E ti sento anche se stiamo dormendo

respiri asincroni, poi sottovoce

-per non essere sentiti- gli echi dell’amore

nei vocaboli. Brevi conciliaboli, c’è la notte

per restare aggrappati al nostro fiato,

forse, ti dico, ci siamo sempre amati

ancora prima di conoscerci. Nelle estati,

esposti allo scirocco e nell’inverno desolato,

nelle discese a perdifiato verso le grotte

del cuore e nel procedere nel dolore

verso l’inferno: quindi un passo verso la foce,

un fiume carsico da guadare correndo. 
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Commenti  

Giò
# Giò 09-12-2017 21:03
Una poesia d'amore che è una dichiarazione di vera passione.
Sempre un piacere. Ciao.. ^.^

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