Ti porto con me
nella tomba dei perchè
e sono ambra
di te prigione,
alcova estinta della ragione.
Ti porto nelle pieghe del sangue
tra questa pioggia
che negli occhi langue.
Scorre il morso del pupazzo
nel termine di sciolte colline,
nel fuso sorriso d'un pazzo.
Scorre e sera avvolge
un ombrato sentiero
che più sconvolge.
Eri amore nelle maree
d'inesistenti odissee,
eri fuoco di gesso
nella polvere del nostro amplesso.
Ora
nella dissolvenza del correre,
vedo solo distorti flussi
persi nelle pozze sepolte,
nelle stanza a cui ancora bussi,
nelle scene dipinte su dimenticate volte.
Ora
son statica mossa
appesa sulla tua fossa.
Ora son ambra
di selvaggio pino
e nella notte osservo
il mio lontano destino.
nella tomba dei perchè
e sono ambra
di te prigione,
alcova estinta della ragione.
Ti porto nelle pieghe del sangue
tra questa pioggia
che negli occhi langue.
Scorre il morso del pupazzo
nel termine di sciolte colline,
nel fuso sorriso d'un pazzo.
Scorre e sera avvolge
un ombrato sentiero
che più sconvolge.
Eri amore nelle maree
d'inesistenti odissee,
eri fuoco di gesso
nella polvere del nostro amplesso.
Ora
nella dissolvenza del correre,
vedo solo distorti flussi
persi nelle pozze sepolte,
nelle stanza a cui ancora bussi,
nelle scene dipinte su dimenticate volte.
Ora
son statica mossa
appesa sulla tua fossa.
Ora son ambra
di selvaggio pino
e nella notte osservo
il mio lontano destino.

Commenti
in deteminate situazioni, a prescindere, dal nostro volere. Versi scorrevoli, pregni di assonanze che
ho molto gradito. Buon anno Giancarlo, Grace
Carla
Grazie Aita del passaggio sui versi, molto gradito.
Non amo le rime baciate...ma mi faccio forza e le sopporto perchè ci stanno, eccome!
Ahhhhhhhhhh...scrivere d'amore e saperlo fare. Thanks.
C