Eletto a minoranza
per sovrastare Dio
anche nel diritto alla salute
fede di vita e di morte
in esclusiva dipendenza
dell’angolo di spesa
… ulteriore, soldo furbo
non si trattiene.
Traccia confini
tra buoni e cattivi, tra
solventi e vernici.
Anche se a preservare
dalla ruggine il futuro
non è certo l’acqua
seppur regia, che rimane
fortemente ossidante
- condizionante - ma
preliminar costanza
armonica sostanza
l’indispensabile goccia
di ogni altra formica
giacché non sbricioli
il castello
lasciando solo carte sparse
sopra il tavolo … operatorio.
sono le donne di una donna sola
l’amante l’amica la compagna
la mano del piacere
la cravatta
sui pantaloni a righe
La mia risata è un urlo
il tempo
uno sfregio nella melodia
la culla è un rivolo di rughe
dove separo in gocce i mari
l’ultima brillava riflesso un anticristo
per l’ipocrisia
di chi lucida i propri genitali
e tradisce
la mente
sono la luce vile
di un esercito di candeline buie
che non ha mai rubato niente
e non si costituisce
che non si spogliano mai,
ne con il freddo, ne con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Riflettendo, non so se si può scappare dal nostro mondo di sistemi
Forse saremo troppo giovani, ma non senza problemi
Sparpagliati e rinchiusi nelle nostre gabbie di teoremi
Nessuno che ci prenda sul serio, forse ci prendono per scemi
Noi vecchi dentro, fuoriclasse, solo cause di problemi
Tra i giovani, fuoricasta, quelli che scrivono poemi
Quando cadiamo troppo in basso, poi nessuno che ci sollevi
Non vecchi ma morti, dentro al petto crisantemi
Al mio grido di carica romperemo gli schemi!
del non saper ascoltare oltre sé
sta per nascere
sulle ceneri
di ciò che rimane,
generazioni perse
a contemplare
una luce finta,
ad abbracciare
un sorriso virtuale,
dimenticando
il bagliore naturale
delle stelle che guidano
la loro vita,
e il calore del corpo
che infonde coraggio
nei più fragili.
La pace finta non finisce,
la guerra vera non inizia,
l'amore puro si perde
tra le pagine di un libro
che molti non leggeranno.
Come un fiorame rosso
sventagliato sul mare
dove stelle furtive
incalzano la notte .
O un cesto di succose ciliegie
sensuali e aspre amarene
tra le foglie verdi .
Incarnata a ponente
ove riflessi passionali e istintivi
sui tetti
ricamano fili di luce tersa .
Indigente , sgargiante tra
le erbacce e
misteriosa tra i papaveri .
Concentrata la Domenica ,
dove il succo rosso gustoso dei maccheroni
è generoso di tradizione sulla tavola .
E più dolce della rugiada del mattino
in una coppa di vino consolatore,
compagno di sapori fruttati
freschi , armonici , equilibrati.
Così Calabria sei
“rossa d’amore”
poesia aggrovigliata di paesaggi ,
di silenzi ,
selve e rive
sdraiate al sole .
Meglio stare nel bunker
è stato detto da più parti.
Parti anche di certo pregio
perché avevano partecipato
sì, magari solo giocando a
nascondino, quello si poteva
ancora bambino. Peggio che
la guerra. Almeno là sapevi
da dove il pericolo giungeva
ora è un guardarsi da tutto
e tutti, sperando nel domani.
Allora meglio stare nel bunker.
Attendono
coriandoli
e caramelle
migliorino,
e ritornino
quei tempi
di abbracci
e baci, ora
relegati
al vento
regalati a
inoculati
parassiti
Dicevano…
ricadranno
tante colpe
dei padri sui
figli. Oggi
par’inverso
l’assente
mascherina
toglie lavoro
al padre che
smarrito
si trova a
dover lottare
con barriere
salute e fame
dove l’unione
si fa forza.
le parole,
intenso l'amore
le spoglia
cadendo in noi,
come foglie
sincronizzate
al battito dei cuori,
complici,
occhi negli occhi
tra teneri baci assaggiati
da morsi innocenti,
mi disseto di te
mentre tu,
non ti sazi mai di me.
Prima di parlare,
prova a dire una parola senza la voce.
Prima di gridare,
fai cadere un peso sui piedi e non urlare.
Prima di sentire,
tappa le orecchie e odi quel che ti dicono.
Prima di vedere,
chiudi gli occhi e prova a salire una scala.
Prima di schernire,
guardati allo specchio e deridi i tuoi difetti.
Prima di fare il bullo,
fallo con te stesso e decidi se farlo con altri.
Prima di deridere,
pensa che lo fai solo con uno sfortunato.
Lo offendi in tutti i modi ma non ha colpe,
non ti accorgi che sei tu, l’handicappato.
Al posto del cuore hai una pietra,
al posto dell’anima hai un cancro,
al posto dello spirito hai la morte,
non sai cosa t’aspetta, dietro la porta.
..… E allora, ridi soltanto di te stesso!
Piangi solamente per la tua sventura!
Aiuta coloro i quali ne hanno bisogno,
solo così ti sentirai d’esser vero uomo!
Non mortificare chi è già mortificato,
non insultare mai un sordomuto,
non godere del disaggio di un cieco!
se vuoi fare il bullo, fallo con te stesso!
Dialetto reggino
Sta luna
Mentri mi vardu i ricordi,
stenta, sta luna, a farsi virìri
pu schiantu d’esseri indiscreta.
E pinzàri chi mi firriinu pa testa
certi siri cha idda mi raccumandavu
quandu cuntavu i sòi riflessi
nta nu mari chinu chinu i sugni…
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Traduzione italiana
Questa luna
Mentre ai ricordi volgo lo sguardo,
stenta, questa luna, a mostrarsi
quasi avesse paura d’essere indiscreta.
E pensare che mi tornano in mente
certe sere che a lei mi consegnavo,
quando contavo i suoi riflessi
in un mare stracolmo di sogni…









