Il primo bacio fu all'alba d'un autunno
di cobalto. Dichiarò alla stampa Tek Willer detto Aquila della Botte.
Le foglie stanche di cadere si suicidarono sui rami
con un bastoncino per le orecchie.
Il solco del solco morì nel solco e Flash Gordon passando sotto un albero
cercò di distogliere la natura dall'intento.
Intanto pioveva a sacco e non avendo ombrello
colui che passava, passò in un bar
dove era acceso solo un lume.
Al bancone s'aggiunse un disabilitato 899
figlio dell'amico Antenore di Troia.
Ulisse invitato non invitato
andò in fiamme per la rabbia e si scolò nel PeloPeloso un apericavolo
alla zucca.
Si venne a sapere da una locandina appesa alla toilette che
al teatro Verdi si rappresentava “Il tempo del gambero”.
I pescatori di cozze, avuto via sms la notizia, lasciarono la laguna
e manifestarono con i pescherecci in piazza delle erbe.
Kit Kat Carso pard di Tek Willer
aveva lasciato le Alpi e s'era trasferito in una Dacia
parcheggiata in divieto di sosta; ma questo non gli aveva impedito d'unirsi al vecchio amico.
Gli operatori asociali, notata la calca, fecero irruzione nella sala e ordinarono a tutti gli astanti di astenersi dall'astenersi.
Il conto fu pagato da un benefattore sconosciuto tramite una bonifica totale del locale.
Le mosche avevano compreso tutto e, dopo aver indossato
una muta da sub, sottoscrissero esse pure l'accordo sul clima.
Il climatizzatore improvvisamente si ruppe e la festa si spostò
in un caffè senza porte per consentire di purificare l'aria.
Suonava in quel locale un certo Pedro Occhi, di origine Messicana, alcune canzoni stonate intonate con il colore delle pareti.
Anche Kit Kat e Tek s'unirono al party messo in scena all'ora di cena.
Al teatro, nel frattempo, erano finiti i gamberi e i proprietari
avevano fatto fuori le scorte di patatine salmonate.
Arrivò Omero e volle scrivere un articolo su Oggi che sarebbe stato pubblicato all'indomani della terza guerra Punica.
Il sindaco Enrico Azzannato, avvisato dal comandante della pulizia urbana
il colonnello Custom, offeso per non essere stato invitato come Ulisse, emise
un'ordinanza in cui vietava la pazzia in pubblico.
Erano leciti solo gli illeciti commessi in domo propria.
Lo ius deretani fu convertito in cous cous tramite motu proprio.
La città era oramai assediata e il capo dei Ciocioni Incalliti,
Penna Rigata al sugo, si preparava ad attaccare le mura.
La salvezza però sarebbe arrivata dal Mar dei Tini.
Un contrabbandiere di bandiere infatti sarebbe riuscito a introdurre oltre la cinta un ritrovato chimico che decuplicava i nomi dei popolani.
Fu così che gli astanti del party spaventarono le tribù dei Ciocioni
che levarono l'assedio e si assediarono da soli per passare il tempo.
Era tempo di finire la storia e la storia finì.
I due compari: Kit Kat e Tek, soddisfatti comprarono un allevamento
di polli aviatori aviarici e si misero a esportare poesie scritte con il rosso delle uova.
di cobalto. Dichiarò alla stampa Tek Willer detto Aquila della Botte.
Le foglie stanche di cadere si suicidarono sui rami
con un bastoncino per le orecchie.
Il solco del solco morì nel solco e Flash Gordon passando sotto un albero
cercò di distogliere la natura dall'intento.
Intanto pioveva a sacco e non avendo ombrello
colui che passava, passò in un bar
dove era acceso solo un lume.
Al bancone s'aggiunse un disabilitato 899
figlio dell'amico Antenore di Troia.
Ulisse invitato non invitato
andò in fiamme per la rabbia e si scolò nel PeloPeloso un apericavolo
alla zucca.
Si venne a sapere da una locandina appesa alla toilette che
al teatro Verdi si rappresentava “Il tempo del gambero”.
I pescatori di cozze, avuto via sms la notizia, lasciarono la laguna
e manifestarono con i pescherecci in piazza delle erbe.
Kit Kat Carso pard di Tek Willer
aveva lasciato le Alpi e s'era trasferito in una Dacia
parcheggiata in divieto di sosta; ma questo non gli aveva impedito d'unirsi al vecchio amico.
Gli operatori asociali, notata la calca, fecero irruzione nella sala e ordinarono a tutti gli astanti di astenersi dall'astenersi.
Il conto fu pagato da un benefattore sconosciuto tramite una bonifica totale del locale.
Le mosche avevano compreso tutto e, dopo aver indossato
una muta da sub, sottoscrissero esse pure l'accordo sul clima.
Il climatizzatore improvvisamente si ruppe e la festa si spostò
in un caffè senza porte per consentire di purificare l'aria.
Suonava in quel locale un certo Pedro Occhi, di origine Messicana, alcune canzoni stonate intonate con il colore delle pareti.
Anche Kit Kat e Tek s'unirono al party messo in scena all'ora di cena.
Al teatro, nel frattempo, erano finiti i gamberi e i proprietari
avevano fatto fuori le scorte di patatine salmonate.
Arrivò Omero e volle scrivere un articolo su Oggi che sarebbe stato pubblicato all'indomani della terza guerra Punica.
Il sindaco Enrico Azzannato, avvisato dal comandante della pulizia urbana
il colonnello Custom, offeso per non essere stato invitato come Ulisse, emise
un'ordinanza in cui vietava la pazzia in pubblico.
Erano leciti solo gli illeciti commessi in domo propria.
Lo ius deretani fu convertito in cous cous tramite motu proprio.
La città era oramai assediata e il capo dei Ciocioni Incalliti,
Penna Rigata al sugo, si preparava ad attaccare le mura.
La salvezza però sarebbe arrivata dal Mar dei Tini.
Un contrabbandiere di bandiere infatti sarebbe riuscito a introdurre oltre la cinta un ritrovato chimico che decuplicava i nomi dei popolani.
Fu così che gli astanti del party spaventarono le tribù dei Ciocioni
che levarono l'assedio e si assediarono da soli per passare il tempo.
Era tempo di finire la storia e la storia finì.
I due compari: Kit Kat e Tek, soddisfatti comprarono un allevamento
di polli aviatori aviarici e si misero a esportare poesie scritte con il rosso delle uova.
