Leggende di dame e cavalieri
Cattedrali castelli
Da Parigi a Chartres Rouen Colonia Praga Cracovia
Draghi Chimere Grifoni
Osservano orizzonti di Medio Evo lontano
Guardiani del cielo
Minaccia ai nemici
Doccioni di pietra ghignanti
Sotto cieli freddi del Nord
gettano al suolo l'argento di un'acqua di nubi di piombo
Neve sciolta in rivoli
che gela toccando la terra
Scrutano dall'alto maligne
pronte a gettar peccatori nell'inferno di Bosch
Rintoccano campane di cattedrali
e tornano statiche funzionali gorgolle
Regalando a pinnacoli archi rampanti navate svettanti
la melodia di un organo
per unire terra e cielo
verso un dio che dimora in alto.....lontano
Quello che sento,
che tocca il tuo cuore
che sfiora l'incanto d'un attimo
librato nei colori d'un sogno.
Due secchi di vento
in fondo al cassetto
e l'anima annodata ad una sola ala d'angelo.
Chiedo l'ignoto,
chiedo la libertà,
chiedo amore in questo deserto arido.
Disegnerò la pioggia sui muri freddi,
imparerò a danzare da sola,
fin quando sarà musica
e la luce ucciderà la notte.
Potrò vestirmi di sole
baciare le tue gote tiepide
adornarmi di petali di rose
e distendermi all'ombra della vita
con te amor mio.
Finta è..........la mia vitarianimo la speranza a ogni rintocco del viverele narro fiabe lontanele porgo la mia spallaper un cammino migliorementre si addormenta il giornopreparo nuovi sospiri per il domanie baci in filapronti per il mio soffio nuovouno ad unoalla tua fronteunica medicinain gradodi guarirmirimandami quei baci.
Le stagioni cambiano i panorami.
E' inutile aspettare lo stesso fiore
non è un artista di origami
il tempo, ma un folle scultore indeciso.
Continuamente trasforma la sua creta
e con un tocco può cambiarne il senso
svelare il mistero che ti inquieta
o tramutare la certezza in dubbio
Maturazioni, ricicli o impasti
e quando scendi dall'arcobaleno
trovi diverso quello che lasciasti
e quel che sembrava ovvio, non capisci.
Eppure abbracci l'illusione di un momento
e ancora vivi lo stupore delle cose
ma l'epilogo è nel deterioramento
che tutto assale in un fetido declino.
Cerco in te
Quello che c’è
Cerco nel mondo quello che è
Quello che sa
solo di te
E cercherò
Oltre chi sa
Se quella meta
Sa Dove sarà
Quello che
Sa solo di te
E pure che
Non sia di te
Ma son ricordi di sale
Su te
Ma non so che
Cosa è
Ma so solo che
il mondo appartiene a te
Per me
Languidii sensoriali,
eleggon tiranni
meditanti mix
nella quiete d'un lago.
E fluisce lì
intrecciante diramare,
caotici trip
dall'itaca persa,
dove il scucire
divenne fusto carnale,
contro marce radici
schemi del remoto oblio.
Ora
Affiora il migrare,
mistiche estensioni,
le sfumature
d'un ceppo sciolto;
attraccando
in disarmanti esili
meandri celati,irrisolti;
è groviglio neuronale
da spremere
da saziarsi
quest'infinita linfa
profumata di libertà.
I poeti s'immergono nella solitudine
e vanno dove li porta il cuore
elevando lo Spirito Santo
chinandosi ai suoi piedi
che bacio
e non dimentico
i suoi segni
miracolosi
nelle pieghe
della mia pazienza
che a tratti mi sorprende
alla fine del di







