in un meriggio offeso dalla bruma
col mare a pochi metri che esitava
a farmi un cenno di saluto atteso.
Non c’era d’orizzonte alcuna traccia.
Nel grembo di quel cielo deformato
dovevo immaginar la linea astrusa
per esser certo almen di un’illusione.
Poi, quasi per prodigio inaspettato,
la calma dentro e fuori fu più densa
e mi permise introspezione cheta
nel volger del mio sguardo a riva e all’onda.
Ripristinata attorno l’armonia,
un sole stanco di non primeggiare
aveva ritrosia e s’attardava
nel prepararsi al rito del tramonto.
Esplose la bellezza nel mio cielo
unito al mare e pur da lui diviso
con una retta linea finalmente
ignara forse del mio gran stupore.
M’apparve in quel meriggio una gran scia,
sull’acqua vidi d’una luce un fascio
con dentro inciso un bel sorriso eterno.
Avrei voluto scrivere di Dio …
Quando sono entrato per la prima volta,
nel tuo cuore, una pasticceria fornita
di zuccherosa passione, giovane, e affascinante,
mi apriva un percorso spirituale,
dove dimorare silenziosamente!!
Una conversazione oggi, una chiacchierata domani
hai prestato su me le tue attenzioni
pressoché quotidianamente
riscontrando pratico il tuo fascino
hai scatenato la mia passione,
sapevi perfettamente la tua valenza
mi hai lasciato libero di adattarmi
e non hai risparmiato energie: attraverso il sorriso
hai centrato il bersaglio, del cuore, non è necessario
dirti che mi hai trovato impreparato
alla più grande sfida!!
Vola tra palline di polline
Dopo un infinito inverno
Fotografo in un atto
Un graffio, attimo sfocato di mondo
manovrato da un dipendente ATM,
le porte si aprono in sincronia,
si entra tutti con poca allegria.
Attesi da una giornata di sacrificio,
tutto il giorno seduti in ufficio,
ognuno si prepara a viaggiare,
tutti chini sul proprio cellulare.
Io invece no, mi guardo intorno,
e vedo una donna con viso adorno,
due bei orecchini ha messo stamani,
una bella borsa stringe tra le mani.
Ha lo sguardo triste di chi è sola,
neanche con il telefono si consola,
mentre nei suoi pensieri sembra assorta,
arriva la sua fermata ma non se n'è accorta.
Si alza di scatto dalla sirena rapita,
alacremente si dirige verso l'uscita,
la vedo dileguarsi attraverso il finestrino,
mentre se ne va via con il suo destino.
Ho fatto il turno di notte
Lavoro in ospedale
Sono stata vicino a chi ha bisogno
Amo L’Italia
Ma il mio cuore si divide
Si spezza solo dal pensiero
Presentimento...
E tanta paura
....sono ucraina!!
Figlia di guerra
Madre di guerra
Nipote di guerra
...il mio corpo non ha più anima
È volata via ... come un razzo , un missile
Uno di quelli che ci sono sul cielo di Kyiv, di Chernobyl ...
Povere anime
Sto pensando la casa dei nonni
Il fiume.. la montagna ...
Anche il cielo può abbandonarci
Anche il mare
Sai quando si rifiuta e si ritira
E poi colpisce di nuovo
Nel silenzio
Ho visto tante volte sulle spiagge del Adriatico
Sono la riva …
In ospedale abbiamo la vista al mare
È una fortuna d’avere un po’ di aria fresca
Se i tempi non ci permettono..
Ora vi prego
Vi prego col cuore
Di fare un pensiero , una poesia d’amore
Per il mio paese
Per la mia Terra
Perché i versi , i mari
Ed anche le terre
si “ incontrano “.
Amen
( dedico a babbo , che oggi è il suo compleanno) 25.02.2022
L’idiota
Forza e potere …..che gli imbecilli,
inconsapevoli del male,
il consenso primitivo coltivano nelle valli di sangue
imprigionando le mani
a una catena di fango e di morte.
Applausi e approvazione …..
nelle piazze rumorose degli uomini senza occhi
con parole che bendano la libertà.
Il giorno fluisce nel buio.
L’idiota beve il suo calice
con ingordigia nelle botti grasse
che la folla gli ha donato.
L’anima della tirannia esecrabile ora è manifesta …..
nel castello di carta dorato.
Ubriaco di forza e potere
il pensiero elevato nelle fogne della viltà adesso dimora.
Il vento soffia ….
la bandiera si aggroviglia nel suo stelo
le mani stringono il pugno
e nei cimiteri il pianto delle madri che accarezzano le croci.
La sofferenza ringhia
e gli applausi forgiati creano le lame scintillanti nel dolore.
Ora tutto è compiuto ……. e
gli idioti soffocheranno sempre nel loro stesso rigurgito.
attraversa l'orizzonte
a est, verso il Mare.
Un cielo dopo l'altro
disegna il nuovo mattino,
sopra i tetti delle case,
sopra tutte le cose
e le chiome degli alberi.
Arranca tra le nubi il Sole,
dipingendo d'aurora
il volo degli uccelli
e il volo di un aereo
che, di scìa in scìa,
lentamente scompare.
Vorrei lacrima indifesa essere sorriso,
che fragile scioglie le labbra
s’unisce agli occhi e dagli occhi al cuore e dal cuore alla bellezza
che tu roccia eterna contempli .
Vorrei divisa a metà nutrire il grembo,
amare gli attimi e come neve soffice nascondere il vuoto ,
sgranare la solitudine,
sradicare le paure,
frantumare la furia e non sentire il suono .
Vorrei parola muta essere boato,
esplodere in mille artifici
e splendere senza cadere in silenzio,
agghindarmi di porpora i capelli
imperlare le mani di rugiada
e giu’ in semi di bene
nell’armonia del tuo rifugio
perdermi.
Negli ultimi anni, hai motivato,
con le migliori intenzioni,
con passione travolgente, hai fatto passerelle,
che non intendo dimenticare
per dedicarti totalmente a me,
hai sostituito la tua vita con la mia, un sogno
clamoroso, sbandierato con amore autentico,
sei diventata la regina del mio cuore,
intrattenendoti in ogni contesto,
in ogni situazione per tutto il tempo!!
Per me è stato sin troppo facile cambiare vento,
in ogni momento delle tue visite al mio cuore,
non hai mai incontrato nessuna opposizione,
il cuore da subito ti ha riconosciuto
il diritto di pernottare, con dimostrazioni di affetto,
festeggiandoti e consegnando a te decidere
del nostro vivere, seguendo i tuoi valori!!
case bianche,ordinate
dove è facile arrendersi
sulla parete, il televisore
sembra coprire un buco
nessuno lo ascolta
ognuno con le proprie voci in testa
a fare a botte con il tempo
wanda sfoglia un quaderno
c'è un glicine tra i fogli
dal muro le ultime notizie
cadono come l'autunno
case bianche, letti uguali
gianna dice di conoscermi
che nel quarantasei non avevo la barba
annuisco le sorrido,talvolta
è più rossa la bugia di una rosa
tre riviste una tombola
fanno colore sulla credenzina
qualcuno fissa il tavolo
forse parla con le briciole
di marco che si vede poco
dell'inverno che non finisce mai
case bianche ripostigli
dove ogni goccia sul viso
annega più della morte
ogni tanto un urlo
per tornare in braccio
ogni tanto un occhio, alla porta
che ritorna solo
non ho parole per uscire
ne chiusure d’eleganza
solo la tremenda voglia
di un caffè tra i vivi
Volevo brindare al pensiero libero
e mi sono ritrovata
all'ombra d'un sogno infranto.
Caos e cruenti conflitti
restrizioni e urla
innocenze spezzate,
distruzione e morte.
Volevo ricamare nuove storie
senza dover rammendare
vecchie pezze strappate
dal vento gelido e sferzante
che infuria incessante
tra ossessivi boati di morte.
Brinderò alla pace ritrovata
quando tutto sarà quieto
e la neve avrà smesso nel suo adagio
di colorarsi di rosso scarlatto,
sciogliendosi al primo raggio di speranza
d'un piccolo fiore sbocciato
tra lacrime e sangue.
là, scorrevano i fiumi di Sion...
Canzoni di giubilo cantavano.
Sulla sabbia di quei luoghi ameni
tracciavano quadrilateri complessi
sulla circonferenza di pi:
canzoni di gioia, fra i salici del tempio
del Vivente tale che tante quasi idiosincresie.
Ho amato ed ho osservato
- da esule di Sion - persino la pietà!
Un brivido mi scosse nella schiena,
tanta era la sua onniveggenza!
E furon piene.
Or fiore sboccia
in nuda terra.
Di te
silenzio,
quiete nel manto verde.
E cime innevate.
E ogni cosa parla
nel vento nuovo,
in quello che fu.
Come se niente fosse
ti sento
ovunque tu sia,
ovunque lo scricchiolio d'un ramo
segna passaggio,
nel cinguettio del mattino
nell'assonnato dormire
del crepuscolo,
nei grilli della notte.
E...
Come se niente fosse
ti prendo per mano
in questa meravigliosa vita.
Oggi e sempre,
senza assenze
saremo amici.
Semplicemente
Amici Unici.









