E quel batticuore che ritorna nei versi

 

come a scapigliarsi, un’acconciatura diversa

 
per ogni volta e la rotta sconosciuta

 
è un rimorso che risuona lento, che batte le ore

 
a intermittenza. Poi ci sono solo suoni

 
a intrecciarsi, sillabe e pensieri complessi

 
nel torto di avere ragione. E l’alba di un’immagine

 
che ci sfiora, veloce e sensuale, di bocche

 
che si toccano ancora e di sensi al galoppo

 
in prossimità del traguardo. C’è il groppo

 
alla gola e il rischio di prendere stecche

 
nell’esecuzione perfetta del canto. L’origine

 
si sposta ogni volta, come il confine, gli stessi

 
non saremo più, filo e ago, a volte bottoni

 
di camicia bianca o anche fiamma e candore
 

sul palco della vita, ti avrò o ti ho già avuta

 
poco cambia, se in questo sfogliarsi alla riversa

 
c’è il gioco che ci contiene e il nostro amarsi.

 

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