Il passo leggero, un altro emisfero
del cervello, il tuo dentro il mio
e la libertà che provo, senza te
non sarebbe che la proiezione
di un sogno. Da queste nubi a strati
da cui guardo la terra, il primo
a sgombrare il dolore, poi il respiro
come soffio di baci e il profumo
a stordire ogni senso del reale.
E il tempo che potrei fermare
se non sapessi che c’è altro ancora
nelle tue ninfee e nell’anfora
che racchiude il nostro trasgredire.
Sento che mi abiti e che l’alveare
dei pensieri è in caduta verticale, fumo
a schermo di un altro giro
d’eruzioni della pelle, - avremo-
è il futuro che non conosco, ma i greti
delle tue acque sono il girone
del paradiso già scorso. E se
mi stupisco nell’invocare la carezza di Dio
è perché del tuo amore ho bisogno davvero.

Commenti
Notevole per dirla con le parole di Antilirico.......... ........saluti
Con ammirazione da Ibla.