E ti sento anche se stiamo dormendo
respiri asincroni, poi sottovoce
-per non essere sentiti- gli echi dell’amore
nei vocaboli. Brevi conciliaboli, c’è la notte
per restare aggrappati al nostro fiato,
forse, ti dico, ci siamo sempre amati
ancora prima di conoscerci. Nelle estati,
esposti allo scirocco e nell’inverno desolato,
nelle discese a perdifiato verso le grotte
del cuore e nel procedere nel dolore
verso l’inferno: quindi un passo verso la foce,
un fiume carsico da guadare correndo.

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Sempre un piacere. Ciao.. ^.^