Tienimi per mano e stringimi forte

come nei giorni di pianto a dirotto

in questo tempo di foglie morte

e di pioggia sporca intermittente.

E poi guardami negli occhi, la lente

del fato ha scelto la sua rotta, con la sorte

appesa a un bagliore di stella, il torto,

la ragione ridotte a stanze senza porte.

 

Scegliamo la nostra cometa dalla fessura

dell’oggi: che ci riporti fuori dal gorgo

delle acque scure in favore di vento,

là dove la luce ha sfumature di verde.

Per ascoltare quel suono di sillabe sorde,

di corde d’arpa pizzicate in modo lento:

fruscii di lenzuola in movimento, l’albergo

è aperto e la poesia ha una nuova stesura.

 

 

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Commenti  

Henry Lee*
# Henry Lee* 20-09-2019 11:14
Piacevolmente condannato alla tua legge poetica rimango steso lungo la terra ad ammirare il tuo amore e come lo sai sfogare. Bentornato amico mio. HL.
Aurelio Zucchi*
# Aurelio Zucchi* 20-09-2019 18:07
Molta qualità poetica ed espressiva in questo testo. Piacere rileggerti!
Ciao
Aurelio

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