Voltarsi indietro

leggere il tempo

incorporeo, senza dimensione,

non nasce non muore

si ripete in moto perpetuo

nel cerchio della vita

Ci sono volte in cui

vive l'era di una rosa

piccolo bocciolo si apre

nella bellezza

di un balletto classico

per sfiorire come viso di donna

nell'età che avanza,

caduchi i petali sul selciato

sembrano attimi eppur son anni

vissuti, amati, sfuggiti

A volte il tempo è una condanna,

Sisifo spingeva quel sasso

che eternamente ritornava indietro,

mille lune sfilano nel cielo

uno sguardo alle spalle

il ieri è già domani

Rimane il retrogusto del miele,

la scia del profumo,

ed anche l'amaro in bocca

degli attimi infelici

Strana dimensione “il Tempo”

andare avanti sempre

mai perdere l'attimo

senza badare a quel che

si lascia sulla strada ….

non ci apparteneva …



Tratteniamo le emozioni, l'amore


potremo mutarci

in statua di sale

come la moglie di Lot,

la preziosità del tempo non vive

nel materiale ma nell'astratto

del tempo vissuto ...



























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Profilo Autore: Cristina Biga  

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In città, da lì dove sta io non la sento,
solo quando c'è vento o al sorgere del sole
ove strade e le piazzole più chiassose non lo son.
Io mi segno egualmente, ma non è la mia campana,
la sua Iode è registrata, inviata giornalmente
a un'ora prefissata e non sa di voce umana.
Era mano paesana a suonar la mia campana
lo faceva con rispetto e con tocco suo nostrano.
Con la messa del mattino,
l'ora prima rammentava il lavoro mattutino
e così all'ora terza augurava la giornata.
Poi suonava l'ora sesta e ancora all'ora nona,
per finire a mo' divino con il tocco vespertino.
Era sempre lì presente fin dal primo tuo vagito
e purtroppo, immantinente, congedava ogni finito.
Non avrò il suo lamento pel' mio ultimo saluto
ne sarei assai contento, ma ormai la mia campana
ha ceduto il suo mandato a quest'altra che lontana
sento quasi ogni mattina quando ancora tutto tace
quando intorno c'è di sveglio solamente la gallina.


 
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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In  questo  nostro tempo
della più  vile menzogna,
c’è ancora il cuore dei poeti
con le loro notti di martello e chiodi,
a cercar ampolle
con profumi  di distillato loto
a sostenere  sogni bruciati,
e regger verità.
E anche se,
già tutto è stato detto
da migliaia di versi
ìn migliaia  di  consunti  anni,
i poeti , riescono pur sempre
a trovar canti e dolci incanti.
Scavan  sempre   nel mistero
e nella complice bellezza!
Fan tesoro di quel
che resta della vita,
del suo supremo fascino,
di una Dafne in osmosi…
…inafferrabile!
Il suo è alloro da donare
solo a chi, sa essere mirabile  poesia!

 
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Profilo Autore: Hera  

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Al calar dei vespri

rintocchi di campane

richiamano chi fede

nel suo cuore miete

a  cantar lodi al Signore

Volge al tramonto il dì

il cielo di rosso si tinge

nell'animo cala la pace

Nell'ora tarda

chiudono gli occhi gli usci,

attorno al focolare

raccolte le famiglie

a raccontar storie

di tempi passati,

di cavalieri eroici

Fantasie di streghe o fantasmi

lupi neri, ombre scure

i bambini sgranati gli occhi

dall'innocenza che

solo ai loro cuori appartiene,

il capo sotto le coperte

di lana pesante tessute, nascondono

Rintocchi di campane

annunciano un nuovo giorno,

le donzelle dal chiacchierio allegro

al fiumiciattolo a lavare i panni vanno,

cantano le loro voci belle

filastrocche di amori nati o finiti

Vive un nuovo giorno il paesello

nei campi i buoi tirano gli aratri,

a preparar la terra,

semplice, pulita e lieta era la vita

così come i cuori colmi del timor di Dio

Lontani quei tempi ormai,

come favole antiche

seppur ancora tramonti e albe

segnano la fine e l'inizio dei giorni




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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Come il miele
offerto su un coltello affilato,
così le superstizioni
si sono insinuate dolcemente in tutte le popolazioni che esistono sotto il creato,
e stanno pericolosamente in agguato per far preoccupare l'ingenuo malcapitato.

Se esce di casa un venerdì 17
e gli taglia la strada un gatto nero verso le 7:00
il sangue gli si ghiaccia
e di far retromarcia
resister non potrà
e di corsa sui suoi passi tornerà.

Cosa può aver fatto di male
quel povero micio dalla pelliccia nera?
Ma la superstizione si genera e degenera
anche quando vedi una creaturina così tenera.

Se in Brasile si andrà mai lasciar
che il portafoglio o la borsetta
a terra per la fretta
far toccar.

Il cinese stai imparando?
Ma il 4 non puoi andare in giro pronunciando!
Il rosso ti può aiutar
e la sventura allontanar...

Hai un parente in Egitto?
Non lasciare le forbici aperte
ma lasciale sotto il cuscino
e rimboccati le coperte.

Tu in India ti sei trasferito?
Le unghie non tagliare
né di giovedì, né di sabato, né di notte,
altrimenti ti raggiungerà la malasorte.
E se l'eclissi il tuo cibo ha visto,
in spazzatura cadrà, questo è già previsto!

Oh, che gran confusione,
queste usanze senza ragione!
Liberiamoci da esse tutte
e viviam come ci pare.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Il nido del cuculo,

siamo qui,

siamo come ci vedete qui,

quelli picchiatelli,

un po’ svitati,

un po’ genii,

un po’ artisti,

quelli come noi,

dimenticati,

scherniti,

beffeggiati,

quelli della salute

mentale,

visti con sospetto,

quelli come noi,

che non  facciamo niente,

che vegetiamo  ebasta,

tra sorrisi ironici della gente,

quelli come noi,

sempre tra i piedi,

sempre di troppo;

e non ci credete,

non ci ascoltate,

il disprezzo della gente,

mentre i mostri

sono loro,

con la loro stupidità,

e l’ignoranza.

Quelli come noi.

 

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Profilo Autore: stefano medel  

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Il sole invade il cielo
ed io, qui seduta  attendo il suo calore.
I suoi raggi illuminano la mia sola solitudine.

 
Io… lontana da quell’unico amore,
lontana da quel corpo
che ho ben tenuto stretto.

 
Ne  conosco  bene la sua  forma
il suo profumo, il suo abbandono.
Ma  soprattutto… la sua falsa promessa!

 
 Tremo ancora alla sua vista,
al ricordo della mia più fine ingenuità,
nell’illusione di poter essere amata.

Le mie tristi mani 
che hanno accarezzato
ciò che hanno perduto,
due ali  infuocate or divengon
per aprirsi verso il cielo.

 
 Van chiedendo  ad Eros... del perché! 
Perché …… se noi, fummo gli amanti
che inventarono l’estasi e gli spasmi?
Perché?



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Profilo Autore: Hera  

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Mi sollevasti

dopo che io caddi

mostrandomi una realtà

che non vedevo prima

una vita piretica

falsa e fatalmente buia

nell'esserci ad occhi chiusi.

Mi sollevasti

e mi prendesti in braccio

come un bimbo appena nato

e rinacqui di nuovo

per riguardare mare e cielo

nel connubio di colori

con occhi nuovi.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Che cosa brama
ancora il mio folle cuore?
Che importa se qualcuno
offende e poi corre e fugge.

Che importa
se i miei doni vede e non li guarda.
Se dice d’amarmi e poi è disfatta.
Presto piangerà!

Intanto Ermes
con la sua coppa d’oro
versa  vino ai sacri  Dei
proferendo la mia quieta richiesta:

di  poter godere solo
dello splendor della bellezza;
dell’eleganza
delle  piccolissime elevate cose!

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Profilo Autore: Hera  

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Chi governerà l’immenso Cosmo
se  tu, Uomo, continui
ad inseguir strade distratte.

Chi cullerà tutta la  terra
se or, dimentichi  di te?
Eppur urge
il tuo ritorno in seno al mondo!

 Urge interrogare il Logos
affinchè ti si riveli;
urge ripassar l’antica idea
a rifuggir la notte
e l’amnesia dell'Aurea grecità.
 
E se il fulmine governa il mondo,
come fuoco Eracliteo
devi tornare!

 Fiamma, che arde e non distrugge,
che arde  e sol trasforma
e sol rinnova!

Devi volger  lo sguardo
nel tuo dentro
poiché è in te, quel tutto  
che deve essere conosciuto
e rivelato…

…per ritornare in seno al Mondo… UOMO!


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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
È il tornare all’essere figlio il lamento nell’essenza della vita
È la libertà scritta sui muri delle rivoluzioni il cuore della bellezza
È l'ascolto del pensiero sordo il muto palpitare in preghiera
È il perdere le ore nella vanità delle parole la sola morte
È la tenerezza del mio vivere la fragilità del porto natio
È il tutto del mio nulla la mia inquietudine di poesia
È il perdono del sole su una rosa spezzata il miracolo di vita
È la parola stillante scritta ai margini del cuore vivo d’amore
È l’eternità d’assenza il solo vessillo di verità.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E meno male che sei ritornata,

Che io credevo fosse ‘na menata !

Sei ritornata più rinvigorita,

comincio a temè pe la mi vita.

Ora me scrivi e mi dileggi puro,

io nun me sento più tanto sicuro.

Quindi te metti in quella posa la,

come Carnera quanno stava a faticà.

Beh, nun me ne importa proprio gnente,

per te io sono come Milone

er granne lottatore de Crotone.

Nun credo tu me possa ciancicà,

so er fatto mio e me so guardà.

Mente brillante e lingua tagliente,

co te nun ce se po scherzà pe gnente.

Ogni quar vorta scrivo me cojoni,

puro se parlo solo d’emozioni.

Fresca, frizzante come lo champagne,

e tratti come fossero menzogne.

Ora ho capito qual è er tuo intento

famo a pace e sono più contento,

perché tutto er monno ce lo sa

che chi disprezza vò solo comprà.
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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Risultati immagini per solo denaro



Niente nel vìvere

è no sfrenato agire.

Sol per gli schei


Tanto fumare  o bere…

quanto sparlar o assenze!



*****
Tanka (Accenti ritmici 1-4-6) sviluppato nel discorrere un pensiero di Anatole France, all'anagrafeJacques François-Anatole Thibault , scrittore francese del 1800. Insignito nell’anno 1921 del Premio Nobel per la letteratura “in riconoscimento della sua brillante realizzazione letteraria, caratterizzata da nobiltà di stile, profonda comprensione umana, grazia, e vero temperamento gallico”:

> Nessuna cosa è in se stessa onesta né turpe, giusta né ingiusta, piacevole né penosa, buona né cattiva. È l'opinione che dà le qualità alle cose, come il sale dà sapore ai cibi <
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questa tua dimensione,
così misurata, noiosa, anomala,
mi sfibra.

Io ho bisogno di aria, di spazio.
Soffoco, voglio respirare!

… Aria!...

Il filo è sottile, mi ci aggrappo,
non voglio cadere, resisto.

Risalgo la china, mi stendo al sole
che sento sulla pelle,
che mi arriva all’anima
e la innamora.

… Vado alla prua,
riprendo la mia dimensione
e ridisegno la rotta.

… Respiro, riparto!...

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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
“ Se ….”


Se non siamo illuminati
non possiamo spegnere l’oscurità.


Se non siamo musica
non possiamo spegnere il silenzio.


Se non siamo umiltà e unione
non possiamo spegnere l’orgoglio e la disunione.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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