Ore e ore a guardare il luccichio sulle onde.
Brillanti che galleggiano. Ombre affollano i pensieri.
Il sole muore. Le onde si alzano trasportate
dal vento, allungandosi a riva.
La luce del mare muore, in un'altra
notte da dimenticare.
24 commenti
Lambisce il tempo
i bordi dei sospiri
che a mo’ di luci
leste e balenanti
non scordai,
né scorderò giammai.
Velano i trascorsi
gli anni molto avanti
e le giulive voci
echeggianti
degustate a sorsi.
Di quel che feci o dissi
Non me ne lamento,
non ho rimorsi,
anzi son contento
e rifarei tutto
divorando a morsi.
i bordi dei sospiri
che a mo’ di luci
leste e balenanti
non scordai,
né scorderò giammai.
Velano i trascorsi
gli anni molto avanti
e le giulive voci
echeggianti
degustate a sorsi.
Di quel che feci o dissi
Non me ne lamento,
non ho rimorsi,
anzi son contento
e rifarei tutto
divorando a morsi.
Fuga,
quanto suona bene questa parola,
porre fine al tormento che prosciuga
la mia anima sola
Non pecco di gola
ma di eccessivo bovarismo,
che mi fa guardare con pessimismo
questa realtà subdola,
che mi opprime imprigionandomi a sé,
aumentando la frustrazione che alberga dentro me
E' il momento di fuggire,
è l'ora di evadere,
qui sono destinato a marcire,
non avendo più nulla a cui credere
Il mio spirito non smette di fremere
e non sono disposto a cedere,
abbassandomi a sopportare cose effimere
quando merito molto di meglio,
ecco cosa mi suggerisce l'orgoglio
quanto suona bene questa parola,
porre fine al tormento che prosciuga
la mia anima sola
Non pecco di gola
ma di eccessivo bovarismo,
che mi fa guardare con pessimismo
questa realtà subdola,
che mi opprime imprigionandomi a sé,
aumentando la frustrazione che alberga dentro me
E' il momento di fuggire,
è l'ora di evadere,
qui sono destinato a marcire,
non avendo più nulla a cui credere
Il mio spirito non smette di fremere
e non sono disposto a cedere,
abbassandomi a sopportare cose effimere
quando merito molto di meglio,
ecco cosa mi suggerisce l'orgoglio
Nulla di ciò che accade rimane vero;
è tutto di sostanza uguale a quella delle nuvole:
un divenire debole e lieve
che restringe i sogni, senza più favole.
che restringe i sogni, senza più favole.
Lo svanire di ogni forma,
la sua umiliazione
la sua umiliazione
innanzi agli occhi
pieni di dolorosa implorazione.
pieni di dolorosa implorazione.
Forti e rossi i bagliori dell’incendio,
vincono ogni solidità, ogni promessa,
e a nulla serve la tenacia delle ossa.
Tutto è come la mollezza della carne,
che passa e trema,
come fosse acqua corrente,
come fosse acqua corrente,
Tutto ciò è frustrante
quanto snervante
E' un treno
che percorre un binario morto,
ma in realtà mi sono accorto
che il piede è sempre poggiato sul freno
Una barca non ha ancora raggiunto il porto,
si è perduta in mezzo al mare,
è rimasta bloccata,
non sa più dove andare,
non è un viaggio alla sua portata
e il marinaio non sa che fare,
se riprendere la navigazione
o sprofondare nell'indecisione
Tutto ciò è frustrante
quanto snervante
quanto snervante
E' un treno
che percorre un binario morto,
ma in realtà mi sono accorto
che il piede è sempre poggiato sul freno
Una barca non ha ancora raggiunto il porto,
si è perduta in mezzo al mare,
è rimasta bloccata,
non sa più dove andare,
non è un viaggio alla sua portata
e il marinaio non sa che fare,
se riprendere la navigazione
o sprofondare nell'indecisione
Tutto ciò è frustrante
quanto snervante
Sublime è ciò che si trova al limite è ciò che è tanto bello da spaventare...
Il mare nervoso è sublime;
L'orlo di un precipizio è sublime;
Sublime lo sento quando la meraviglia e la paura esplodono negli occhi;
Sublime lo avverto quando il cuore non sa se arrestarsi o galoppare dalla gioia.
Sublime sei tu che i limiti superi in ogni "ti amo"
Sublime è Dio che ci ha creati limitati affinché cercassimo il sapore dell' illimitato.

Il mare nervoso è sublime;
L'orlo di un precipizio è sublime;
Sublime lo sento quando la meraviglia e la paura esplodono negli occhi;
Sublime lo avverto quando il cuore non sa se arrestarsi o galoppare dalla gioia.
Sublime sei tu che i limiti superi in ogni "ti amo"
Sublime è Dio che ci ha creati limitati affinché cercassimo il sapore dell' illimitato.
Un altro giorno
senza poggiare mai le labbra.
Amare
è un pendio ingrato,
acqua lontana,
è un pendio ingrato,
acqua lontana,
e il suo fregio seduttore
lascia un vizio dolce, ma crudele.
L’Insensato piangere…
…averlo conosciuto e mai vissuto!
Un elisir vincente
che impregna il sangue della sua ebbrezza ,
e pur assente, tanto mai va via.
E tanto brucia nel cervello
come un fuoco,
come un fuoco,
come una maledizione!

Strapperei l'emblema
non mi mettessero in galera,
la voglia tanta
come di girare una frittata
quella che oramai
è stata fatta
non si sa bene, poi
... a chi piaccia.
Chiunque
ad avanzar pretese
per far fare a qualcuno,
tanti ad avere avere
senza spese,
tanto restano sempre
ognuno e nessuno
a pagar per tutti.
Servisse per caso
tornare alle caverne?
All'ognuno da se, certo che si
All'ognuno da se, certo che si
pare strano, ma è appurato
... si farebbe per tre.
Cosi scese la terra,
per un’esca seducente
di emozioni e proporzioni,
sobri equilibri e alte passioni.
Fu un sole caldo,
in un giorno estivo e ozioso;
una lirica armoniosa,
un disperato assenzio,
che mai più ebbe riposo.
che mai più ebbe riposo.
Fu uno scorrere di giorni e di stagioni,
una sola sommità, un sola estasi,
un solo capolavoro da eseguire.
Siamo nati per vivere, non per morire.

All'alba dal sole dipinta chiedo se il cielo
è sereno. "Di pianto è bagnato,
son lacrime del mistero che nessuno vede"
mi risponde.
Mi accosto, asciugarle tutte vorrei.
Il cuore mio anch'esso ha fretta
e poco muta nella coltre rattoppata.
Il povero vecchio implora colore e calore,
distratto è l'uomo, attende la chimera.
Giunge la sera, più nulla colma la mente,
il tempo è andato,
lacrime senza potenza la volta celeste versa.
è sereno. "Di pianto è bagnato,
son lacrime del mistero che nessuno vede"
mi risponde.
Mi accosto, asciugarle tutte vorrei.
Il cuore mio anch'esso ha fretta
e poco muta nella coltre rattoppata.
Il povero vecchio implora colore e calore,
distratto è l'uomo, attende la chimera.
Giunge la sera, più nulla colma la mente,
il tempo è andato,
lacrime senza potenza la volta celeste versa.
Oh, miele di un’ora,
di quel giorno breve
in cui dicesti che ero forte,
che avrei potuto essere potente
in seno al tuo regno e alla tua sorte.
Ah...non avessi mai visto la luce
di quel giorno grande
in cui, il rosso palpitava, avvolto,
fin dentro le radici,
fin dentro le radici,
e io ero il tuo regno sopra il tuo volto.
Quel giorno grande,
in cui parlavamo piano
e moriva la parola
negli alati doni della mano.
E le notti ?
Selvagge, selvagge!
Senza sosta nell’aurora:
ah, di miele... di ora in ora.


E siccome il mondo è breve
voglio inventarmi un’alba in più.
La natura, a volte può annoiare…
così voglio parlavi di come sorge il sole
quando la notte termina, e il giorno sale.
Di come la tempesta
possa arrivare in piena notte,
possa arrivare in piena notte,
della vita che è bella se è due volte.
Di quanto sono poche le mattine...
…troppo poche!
Dell’acqua, che s’impara con la sete,
…troppo poche!
Dell’acqua, che s’impara con la sete,
dell’esultanza nell'andare verso il mare,
del mormorio del fiume che scorre dentro noi...del suo errare.
Di quando ho perso il mondo un giorno fa,
Di quando ho perso il mondo un giorno fa,
della stagione fredda senza speranza, senza fede,
che presto...anch'essa passerà!

La notte senza fine
Il sonno fuggito via,
latita e non si fa
più ritrovare,
silenzio sacrale,
sepolcrale quiete,
le feste sono quasi andate,
niente di che,
quando eri bambino,
era tutto più bello,
pulito,
semplice
innocente,
erano altri tempi,
tutto era diverso,
anche il paese,
altri tempi,
di una volta.
Il sonno fuggito via,
latita e non si fa
più ritrovare,
silenzio sacrale,
sepolcrale quiete,
le feste sono quasi andate,
niente di che,
quando eri bambino,
era tutto più bello,
pulito,
semplice
innocente,
erano altri tempi,
tutto era diverso,
anche il paese,
altri tempi,
di una volta.
Ancora io,
raccolgo i pezzi, ricompongo il puzzle
ho un altro volto...
lo specchio dice "sei tu", gli occhi domandano "chi sei ora?"
Non so rispondere, non lo saprò forse mai
vedo segni che non c'erano,
tracce del tuo passaggio dentro di me,
guardo più a fondo...un solco mi attraversa
è un sorriso
sono ancora io
raccolgo i pezzi, ricompongo il puzzle
ho un altro volto...
lo specchio dice "sei tu", gli occhi domandano "chi sei ora?"
Non so rispondere, non lo saprò forse mai
vedo segni che non c'erano,
tracce del tuo passaggio dentro di me,
guardo più a fondo...un solco mi attraversa
è un sorriso
sono ancora io








