Il passo leggero, un altro emisfero

del cervello, il tuo dentro il mio

e la libertà che provo, senza te

non sarebbe che la proiezione

di un sogno. Da queste nubi a strati

da cui guardo la terra, il primo

a sgombrare il dolore, poi il respiro

come soffio di baci e il profumo

a stordire ogni senso del reale.

E il tempo che potrei fermare

se non sapessi che c’è altro ancora

nelle tue ninfee e nell’anfora

che racchiude il nostro trasgredire.

Sento che mi abiti e che l’alveare

dei pensieri è in caduta verticale, fumo

a schermo di un altro giro

d’eruzioni della pelle, - avremo-

è il futuro che non conosco, ma i greti

delle tue acque sono il girone

del paradiso già scorso. E se

mi stupisco nell’invocare la carezza di Dio

è perché del tuo amore ho bisogno davvero.


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Commenti  

Antilirico
# Antilirico 29-07-2017 16:45
Molto bella, si legge d'un fiato. Notevole...
Hera
# Hera 30-07-2017 13:16
I greti come i segreti delle tue acque... solo il tutolo è già amore!
Notevole per dirla con le parole di Antilirico.......... ........saluti
Ibla
# Ibla 30-07-2017 15:59
Mi aggiungo volentieri al giudizio " Notevole".
Con ammirazione da Ibla.

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