Ciatu chinu d'amuri
Ciatu meiu,
ciatu chinu d'amuri,
ti offru lu me' cori
nsinu a quannu la me' vita nun mori.
Ciatu meiu,
ciatu chinu di veru amuri,
ti offru l'alma mia
nsinu a quannu nun tramunta lu me' suli.
Ciauru di ciuri,
sapuri di meli,
ju vinni supra a sta terra
pi sirviri a tia,
cha allumini di biddizza
la strata cha caminu cu stanchizza
e soni l'arpa di l'allegrizza
pi dunari piaciri all'anima mia
cha nun è chiu afflitta di tristizza.
Ciaurusu,
sapurusu
e inebrianti meli,
Ju nascii
pi serviri a tia
picchi sugnu lu to' divotu
cavaleri.
Franciscu Ministreddu Puitanti D'amuri
Mi guardi,
I tuoi occhi carezzano la mia voglia di baci,
stuzzicano i miei pensieri d’animale,
sento il tuo respiro sul mio,
mi trattengo in un sospiro , ,
pulsa forte il mio esser uomo,
la tua presenza ne innalza la fierezza ..
il profumo del tuo esser donna,
inebria i pensieri miei
e li trasforma in fantasie,
il mio freno molla gia’ la sua stretta presa..
la mia bocca affamata di femmina
cerca la tua pelle delicata e saporita ,
sale il profumo del tuo umore,
mi copri di te come la notte copre le terre calde,
affondo in te ,nelle tue forme di venere,
in cerca di quel luogo che da la luce che da’ la vita,
,mani ansiose esplorano ogni tuo lembo di pelle di raso,
sale la febbre,adesso tutto ha un unico sapore,
cerchi le mie labbra con la voglia di un bimbo in cerca del seno,
ti cedo il mio fiato affinche sia uno solo col tuo ormai ansimante,
sono dentro di te ,
sono adesso siamo una cosa sola,
una sola carne calda che freme ad un solo ritmo,
ti avvicino a me,poi ti allontano da me...
ad un ritmo sempre piu veloce ed insistente..
i sensi ci guidano, abbiam perso ogni controllo..
ci culliamo in un movimento ignaro ,
fatto di ondate di piacere che ci insanguinano ..
adesso piu veloce,adesso piu lento ,
sei nelle mie membra ,sono nel tuo cervello.
Il sangue nelle vene mi scorre violento..
Carne anima e piacere mischiati nella piu bella delle guerre....
Adesso il fremere si fa piu’ forte al pari del vibrare dei nostri corpi,
il tuo corpo scotta di piacere ,i tuoi gemiti sembran incitare
la bestia in me...
vibriamo ancora insieme al giungere di una calda emozione,
la lotta sta per finire, esplodo dentro il tuo esser donna
i due corpi son stretti l’uno pronto a svuotar se per riempire l’altro,
..aspro premio ad una dolce lotta ...
Le membra si rilassano,i sapori ormai son confusi ,i pensieri son cancellati,
nessun vincitore,
tutti e due vincitori ,sussurra di dolci parole
adesso prendon il posto di soavi gemiti....
paghi della dura lotta,ci accucciamo in un dolce riposo
in attesa che le forze tornino in noi per una nuova dolce guerra ...
............ti amo
La solitudine corre
lascia le sue orme andare
e indifferente guarda
l'asfalto calpestato
da scarpe
che rinnegano sogni
melodiosi
curvando il capo
al nascere del buio
frizzante
colto dal vento
e romanzi
rilassanti
letti
cancellando le paure
con il fumo dei silenzi
Non sappiamo
come vive un barbone
cosa prova quando nessuno lo assiste
quando passa inosservato
tutte le volte che sfilano
di fronte a cani
cartoni
gli unici appoggi
della sua umiliazione
indegna per la finzione
del mezzo che aspetta
portandolo a destinazione
e non sapere
com'è fatto
se ha un cuore
un'anima
per vedersi togliere
anche quello che non ha
Solo pochi passi per salire in cielo
e d'improvviso il silenzio mi avvolge
e il mondo sembra fermarsi.
Leggero e silente come una nuvola;
un punto nello spazio.
Si allarga la mia vela e
il respiro si fonde col mondo
e lento dipingo il cielo
sulle ali dell'aria.
Sospeso inseguo un pensiero mentre
il vento di nuova vita scuote il petto.
L'infinito dissolve il tempo
e gli occhi tesoreggiano la libertà.
Un bagliore.
Ed è il ritorno alla realtà...
Giunge l'autunno che mi parla di te,
profuma di nebbia e di noci.
Preparo il mio letto con coperte di foglie secche così
che io colga le tue ciglia sol per me.
Argento sui capelli e sul viso un affanno in più,
il tempo ha l'andatura più veloce di me
e guardo il mio cielo mi ricorda che è arrivato il tempo per me
di andare, andare via lontano...
E partirò prendendo la mia vita così com'è
e non mi volterò a guardare troppo i tuoi silenzi su di me
come una domanda al vento...
Cavalcherò le ali dell'autunno e giungerò alla conclusione che
tutto quello che chiedevo era chiuso dentro me:
andare, andare via lontano....
Pioggia che purissima dal cielo scendi giù
lava via da me il tempo del rimpianto che non ho scordato mai:
è la mia richiesta al cielo.
Vento che scateni la tempesta dentro me, sciogli i miei perchè...
Oggi sento forte il richiamo di lei
ma è come andata via lontano...
Pende da un ramo una ragnatela
sembra quasi un asterisco tra quei rami...
Mi porta alla mente un pensiero antico del mio cuore:
andare, andare via lontano...
La stanza
ha l'eco che ritorna vuota di parole
e poi di lei s'intrama agli occhi della sera
la voce muta delle labbra al vetro
un graffio
che m'inchioda al suo silenzio
a non dire altro se non di come renda sale il mare
nei resti di maree
quando l'onda mi somiglia
e non da pane al pane ne vino al commensale
partito dalla sosta al cielo
Diletto il grano nei grembi al vento già maturi
la falce d'oro nell'attesa
e la tua mano
che non ha saputo cogliere la mia.
Lei andava
col vestito corto
i papaveri sopra al ginocchio
e l'erba taciuta
teneva raccolti i sui passi di vento
mi svegliavi
l'aurora negli occhi
e sedeva le stagioni la tua mano
in ricamo ai miei giorni
Non so dirti
quanto è fredda e nuda
l'impronta sul cuscino
ora, che è casa vuota la mia voce
e la luna è rimasta
nell'angolo di cielo che guardavi
come
una cornice senza sguardi
Non so dirmi
se le lacrime
che asciugavo dal mio viso
con la mano
erano le tue.
esplodono
penose facce in taglienti ritagli,
lacerano
nude carezze su rive d'appigli,
poi si lasciano a marci venti d'oblio
lacrime gelide,il mare che riempie.
Sui vuoti,le nebbie,
odo lì sensuali indolenze,cadute
su strade,la pioggia,
colma bicchieri d' argute parenze.
Non ho dimenticato
e mai dimenticherò
avrei voluto il mare meno agitato
dove i ricordi mi esplodevano dentro
e continuavano a rimbombare nella testa
anche sul treno in corsa
di ombrati desideri
piogge ondeggianti
spostate dalle voci
che scorrevano nelle reti
mentre scrivevo giorni incompresi
per rimpiazzare il sereno
dire basta
a frasi senza confine
dette all'infinito





