Bambole chiuse in una stanza
oppresse dal sistema stampato
nel modo di vivere.

Parole incomprese nella realtà di vie
emarginate dal mondo.

Vite appese a fili di cotone grezzo
senza colori
monotone come il loro inutile destino.
Storie scritte su stracci di pelle…

Contente d’essere uguali
d’essere finite.

Storie di quotidiana follia
vecchie come giornali abbandonati nei cesti delle immondizie
senza più petali rossi da sfogliare.

Rossi come i volti delle bambole
che lentamente nella discarica del cielo
perdono l’alito dell’esistenza

Eppure in queste evanescenze
sguardi ormai sepolti
dal canto delle lucciole,
sdraiati sui fondali della morte,
troveranno la strada per l’Eden della rinascita...

Troveranno ancora una volta il coraggio
di rincorrere i giardini delle paure
per esistere finalmente in un tempo
senza bambole di pezza.

Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 20-02-2020 17:52
Bravissimo mi piace molto, un Eden che non è proprio un paradiso, complimenti.
Giancarlo Gravili
# Giancarlo Gravili 21-02-2020 12:53
Grazie mille Silvana
Aurelio Zucchi*
# Aurelio Zucchi* 21-02-2020 13:54
Ciao Giancarlo, avevo immaginato fosse la tua. Di Eden possono scrivere in pochi senza inciampare nel banale.

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