E dal finestrino oltre la nebbia
a ovest il marciapiede, pochi passi
per il bacio di benvenuto, poi di corsa
verso il congresso dei sensi, al relatore
un applauso d’incoraggiamento. E l’amore
in quella canzone che vorrei risentire, più mossa,
un giorno davanti a un altare di sassi
e fiori. Con il mare a bagnare la striscia di sabbia.
Ci guarderemo negli occhi
e il mare applaudirà
il coraggio
saremo mani e i corpi
arabeschi
il violino a corredo del sogno
pizzo e incanto
d'un giorno senza pioggia.

Commenti
La poesia.
Foglia al vostro altare.
Carla
E fortemente, ma molto fortemente invidiare.
Semplicemente divini
intinti nella poesia che seduce, incanta, sa essere vita.
Questa ci donate
fra le vostre vie d'aculei in metamorfosi
fra pagine ingiallite d'amore
ove il fiume sgorga e sboccia al mare
come anelli tesi al dove
a narrarsi storie di pescatori
mentre la luna ulula al mare.
Ailoviu
Carla
(Dio, se vi invidio!)