Tra i boschi innevati
ondivaga senzazione
di pace 
naufraga nel turbinìo
di menti folli…
Immacolata, solo la neve.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Un raggio di sole ha cambiato inclinazione,
è il preludio di una nuova stagione,
il corto febbraio è ormai alle spalle,
le vecchiette metton da parte lo scialle.

La festa della donna ne segna l'ingresso,
un fior di mimosa si dona al gentil sesso,
poi sciarpa e cappello si mettono via,
s'affollano i parchi riempiendosi d' allegria.

Il ventuno entra finalmente la primavera,
piacevole diventa passeggiar la sera,
gli alberi cambiano il loro triste colore,
ostentando il verde al posto del grigiore.

L'ora legale porta avanti la lunga lancetta,
l'ultima domenica dovrai far più in fretta.
poi aprile si prenderà la scena,
assaporare Marzo ne sarà valsa la pena.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Non devi dare spiegazioni al mio cuore,

è evidente in qualsiasi condizione,

io non ho altre alternative di scelta!!

 Vivo soltanto per te, perché hai promesso,

di prenderti cura di me,

cosa altro mi resta al mondo!!

Ti sei fermata una sola volta,

davanti al mio cuore, che non conosceva affatto,

l’ombra di un amore,

 non è stato facile staccarmi

finché benedicendo hai consigliato,

di prendere in affitto una camera nel tuo cuore,

 presentandomi davanti profumava di gelsomino,

di una bellezza indescrivibile,

le emozioni erano tante, è stato sin dall’inizio,

ben facile abituarmi, amore mio!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Non cercarmi, non mi troverai più   

 Nei bagni pubblici delle città.  

Non starò più ad aspettare il tuo ritorno.   

Io me ne andrò da chi vuole solo il mio amore.                        

Non mi darai  più quel veleno

Che distrugge la mia anima, il mio corpo

Non sarò più lo schiavo che tu volevi.                 

Non ti permetterò più che tu distruggi la mia volontà     

Io volerò insieme ad altri come me      

E atterreremo là, dove non c’è veleno     

Smetterò di fingere e guarderò in faccia la realtà   

Ma la paura è ancora forte in me.

Ti vincerò, ti distruggerò.  

M’inchinerò solo a chi mi offre la sua mano.                    

In cambio le  regalerò la mia realtà    

Perché tu non fai sognare.

Il mio cassetto tornerò ad aprire             

Perché me l’avevi chiuso per farti  seguirti.                      

Mi hai promesso forza e fantasia.            

Mi dicevi sarai grande se diventerai mio         

ma tu non puoi amare, non l’hai mai saputo  fare e a chi        

Ti dava ascolto

Tu solo polvere gli davi.

Io vivrò, senza te, io vivrò.

Ho trovato il coraggio di scriverti.

La forza di andare, la voglia di vivere

La mia nuova polvere si chiama

Amore. Per iniettarla  non serve la siringa

Basta il cuore  

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Profilo Autore: nicodemo Vetere  

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Echi distorti

tra noiosi pensieri

d' un tempo scaduto

in iridi spente.

Confondono visioni

tessute da fragilità

tra gravide nubi

gonfie di perversioni.

Partoriti dal male

in grotte oscure

 esseri immondi

in via d'estinzione.

Alcove tetre

 corvi e pipistrelli

appesi alle rocce

consumate dal tempo.

Attendono prede

a rinnovare sangue,

 mentre cadono nel fango

si spengono pianeti.

Desideri mancati,

vuote anime

senza ricordi

appese ai fili del nulla.

Su grigi marmi

infrangono odio e rancori

come onde sulla scogliera,

spegnendosi sulla battigia.

Genoveffa Frau

25/06/2019

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Guerra in Ucraina, la diretta: missili russi contro stazione e ospedale  pediatrico, altra notte di fuoco – Libero Quotidiano

Il sole dentro al cielo

non vedrà il buio

il fuoco in un deserto

non porterà la pioggia

il pianto di un bambino

non sveglierà la gente

persa in un immensa guerra

di fame e distruzione

Immane è questa rabbia

di stupide conquiste

non sanno che la terra

è di tutti e di nessuno.

Il sole dietro l’est

non vedrà più il buio

il giorno che verrà

spegnerà il silenzio

e le madri piangeranno...

Non sarà più come prima.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Il tramonto segna la fine della giornata,
sul terrazzo decido di far una passeggiata,
mentre lo sguardo si perde all'orizzonte,
l'occhio è catturato da cio' che ho di fronte.

È uno stendino di vecchia data,
che il di' la biancheria ha visto ospitata,
e ora che le mutande son nella cassettiera,
anche lui con me ammira il calar della sera.

Tutto intorno c'è una strana atmosfera,
sembra quasi che lui sia in preghiera,
le sue ali nell' alto dei cieli sembra mostrare,
Il Padre Nostro par intento a recitare.

In religioso silenzio sintonizzo l'anima mia,
anch'io metto su una sentita Ave Maria,
sperando che ci sia qualcuno da lassù,
che metta un po' a posto le cose quaggiù.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Il cielo ascolta anche l’angelo custode,

anche se non ci è mai vicino quando siamo tristi,

quando con gli occhi lucidi,

andiamo in giro per il mondo,

senza lasciare nessuna intervista, ne parola,

rileggendo a voce bassa, soli, soli,

le ore difficili di ogni nostra giornata!!

Naturalmente con la riservatezza richiesta,

non si riesce mai a conoscerli perfettamente,

perché sono alquanto più veloci e più forti di noi,

sono dei principi rari,

sempre meravigliati nel raccontarle

quello che ci succede, incredibilmente

spesso sono cose da non credere,

per come riusciamo a cavarcela bene,

e loro, non sono capaci di nasconderci

la verità agli occhi, ci lasciano da soli,

per vederci poi svolazzanti la sera davanti a loro,

dignitosamente felici di non esserci

lasciati travolgere dalle mille meraviglie della vita!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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"Mi fermo
tra virgole e punti d'inchiostro.

Domani
forse mi ascolterò “.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Si è spento il fuoco
Nel mio petto, piccola Sibilla
E tu sei il suo fumo nel vento 
Fumo d'incenso e droghe
Io non ti sento, io non ti sento...

Non dare alle mie mani, Sibilla
Il tuo calore intenso
E alla mia pelle di serpente
Il terrore della tua bellezza
Essa mente alla mia mente
E cela in un cielo senza stelle
Ingannevole ebrezza
E lembi di pupazzi rappezzati

Limbi vacui e buio spento
Nel tuo sguardo e le tue mani
Non ti cerco più per oggi
Perché oggi è già domani
L'amore come arde è presto spento
E non esiste più come fuoco al vento 
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Profilo Autore: Ealain  

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la paura che uccide

non è di morire,

ma  di chiudere gli occhi


di voltare la pagina

e ricordare soltanto

il fruscio della carta

che cade

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Profilo Autore: garofano a.  

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Si erge austera e inflessibile l'acre guerra 
col suo scettro di morte
in mano superba
e il suo urlo furente contro 
nazioni da conquistare,
frantumando i frutti
del sudore e operato altrui! 
Oh guerra se solo i tuoi
carri armati sparassero
sui palazzi e sulle case 
non più colpi d'orrore
nelle impietose esplosioni
di morte e terrore, ma solo
e solamente petali di fiori multicolori in un effluvio
di puro gaudio e giubilo diverrebbe un gran campo
di allegria sul selciato dimenticato dall'oblio!
O se soltanto i tuoi missili intrisi di sangue innocente non seminassero più 
semi di stragi folli inaudite,
ma si tramutassero in fuochi d'artificio a festa
il cielo si ricolmerebbe
di esplosioni di emozioni scintillanti in quei
coriandoli di luce
per i nostri occhi non spenti 
dal tuo pugno di fuoco! 
Se soltanto o guerra
i tuoi soldati non fossero più tuoi burattini programmati
al male del potere ma fossero bianche colombe
portatori di parole di pace cinte d'amore avremmo
più sorelle e fratelli
da abbracciare,  
a cui inarcare sorrisi sinceri!  
Guerra, guerra antica
quanto presente ancora oggi, se solo ti spogliassi
dalle tue tetre vesti fatte
di acre atro che ottenebra
le tue vie sin dai tempi 
dei nostri avi,
non propineresti più il veleno delle tue macerie
sui nostri morti, 
non esisteresti più nei libri delle nostre vite, 
non piangeremmo più
l'amaro della tua pazzia! 
Ma respireremmo solo
e solamente 
la pace del cuore
la pace nel mondo!
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Dalla finestra aperta sulla notte

sfilano sogni inconfessabili.

Prendono forma, si animano.

Valige colme di dubbi si aprono,

vagano come ombre lontane

confuse tra realtà e fantasia

alla ricerca d'un bacio sbocciato

in un abisso chiamato amore.

Al pianoro delle ginestre

tessono trame di casto giudizio

brigando sotto le stelle

per ritrovare un bacio perduto

o forse mai dato.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Sarà l’Amore, ad apparirci nudo di fronte,

a tener conto di quanto abbiamo amato,

terrà conto anche dei minimi particolari,

e con il suo instancabile sorriso

ci collocherà nel parco degli innamorati,

in varie sezioni, per render facile individuarci!!

Con matematica acutezza ci valuterà

per quello e per cui abbiamo amato,

con tenace fantasia, conserverà a parte,

i nostri rapporti clandestini,

per questi nessun punto in favore ci sarà assegnato,

era abbastanza prevedibile

nella la sua saggezza trova noiosi e deludenti

simili momenti, si addentrerà in privato,

nel giardinetto dei sentimenti

per rivedere con calma e serenità,

a giudicare senza farsi condizionare,

l’amore generosamente offerto limpido e fresco,

nelle relazioni abituali della quotidianità!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Seguendo sideree luminosità
fui nel buio del tutto.
Un plico di scritti attendeva da tempo immemore...
Cercato da molti
mai nessuno seppe del suo essere,
seppur stolte figure,
nei cenni obliate,
trovarono luci negli specchi inesistenti.


“Guarda il riflesso
nel verso nascosto
tutto par vero
e nulla vedrai
perché smeraldi non son
gli occhi tuoi.
Volta pure il senso
rivoltalo ancora
e ancora volgilo.
Sempre vuota apparirà la cornice
che il cuor a te nulla dice.
Segui il bianco
e raggiungerai sabbie remote
ma non saranno mari
e nemmeno prati
e nel rigo non muore il tramonto
se dea non svela”


Pegaso alato amava percorrere ghiacciai di fuoco
e sabbie d’acqua
nelle notti d’Orione
le dimensioni s’aprivano nell’infinitesimale assoluto.
Ogni regola non era scritta
e le nebule varcavano anime e ragioni.
Non v’era passo e non v’era ceppo
ali o catene.
Luce e buio cosmico
silenzio e silenzi
costruivano il grande carro della sapienza.
Il nord indicava sidus polaris senza indicare
e ciò che altri pensavano d’aver compreso
era polvere nella polvere universale
incoscienza nella coscienza degli elementi.
E Pegaso alato amava percorrere ghiacciai di fuoco
quando il tempo delle adunanze evocava i regni di cristallo
e i re dei mille inganni.


Scioglie il fiocco eburnea pelle
di giallo vestita
d’ambra scura rivestita
nel suo altalenare di segni
s’imbeve ancora d’inchiostro
nel segreto che non sa
nella passata realtà.
Se d’angora e porpora
furono i versi dei poeti,
di sangue grondante
s’irrigò ella per ricordare
d’esser stata viva
un tempo nel tempo
quando le vite erano nel tempo,
quando anche i violini della notte
avevano gocce con cui suonare
senza che alcuna pioggia irrigasse
l’anima.
Senza che le statue di marmo
dovessero morire per comprendere le proprie striature,
nel grigio e nel nero
s’intinsero le memorie e danze di parole
amarono nelle notti stellate
nelle sere dei venti
nelle pianure che la tristezza percorrere
quando la luce dell’anima si spegne.


“Sì, fui siderale dentro
e inesistente allo sguardo,
come uno specchio che non riflette
infinite volte provai a voltarmi
lasciando che l’apparenza
morisse come nelle braccia d’un irriverente marzo
s’acquieta il gelo delle nevi.
Ora di me scendono rivoli di gocce
e son ghiacciai sciolti
che nella pace del fiume
anelano alle foci della conoscenza
dove ogni acqua
comprende d’esser mare”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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