questa goccia calcarea
buca pensieri di carta velina
fa stalagmiti di lanugine
Eppure anche un granello
è spiaggia
ma non c'è nulla
che vorticando s'acquatti
e si lasci prendere
Eccomi di nuovo
a fare il pesce
ad abboccare a quest'amo
che fissa l'astrolabio
e proietta fuori dall'acqua
Qua tutto è bianco
non c'è una fine
o un orizzonte
è tutto sospeso
tutto afono
tra parole che fluttuano
nella loro perfezione
Qua la tua pelle è di pesca
e il cielo piange
qua posso scegliere
di accarezzare
barbaglio
zeugma
o quello che voglio
perché c'è tutto
qua sono solo io
posso far ridere un bambino
illuminare i tuoi occhi
accendere fuocherelli
che riscaldano davvero
su un gomito di mondo
s'incurva sopra
tunnel caleidoscopici
di riflessi
un sopracciglio di città
Svaporano inuditi
cigolii seriali
di gabbiano
In tratti
di futile immensità
vorrei dar voce
a questo cerchio di vagiti
vorrei spiegarlo a tutti
almeno a chi come me
si perde tra vicoli di città
a camminare solo
senza un perché
Ma tra le mani
mi resta una penna secca
è di plastica
troppo inconsistente
per tracciare linee a compasso
esaurire
questo sgretolarsi che sedimenta
questo vapore che piove
a generare nuovo seme
Mentre ciancico nella testa
abbozzi deformi
da qualche parte
un'altra periferia di vita
vede
piangere una morte
piangendo
un bambino vedere la luce
Forse è solo
un delirio pomeridiano
uno slancio di onnipotenza
che muore piano
per attrito
Ma anche uno pneumatico
frenato
troppo bruscamente
lascia una scia
di gomma nera
Da l’eleganza del cuore… il decoro vitale.
Dal decoro vitale… l’onesto operare.
Da l’onesto operare… la dignità cammina.
Non più screzi.
Non più timori.
Seppellito l’immorale…
Solo, bontà d’animo!.
sono peggio
mitica era
che deve continuare a vivere!
Ed Euforione?
che cerca
leggerezza dell’aria;
che ci conduce
dal potere della polvere!

Forse, son testarda
quando
i segni di quel tutto...
... sinuoso,
ancor mi consola:
che un giorno,
ci sarànno.
rimmarranno..

appoggiandosi al sentire appassito
che fruga dalla terra in ventre vuoto
senza più memoria, senza più storia
come mamma a sera in fiaba intenta
piccole briciole d'infanzia, prima del sonno
ricordo primordiale di perduta assenza.
La vita divora ad occhi spenti,
e scorre come fiume tra capelli bianchi
su sassi fissi testimoni d'anni
con l'illusione di poter salvare
imparare a vivere, ad amare
ma senza lasciare traccia
del proprio dolore che ora sembra annegare.
Scritta la memoria in solitarie righe
s'allontanano dall'anima ombre
rimaste a sanguinare senza gemmazione
nella notte avara di sogno e pulsione.
A stento ai margini si trascina la follia
specchio che non mi riconosce, in balia
di ricordi straziati dal senso
stravolti da un paradosso morto
che ancora vivo, io sento.
Pallido vagare di gambe incerte
di fili spezzati in anni persi
impiccate le ore allo stare inermi
e il tuo sorriso ora che dormi.
E cercarti sempre inutilmente
il mio vuoto amato, disarmato
mano nella mano in una tomba sogno
un tuo bacio sulla fronte d’amore in canto.
planano voli senza rotta
e senza storia.
nè terra, nè rami,
nè fiori, nè frutti,
nè strada.
Triste
è il poeta,
Piange
l’artista…

forse il disegno era già pronto.
Ma mancavano i contorni
i particolari.
Per rendere la vita
quella che è realmente.
Mi soffermo a guardare il passato
immagini nitide ritornano in mente.
I disegni sfumati
adesso son chiari.
Il quadro è finito.

quel volare alto
Sopra i fiumi,
... oltre il solito alfabeto di noi stessi!

Tu non sei più il mio pensiero.
Tu sei quel dolce col retrogusto amaro
che non assaggerei più!
Quando so che stai per rincasare,
il cuore mi batte per la paura,
io come un esile passerotto
stretto nelle tue possenti mani,
non può scappare più via
e non osa chiedere nemmeno aiuto.
Ho scelto te come mio destino
ma quante volte mi hai deluso!
Perché poi sia andata così non so.
Amo ogni essere vivente
ma non sono più sicura di amare te.
Questo melograno che ora assaporo
ha il gusto un po’ dolce
e un po’ aggressivo
proprio come tu sei.
Non si può sopravvivere senza amore,
anche se non dovrei,
io lo cerco in te.
So che sbaglio a continuare a credere in questa famiglia,
in questa unione.
Tu sei stato lo sbaglio mio più grande.
Ora nasconderò i lividi col fondotinta…..
….e che tutto va bene riuscirò a far finta.
Mi truccherò gli occhi pesantemente,
indosserò gli occhiali da sole,
e non si vedrà più niente….
So che stasera mi porterai dei bellissimi fiori
per chiedermi scusa….
ma io delle tue scuse non so più che farmene!
bellezza
una parola,

! ‘N bastone di legno raffinato,
questa matina me so comperato
Pe soddisfa le esigenze mia
de camminà spedito pe la via.
Sono rimasto assai meravigliato,
dell’interesse che ho provocato.
Chi me vedeva come ‘n vecchio nobile,
chi antico cultore dello scibile,
chi riteneva fossi solo snob,
chi mi servisse a mantenere aplomb.
signori miri nun state a scervellavve,
potrebbe qualche male provocavve,
che io, de legno, ho solo er bastone
e nessun’altra strana complicazione.
Nun so ridotto come quarche artro
che è in grave condizione, un disastro !
‘n se ponno manco più grattà la testa
Quanno che er prurito fa richiesta,
perché er vero male in lor consiste
ner ritrovarsi fra le dita…schegge
e ti fanno festa,
in questa luce ancora fioca,
silenziosa,
lisciata da sibili lievi di vento.
Appari come un letto non sfatto,
pronto ad accogliermi.
Racconti storie antiche,
e le stendi sulla rena che baci
ed anche, o forse,
i sogni che verranno…
Diluisci il tuo profumo
nel colore intenso del cielo,
spandi carezze
per chi cerca silenzio.
… Abbracciami, si,
tienimi stretta e scuotimi,
in questo freddo mattino.
… Sentirò linfa che, tu,
mi passi nelle vene.
Rinascerò da te che mi aspetti,
ogni giorno, qui e sempre qui.
Sarai, per me,
il fuoco che alimenta la fiamma
dei giorni che saranno…






