrei… la tua compagnia nel kammino…
del mio essere bambino…
Vorrei… prenderti la mano…
e fuggire via… lontano.
Vorrei… sentirti a me vicino…
anche solo un attimino.
Vorrei prendere per me…
quuello di bello che c’è in te.
Vorrei … aggiungerlo al mio cuore
senza paura del dolore.
Vorrei… sempre vederti ridere…
in questa vita dura a vivere.
Vorrei… non passasse il tempo…
e si fermasse in quel momento…
quando hai preso l’anima mia…
…un attimo infinito… della vita mia…
E' restata una fila
di pali infitti
e gli stecchiti
viluppi delle viti
Rassegnato discendere,
sfarsi
confusamente...
ma una luce incessante spia
nel giardino ogni indizio,
il fiore
di queste foglie appese
che sanno ancora
dei grappoli
del canto...
Si fanno lievi i passi
e preziosa la sosta
in quest'ora sospesa
dove
nel sonno di autunno è ancora
il trionfo d'estate.
Sotto gli alberi di pino e di ciliegie
lavora mesto e felice il contadino
arando la terra e aspettando
buone nuove dal suo raccolto.
La Natura madre e benigna offerta
da Dio, rende rosso il colore della pelle
e il sole riscalda anche il cuore.
Lontano da li vivono milioni
di persone
fra le autostrade e la case
chiusi nel loro rigore logico
nella loro stanca abitudine di lavorare
ogni giorno con poco sorriso sulle labbra
Io, tu, voi, noi: insieme rappresentiamo
persone, noi non siamo macchine da lavoro.
Abbiamo famiglie abbiamo sentimenti
aspettiamo sempre che qualcosa di buono
arrivi. Madre Natura ci vuole uomini
non mere macchine da lavoro.
La produttività ci sta facendo smettere di pensare
Senza Dio non si arriva lontano.
Noi siamo avvolti in questa fabbrica di plastica
ed abbiamo perso la cognizione di noi
sbagliando emozioni e parole per dare tutto quello che
abbiamo ai robot, alle macchine senza cervello alla
produttività istintiva.
Dobbiamo riprenderci la nostra dignità di uomini
per un progresso migliore
Per una nuova vita.
Fuggi impaurita
non è la paura
sei solo colpita
Ti nascondi alla vista
e guardi nascosta da quella finestra
Regali emozioni
dispensi illusioni
ma dentro tieni le tue tentazioni
L’occhiale da diva ti rende aggressiva
ma scappi furtiva
Assai bella ed elegante
a volte titubante
Lanci il sasso sull’acqua per fare rumore
ma quel suono ti mette un grande terrore
è un suono stupendo che parla d’amore
e te ne torni al tuo caldo tepore
Solo un aspetto non sai farlo bugiardo
parla di te in modo vero profondo sincero
parla di te il tuo bello sguardo
Povero italiano
Berlusconi Berlusconi
che fine hann fatto i miei milioni
Prodi Prodi
con quell’euro ci corrodi
Fini Fini
qui son tutti clandestini a fare gran Casini
Tremonti Tremonti
non ci mandare tutti sotto i ponti
Fassino oh Fassino beato
hai visto che macello su al Senato
a poco o niente serve il Sindacato
C’è Pannella
che dietro un banco si spinella
con Di Pietro che lo punta a mezzo metro
Pera chiede ad Alemanno se gradisce mezzo
grammo
poi D’Alema che di nascosto se lo mena
e Bertinotti coi Maroni bell’e rotti
ce l’ha sempre con la banda dei Bossotti
L’ Euro parlamento ci sta mandando al fallimento
in famiglia si bisbiglia con sgomento
Questa crisi oramai ci investe tutti
macchinisti farabutti
Ma non è la colpa loro
noi diciamo tutti in coro
Panni sporchi nella Mastella
meno burocrazia e una bella pulizia
dalla Camera da letto
fino su nel sotto tetto
che a forza di pulire viene quasi da svenire
Fortuna c’è la Sanità
che molto prende e poco da
ti da solo una speranza
è come esser in gravidanza
son quasi tutti indagati i ministri nominati
Tu ti senti un po’ stanchino
e ci vorrebbe un signor Bocchino
Te ne stai lì col Buttiglione in mano
fai due Rutelli e imprechi invano
sei proprio un Povero italiano
Ma devi stare attento che a far così tu in Ciampi
e a lavorar dovrai tornare in mezzo ai campi
fra l’Ulivo e la Margherita in fiore
la fronte asciugherai dal tuo sudore
piano piano con la mano
sperando che non piova
che non ti piova sulla testa un presidente
Napolitano





