Ci siamo trovati un giorno
per errore o per incanto
nel castello dei mosaici
c’era il salone degli specchi
c’erano gli stucchi dorati sui tetti
le pareti dipinte da un pittore
con problemi di coscienza.
Il mattino che vi tramontava
e il sole che ci baciava le guance
come per un saluto, le arance
appese in cielo, ci abitava
la bellezza, vi sostava la danza.
Un’artista discinta, lo scrittore
ubriaco d’estate, i putti matti
a ridere degli angeli vecchi
con l’aureola in divieto di sosta, i laici
in preghiera dopo la morte, il canto
che ti ho rivolto prima che finisse l’inverno.


Commenti
Ciao!
Aurelio
La tua poesia cattura sempre... Ti saluto caramente... Ciao... ^.^
Ma le cose belle capitano sempre per caso, quel caso che interrompe i soliti schemi quotidiani e tutto ci sembra davvero strano o sottosopra .
sottosopra: che meraviglia!......... ............Complime nti................H ERA