Allora è troppo opaca cataratta
che l’alma mia al tuo sguardo tien sottratta
lasciando ch’il mio cuor ancor s’arrocchi
per quanto pien d’amor per te trabocchi
ma consapevolezza d’una sciatta
vita sull’orlo di total disfatta
mi spinga ad evitar ch’io t’impapocchi
con versi che promettan mari e monti
gioie infinite e sogni in cui ti perdi
in riva al mare immersa in bei tramonti…
ma valgo nulla e bene è se mi smerdi
o meglio ancora guardi altri orizzonti
lontan da me, sirena d’occhi verdi.
14/01/2024
Tra le macerie del silenzio
Negli occhi di una donna
Brillano gemme irraggiungibili
Sogni blandiscono il cuore
Lasciandomi senza parole
Ripercorro il corso dell'anima
Calpestando terre infrante
Dall'eterea agonia del piacere
I suoi sguardi appassionati
Lambiscono dolcemente
Ciò che resta del mio essere.
Ermetico avrebbe dovuto
barattolo assistermi¹ il cuore.
Miserrimo quand'ho creduto
resistere a nuovo dolore!
Chiedendomi come ho potuto
illudermi ancora d’amore
scoprendo che sempre ho sbattuto:
orribili porte d’orrore!
¹: proteggendolo dalle contaminazioni venefiche dell’ambiente esterno.
12/01/2024
Di quella donna
Gli piaceva il profumo
Gli occhi
La bocca
I gesti che scaturivano dalle sue parole
Ma soprattutto il carattere
Intenso e torbido
Come una notte senza stelle
Era attratto da lei
Come da nessun'altra
Ma aveva paura
Di provare quel desiderio
Che lambiva il suo ventre
Risalendo le cosce
Fino alla sommità del cuore
Conquistando la mente
Ogni volta che la sfiorava
Con quel suo sguardo
Da perenne emarginato
Si sentiva ubriaco delle sensazioni
Che desiderava profondamente
Anelava quel piacere
Che fonde la dolcezza con il dolore
Blandendo sentimenti
Con autorità e determinazione
Voleva amarla
Chiedendole il precipizio dell'anima
La fragilità della pelle
Voleva essere dominato
Dal suo essere
Perseguire i suoi sogni
E sentire le sue labbra
Sigillare un’intima realtà
E quando lei afferrò al volo
Le sue pretese
Gli chiese di baciarle un piede.
La paura del diverso
sfregia i respiri del mondo,
allatta una bottega d’odio,
sporca i diari dell’amore,
trema come eco nel vuoto.
Ma la voce di un cuor giusto
non lacrima etichette ed ostacoli,
non orchestra petali d’insulto,
non bacia l’anima di violenza,
non moltiplica il tempo della divisione,
non disegna alfabeti di discriminazione.
La voce di un cuor giusto
vuole colorar le pagine della vita
solo con un dolce cielo d’emozione.
ché sulle labbra febbre sta bruciando
e non è smania, non che sto bramando:
è piressia che me la cucina.
Mentre il mio passo lento si avvicina
alla fermata seguo barcollando
l’ombra del bus che sta quasi arrivando
e nella testa suona una vocina:
“Non è la febbre che ti toglie il bacio:
non hai neanche un appuntamento!
La febbre giunge proprio come cacio
a darti scusa per l’avvilimento”.
Infatti adesso ch’il pensier combacio¹
ricordo che da un anno non la sento²!
¹: recupero di lucidità;
²: in realtà, da poco prima di capodanno quindi meno di un mese, ma per il mio cuore è tanto, troppo.
11/01/2024
C’era una volta un palpito di cuore
cadde per caso sulla terra brulla
amareggiata da delusioni
e subito attecchì,
la radice del sogno coi suoi tralci
bonificò il terreno
che si coprì di fiori e di colori
come una festa della primavera.
L’albero di sogni
divenne grande
da abbracciare il cielo,
divenne luminoso come un sole
e diede frutti d’oro.
Ma era inverno,l’albero incantato
ora si trova lungo il mio cammino
carico di sogni desideri
scintillanti dentro il mio pensiero.
Se potessi afferrarli con le mani!
Ma sono come cocci di cristallo
che solo toccarli fanno male
oltre il vestito bello di parole.
L’inchiostro dipinge la carta
parole sospese nel tempo
la luce delinea lo spazio
sul bianco affiorano emozioni
tra sfumature emerge essenza
nero su bianco appaiono volti
avvolti nell’ombra prendono luce
eleganti nasi prendono forma
il lavoro nero distilla inesorabile morti bianche
il bianco avorio si propone sul mercato nero
una notte nera trascorsa in bianco
una vita a scacchi tra bianco e nero.
quando, in un bagno d’albe scroscianti,
indietro nel tempo saranno tornati i tuoi occhi
e la fronte, la nuca e i capelli,
e le guance, il naso e le orecchie,
e le labbra, il collo ed il petto,
e i gomiti, le mani e le dita,
e i piedi, i ginocchi e le gambe
e il ventre e gli attigui confini,
e le spalle, la schiena e i segreti...
Chissà se saprò come accarezzarti
quando, in un bagno d’albe scroscianti,
indietro saranno i nostri anni tornati
in quel pieno dei giorni
in cui tutto e il contrario di tutto accadeva.
Ricordi, amore mio?
Il mare innamorava la terra
e la terra si lasciava toccare.
Il sole corteggiava la luna
e la luna in anticipo sorgeva.
Le stelle perdonavano i danni
di nuvole che si intromettevano
e le nuvole poi diventavano cipria.
Ecco perché devi ascoltarmi.
Le rughe irritanti che ora vediamo
somigliano un po’ a quelle nuvole.
Noi vinceremo il tempo!
Lo spezzetteremo a tal punto
da farlo entrare nel collo della sua clessidra
e la piomberemo, quella clessidra,
prima ancora d’averla rovesciata.
Chissà se saprò come accarezzarti
sotto il bagno di quelle albe scroscianti.
Chissà se saprai come accarezzarmi...
Virgole d’anima
interrogano l’uomo:
son diverso da chi?
Son diverso da che cosa?
L’amore è un sogno libero
è una tela di mille colori
come lo spettacolo
di un bel giardino
amato dalla primavera
ed il cuor non ha forse
lo stesso spartito delle emozioni?
Lo stesso battito per l’altro?
Non ha diritto a vivere
fra virgole d’anima felici?
Eppure ancora in tanti
si chiedono feriti:
son diverso da chi?
Son diverso da che cosa?





