in un silenzio blu arancio
per le ombre che hai sempre combattuto
lancerò fiori recisi, chiama i vicini
li raccoglieremo insieme, all'arrivo
ora non piangermi
ho la tua giacca la fodera strappata
insegnami come parlarti
ancora un blues nell'aria
toccarti
una risata
a mio fratello
Abbràcciati, forte abbràcciati
stringiti nell’anima.
L’amore è lì, sgorga da noi e
non lascia soli, non abbandona
la sua culla d’oro.
Abbràcciati, abbràcciati tanto, sentiti.
In questa solitudine di dolore
ogni cuore che ami sarà da te,
a te volerà dalla gabbia più improbabile
dal sentiero più irto,
dalla condizione più impossibile…
Abbràcciati, l’amore chiama amore,
dissetati alla tua stessa fonte,
ti allagheràun po' inquietanti
profondi e grandi
grandi come il mare.
Un mare come un lago
lago nero, dove nuotavano cigni neri
noi due soli nella tempesta.
Eravamo due soli neri
che si comprendevano a meraviglia
da distanze un po' squadrate e parallele...
Da una parte l'intellettuale
dall'altra la piccola ragazza
che ero, teneramente dolce
generosa, verso quell'avventuriero.
Complici ma distanti
lui, l'intellettuale esistenzialista
io, la piccola fiammiferaia stile Brian Jones.
Non ci siam persi di vista.
Eravamo come due cerbiatti
nel meraviglioso mondo sospeso
della musica.
un bacio, un sospiro.
Lo chiudi un pensiero
che vola sincero.
Lo chiudi l'amore
brillante di sole.
Speranze, diverse
perdute, cambiate.
Intorno la nebbia
assorbe la luce,
lisciando rispetto,
contorno confuso.
Si perde il sapore
di semplici storie,
si piomba in voragini
contorte e spoglie.
Tornerà la stella
che segna il destino,
diversa ma bella
in occhi spauriti.
La fame di vita
contorce la pancia,
cominciano incerti
i passi accennati.
L' aurora, la brina
risvegliano i sensi,
fiumi impetuosi
dimenticati e spenti.
una sera di dicembre,
di aspettare invano il ritorno,
quando tra le pieghe dei giorni
ti sentivo essermi
scenario senza luci.
Ho smesso,
di continuare ad accendere
l’abat jour dei ricordi,
ed ho spento la voce
di quei ricordi affollati
al capezzale del cuore.
Siedo, in quelle crepe che ho dentro,
quando a sfogliarmi nei giorni
mi sento un calendario
senza santi da ricordare.
E mi raccolgo le parole,
smarrite per strada,
ingoiate dal dubbio,
quando al calare della notte
anche la luna mi guarda afflitta.
Sapessi amarti di quell’amore
che il cielo dona al mare,
distanti ma presenti.
Potessi dirti quanto di te
ancora resta nel profumo
d’una sciarpa appesa
nell’armadio dei ricordi.
Ma resti un racconto da dimenticare,
sforzandomi di tacere l’emozione
in quei perché senza rispetto,
quando a scompigliarmi le ore
resti un sogno infranto
sul finire dei miei giorni.
assai contento,
ne mancava solo il nome,
così ricco in ogni cuore.
una nuvola abbracciò due vette brune,
con la notte che andava diradando
sul bosco di sempreverdi.
Come lo erano gli anni di lei.
Sfiorandole i seni scese piano lui
e ancora, piano fin dove
la notte si sentì accarezzare sull’uscio.
intensamente come una donna innamorata.
Si strofina per farmi capire
che da me vuole carezze
perché vuole dolcezze.
Allora io la carezzo dolcemente
e sento il suo dolce rumore.
Lei mi gira intorno
strofinandosi tra le mie gambe
perché sente odori
e perché vuole ancora carezze.
Continua a farmi miao
ed io le dico ciao
Alla mia gatta pazza di me.
Dirada il vento
tra pensiero che resta acerbo
quel crescere esteriore
che all'albero non trattiene
mentre d'inverso pari passo
senilità e senno
si predispongono agli opposti
e senza fretta
l'invaiatura attendono
per l'invernale brucatura
- bacchiati o pettinati siano -
che lascia spazio
a nuove foglie
... a nuovi frutti
ché si è formato
il tempo.
Su! Agitate i freddi calamai,
date luce agli anneriti inchiostri,
affilate la punta delle penne!
Io non so scrivere di certe cose,
d’abile verso che catturi i cuori,
e un aiuto adesso qui mi serve
perché si leggano i vecchi riti.
State quindi ad ascoltarmi bene
giacché dovrete al meglio poetare
quel solo istante che cattura l’uomo
che, innamorato cotto e poi stracotto,
riceve infine amore dall’amore
a cui lo aveva chiesto e poi richiesto.
Mi raccomando, date voi risalto
a quanto a lui accade proprio dentro,
durante quel bel viaggiar del bacio,
labbra su labbra bene inchiodato
per scoppiare al primo seno nudo.
il manto equino è fulvo
il nero si sposa col caffelatte
panna liquida col verde dei boschi
la mia sciarpa impazzita mi avvolge
in un gioco di chiaroscuri sonori
si assottiglia in filamenti minacciosi
in nodi inestricabili come guglie
arabescate
in piramidi e giungle si alternano
i merletti, i fori danzanti
i fiori danzanti...
Svanita è questa sera
di magica atmosfera.









