Non è piacevole sentirsi come un'onda di mare che va e viene dalla battigia. Non è per niente bello sentirsi in bilico tra quel che credevi di avere e le incerte speranze di quello che avresti ottenuto e quello di cui sei sicuro d'aver perso per sempre e vorresti che tutto tornasse come prima.
Rimpianti? Nessuno. Rimorsi? Forse quello di fidarmi troppo delle persone sbagliate.
Scoraggiata? Si, ovvio. Ma non demordo.
Ho sempre lottato per ottenere ciò che ho voluto e ottenuto, mai nulla gratis, mai nulla mi è stato donato col cuore ma sempre con un fine, mai nulla mi è stato facile. Lotto ancora, anche se a volte mi cadono le braccia, anche se a volte tocco il fondo, anche se a volte vedo tutto nero, senza fermarmi un attimo per prendere fiato, perché è quell'attimo che mi fotte.
La vita? La prendo come mi viene... con sacrifici annessi e gioie quasi assenti.
Chiedo? Cosa? Perché, se poi alla fine ringrazio sempre e solo me anche quando non riesco.
A chi, che non mi fido più nemmeno di me stessa.
Fanculo a me, per tutte le volte che ho sorriso, di tutto il tempo che ho dedicato. Fanculo a me, per le volte che ho dato fiducia, per le porte che ho aperto. Fanculo a me, che ho dato tutto per scontato mentre lo sconto a me non lo ha mai fatto nessuno. Fanculo a me, alle mie scelte, alle mie decisioni, ai miei pensieri, ai miei dubbi. Fanculo a me e a queste lacrime maledette bloccate in fondo al cuore. Fanculo a me e alle onde del mare, alla battigia monotona, alla brezza ingannatrice, ai tramonti ammaliatori, alla sabbia bollente, al sole cocente. Fanculo a me e ai miei piedi malati, alla mia schiena rotta, alla testa che mi scoppia, al cuore che si spacca, al fegato stantio.
E fanculo anche a te che mi hai distrutta!

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