Solo ora ci ripenso
ora soltanto posso
se mi chiedo
come conobbi mia moglie
risponderei:
premendo il tasto della luce,
e lei appare, in piedi sorridente
nel mio negozio ancora chiuso,
scusandosi che la porta era già aperta,
allora è entrata.
Poi è ovvio,
ci conoscemmo, ci piacemmo
ci amammo e ci sposammo,
ma non procreammo,
e d'inverno
una bella sera
dopo tanto tempo insieme
non senza fatica e senza parole
sotto le coperte ci infilammo,
la luce spensi e lei
non era più nel letto
era scomparsa.
E piansi dunque
e i miei cinque sensi persi.
le più sacre stanze.
Con le note dei violini
che non manca
di clemenza,
di speranza.
il suo ammaliante
divenire,
(sembra non finire?)
Se,
respirando,
restiamo...

Virgole, punti,parentesi
simbiosi di voci
parafrasi
linguaggio dei gesti
ascolto dei suoni
gusto gli aromi
tocco con mani
guardo esplosioni di colori
cinque sensazioni
udire
musica lenta
toccare
il tuo viso
gridare
a squarciagola
vedere
il cielo immenso
odorare
profumo di mare
i sensi dell'anima danno corpo
esprimono le percezioni
aprono sbocchi
evolvono e dilatano
regalandoci il mondo
fatto di tutto.
con le sue tante Stelle
difficile smarrirsi
indicano sempre
una nuova via
per chi respira la terra
non esistono deserti
non vi sono campi nudi
nelle praterie del cuore,
quando troppo vento
addensa nuvole
a scuotere l’immenso
non muore la speranza,
una misura d’amore
giustifica ogni angoscia
e dà alla vita
un’altra dimensione.
perché questo congedo?
Dicono
totalmente ebbri di metallici pensieri,
Oh, la dolce sfida degli sposi!
E' l'amore... per terra,

è cosa seria,
tanto che...
a piccole gocce
vien data.
Ma non sempre
basta a colmar
cassetti pieni
di fogli bianchi.
Quasi come...
cattiva vendemmia,
che lascia vuoti
caratelli pregiati
d'antichi roveri.
Così l'autore,
con l'animo in pena,
s'abbandona...
beato lui!
Ed è soave
l'incontro,
tra poesia
e di-vin...tannino!
immobile e fiero
un maestoso e candido faro.
Così m'appare al tempo chiaro
il faro, la scogliera, il mare
e il volo disperato di un gabbiano
sospeso nell'infinità del cielo.
Poi tutto immutabile resta
al calar della sera
seppur nascosto dalla nebbia nera.
Me lo ricorda il faro acceso
nella notte scura
e la collina un attimo prima
di precipitare in mare.
Quando io sento
il calpestio di un bastonecercare il solido appoggio
quando lo sento
sfiorare la terra arsa
oppure un prato erboso
cosparso di tenere foglie
salire una scala
dal marmo sempre più freddo
quando lo vedo
stretto tra due mani
ruvide e stanche
cercare un passo sicuro
io mi chiedo
come può
un piccolo pezzo di legno
sostenere il peso degli anni
e la tristezza del cuore.
non fosse spento
su com’è fatto
l’inferno che ci è imposto
oggi s’è sciolto:
è tutto asciutto
non puoi più bere.
Nell’ardere d’agosto
ormai è dissolto
il liquido tormento
di non sapere:
è giunta l’ora
e questo è tutto.
Ti resta un osso
per rilassarti
staccare il freno
perché nessuno
può più salvarti
da questo lutto
né da te stesso
che più non teme
davanti a un fosso.
Con luce mesta
hai appreso come
si può bruciare
e respirare
in quel dolore
ancora pena.
se non si ha nulla a cui pensare?
Già mi vedo su quel dondolo in giardino
dondolando, dondolando, fino a intorpidirmi
il cuore.
Sto per lasciarti; e nemmeno lo saprai.
Allorché ti legai di blanda corda
scioccamente intessuta di ameni sogni.
Ora gli Dei -con saette- han mandato
una sentenza: "bandita per sempre
dalla casa di Morfeo".
Poiché mi guardava con occhio fallace.
Io condannata a vivere solo di terreno giorno!
Quanto può essere lungo un giorno
dondolando, dondolando su quel dondolo
in giardino?

D'amore ho vissuto
nella morbida carezza del sogno…
schiava del tuo pensiero
ho sempre pensato
che tu esistessi
anche attraverso la nebbia
che ammantava il tuo cuore.
T'ho aspettato tra la calma dolce
del silenzio,
t'ho sempre pensato,
ho superato i pendii di irte colline,
ho risalito crinali che sgretolavano sabbia
arrossandomi gli occhi
e portandomi affanno.
Fugge il mio tempo
nell'oro dei giorni baciati dal sole
o coperti di nebbia,
nelle notti senza stelle,
nel buio della solitudine
e del mio stanco errare
alla tua vana ricerca.
Ancora la vita mi lascia
con le labbra dischiuse
ad immaginare ciò che non ho.
Ma io con i suoni ed i toni
del mio testardo cuore
continuerò a cercarti…
Nell'ombra mi perdo
sotto aloni e tra piccole trame
di una mente che non riposa
e alacre lavora senza posa.
so' di non aver molto da dare
solitaria anima grigia
sporcata da sentimenti
che non sanno dare frutto
invoco a volte aiuto dal cielo
ma e' muto pure Dio
mi guarda e chissà cosa pensa di me
di questa donna strappata dentro
che in superficie e' piena di luce
che riflessa su gli altri dona pace
ma per lei, non né e' capace
cosi mi perdo tra soffi e parole
bruciandomi con il mio stesso sole.
non sono umani,
non hanno un anima.
Predatori d'innocenza,
nascosti dietro malattie inesistenti.
Crudeli,
avidi di potere.
La sola priorità é il proprio godimento,
mentale,
fisico.
Niente umanità,
caduti in un abisso senza fine.
Povere creature,
finite nelle grinfie
dell'aridità umana,
sono insudiciate
dal loro tocco malvagio.
Orrore,
disgusto.
Pochi vengono fermati.
Molti si fanno forza della paura,
delle povere vittime.
fattezze di gnomi
si esibiscono in squallide capriole;
percorrono
il letto di chiodi
senza mai scottarsi
come un manto erboso.
Lottano contro tigri fameliche
e non ne sono straziate.
Deridono con scritti sarcastici
Minano gli organi
con mali cronici e letali.
Spettri, spettri, dannati animali;
fiumi di sangue
scorrono nella mente;
annebbiano la vista,
sconquassano l'olfatto
con fetidi odori.
Signora morte
attende paziente
sul limitare.
L'affilata falce
non troverà tendini
da scollare
nè muscoli da tranciare.








