Il sorriso abbonda
nel viso degli sceicchi
dai denti luccicanti,
le pupille in filigrana
in turbanti mai turbati,
con i papillon ai carri armati
e l’argento vivo del mare di Dubai.
L’oro nero e noi al verde
come la speranza che dispera,
lo stridor di denti
e le pupille in fiamme,
invasi da turbanti turbolenti
e i carri armati sull’attenti
nella guerra per il rame dei centesimi …
3 commenti
Guardo il calendario: oggi è il 30 di dicembre
lo guardo ancora e ci vedo l'estate
Vedo il colore di un verde che si spegne
vedo occhi tristi riflessi in uno specchio
Vedo tanti fiori tante nuvole di fumo
tanti colori in quest'immenso cielo
tante luci che si spengono al mio passare
Vedo tante cose da raccontare
L'aria si fa pesante il poco cielo grigio
tante gocce gelate sono a terra
e bagnano i colori di un nero
che non va più via
Bolle di sapone color vermiglione
verde speranza e rosso amore
bolle che ti scoppiano sotto gli occhi
accecati ormai
lo guardo ancora e ci vedo l'estate
Vedo il colore di un verde che si spegne
vedo occhi tristi riflessi in uno specchio
Vedo tanti fiori tante nuvole di fumo
tanti colori in quest'immenso cielo
tante luci che si spengono al mio passare
Vedo tante cose da raccontare
L'aria si fa pesante il poco cielo grigio
tante gocce gelate sono a terra
e bagnano i colori di un nero
che non va più via
Bolle di sapone color vermiglione
verde speranza e rosso amore
bolle che ti scoppiano sotto gli occhi
accecati ormai
Divagazioni aritmetiche
spalancano angoli smussi
d'entrate secondarie
dalle sensazioni primordiali
sui guangiali precotti
appoggiati ai lati del cuscino
e i capelli arruffati disciolti
pettinati con corde d'avorio
dei tappewere reconditi
ultrasuoni le mani
poi brame artigliose
graffiano schiene gia ruvide
appoggiate a fili spinati delimitanti
amore ed odio
e conditi con lame di limone
a caratteri insinuati
sperduti nelle parole
groviglio solo di lettere
messe a caso per costruire parole
inutili
e divergenti
spalancano angoli smussi
d'entrate secondarie
dalle sensazioni primordiali
sui guangiali precotti
appoggiati ai lati del cuscino
e i capelli arruffati disciolti
pettinati con corde d'avorio
dei tappewere reconditi
ultrasuoni le mani
poi brame artigliose
graffiano schiene gia ruvide
appoggiate a fili spinati delimitanti
amore ed odio
e conditi con lame di limone
a caratteri insinuati
sperduti nelle parole
groviglio solo di lettere
messe a caso per costruire parole
inutili
e divergenti
Concedo gli artigli
ai silenzi
sul comodo manto
della notte;
le piccole ombre
appaiono nitide agli
occhi,
dove il freddo
ai silenzi
sul comodo manto
della notte;
le piccole ombre
appaiono nitide agli
occhi,
dove il freddo
è pietoso e richiama
la morte.
Mesta, la vita;
s'adagia al mio giorno
d'inferno,
dal volto nero
e sorriso impuro.
Ed io
dilato pupille
alla paura,
con la faccia sempre
rivolta alla luna.

la morte.
Mesta, la vita;
s'adagia al mio giorno
d'inferno,
dal volto nero
e sorriso impuro.
Ed io
dilato pupille
alla paura,
con la faccia sempre
rivolta alla luna.

C'è una coccarda rosa
appesa sulla porta
di una casa popolare.
Sul marciapiede una signora
aspetta alla fermata il bus
che passa ogni mezz'ora.
Un manifesto invita tutti
al Magica stasera ballo liscio
con Scandiuzzi e i suoi ragazzi.
In piazza c'è il mercato
e in via Cavour la locandina
avvisa che stanotte è morto
il generale e martedì mattina
faranno il funerale.
Oggi è un sabato normale.
Il tempo come ieri
se ne infischia di ogni cosa
e un po' alla volta
ci porta tutti dove vuole.
appesa sulla porta
di una casa popolare.
Sul marciapiede una signora
aspetta alla fermata il bus
che passa ogni mezz'ora.
Un manifesto invita tutti
al Magica stasera ballo liscio
con Scandiuzzi e i suoi ragazzi.
In piazza c'è il mercato
e in via Cavour la locandina
avvisa che stanotte è morto
il generale e martedì mattina
faranno il funerale.
Oggi è un sabato normale.
Il tempo come ieri
se ne infischia di ogni cosa
e un po' alla volta
ci porta tutti dove vuole.
Su una terrazza, qualcuno
sta suonando un Sax.
Quasi ne avverto il pianto.
È la notte di Lorenzo.
Dal cielo fuggono le stelle
per sfuggire a miliardi
di occhi curiosi e perversi.
"Se vedi cadere una stella
il tuo desiderio si avvera"
L'uomo: eterno Sciacallo!
Sempre pronto a gioire
di ogni fine.
sta suonando un Sax.
Quasi ne avverto il pianto.
È la notte di Lorenzo.
Dal cielo fuggono le stelle
per sfuggire a miliardi
di occhi curiosi e perversi.
"Se vedi cadere una stella
il tuo desiderio si avvera"
L'uomo: eterno Sciacallo!
Sempre pronto a gioire
di ogni fine.
Trincerato in anonimi silenzi
osservo il mondo
che vuol troncare con abominio
tutto il rumore
che più non riesce a contenere
troppe le voci
distanti dal coro
e il mondo no, non le può accettare
chè il mondo
non è fatto da noi
... ma da noi
Cammino sul confine
del tramonto,
ascoltando, il rumore
del tempo.
È come un sibilo
che mi passa da canto.
È come un brivido
che mi sfiora da dentro.
Se incerto è il cammino...
assai lesto è il passo!
Vado incontro al destino
e arretrar... più non posso!
A che scopo ogni domanda
se stiamo già vivendo?
Ecco i frutti, le foglie, i rami;
primavera-estate,
autunno-inverno.
autunno-inverno.
Una fanciulla corre per i campi,
ama perdersi;
ama perdersi;
ha tra i bianchi denti
un sorriso che somiglia a un sì
Il suo nome è Gaia
e parla sempre così:
voglio insegnarvi a vivere io:
perché esistete?
E da capo:
come esistete?
Ma ci siete veramente?
Con il corpo e l'anima,
oppure ?
Io guardo spesso nel giardino di Mirò
gli alberi di fragole e i canditi da raccogliere
accanto alle favole poggiate sul comò.
Alice è ancora nel paese delle meraviglie
e si va di qua e di là;
s’arriva da dove,
no si sa.
S’arriva dove,
non si sa
per l’emozione dell’attesa e la felicità.
E poi, non esiste un’altra libertà che
che non si chiami mare
superficie d'argento nella notte,
chiara abbronzatura lunare.
E i colori?
Bisogna diventare qualità,
ampliare il calendario delle belle arti
per cogliere i lillà, le rose e ogni altra rarità.
Ah, l’oro dell’abisso!
L’icona sacra
della luce dei tramonti,
il sole fisso.
della luce dei tramonti,
il sole fisso.
A che scopo ogni domanda
se stiamo già vivendo (che non è banale).
Anzi!
Forse il più delirante degli istanti.


Briciole di tempo
perse in uno
spazio infinito.
Rubate all'orologio
eterno o come
lacrime nascoste
dentro l'oceano.
Sono:
Attimi di vita,
un attimo prima
di morire.
Attimi d'amore,
confusi tra
momenti di dolore.
Attimi di gioia,
con mani al cielo
a supplicarne altri.
Attimi di sofferenza,
con mani giunte
a supplicarne...
l'ultimo.
Attimi di violenza,
lunghi come
una guerra.
Attimi di preghiera,
con occhi al cielo
a cercare aiuto.
Attimi di follia,
per vivere tutto
dentro quell'attimo.
Attimi:
Che non vuoi
che non sai
che non dici.
Sono gli attimi
di una vita che passa
e non ti accorgi
della bellezza
dell'attimo...
che stai vivendo!
Ogni volta che respiro
mi viene voglia di vivere ancora,
ma ogni volta è sempre lo stesso
mi sveglio e vedo la luna
già sparire dal cielo.
Ogni giorno mi pare lo stesso
anche se tiro fuori
il meglio di me ,
di più non posso fare.
Cosa posso dire
son diventato un frutto
che ogni giorno si vede morire.
Ero come uno scoglio
che arginava il mare
ed ora son perso
un'ombra in un deserto.
Ogni volta mi viene in mente
com'era bello aspettare
lo scaccia pensieri,
mentre adesso i miei pensieri
sono finiti al mare
ad aspettare lo scoglio
che li vuole risollevare...
mi viene voglia di vivere ancora,
ma ogni volta è sempre lo stesso
mi sveglio e vedo la luna
già sparire dal cielo.
Ogni giorno mi pare lo stesso
anche se tiro fuori
il meglio di me ,
di più non posso fare.
Cosa posso dire
son diventato un frutto
che ogni giorno si vede morire.
Ero come uno scoglio
che arginava il mare
ed ora son perso
un'ombra in un deserto.
Ogni volta mi viene in mente
com'era bello aspettare
lo scaccia pensieri,
mentre adesso i miei pensieri
sono finiti al mare
ad aspettare lo scoglio
che li vuole risollevare...









