‘O vedi quanno passa pe la via
pare cammini come per magia.
Er corpo ben curato a tutte l’ore,
‘nc’ha manco le manijie de l’amore.
L’occhio de pesce lesso s’è scurito
perché nun se pensasse fosse bollito.
‘Na camicetta aperta ed un foulard
pe dasse ‘ntono che sembrasse hard.
‘N pantalone stretto, aderente
che lasciasse spazià solo la mente.
Tutto de prima mano, immacolato
e inequivocabilmente certificato.
Frequenta solo donne d’apparenza
poco je ‘mporta se so de sostanza,
pe questo se profuma come chi
è donna e fa quer mestiere li.
Io c’ho provato a immedesimamme
ner corpo de quer tipo, a palesamme,
nun ce l’ho fatta e forse ho capito
che sono rozzo, ma rozzo all’infinito.
Ma poi me viene anche da pensà
che dentro me ‘nce sta la falsità,
puro se nun me profumo a le bisogne
certo nun puzzo de tante menzogne.
pare cammini come per magia.
Er corpo ben curato a tutte l’ore,
‘nc’ha manco le manijie de l’amore.
L’occhio de pesce lesso s’è scurito
perché nun se pensasse fosse bollito.
‘Na camicetta aperta ed un foulard
pe dasse ‘ntono che sembrasse hard.
‘N pantalone stretto, aderente
che lasciasse spazià solo la mente.
Tutto de prima mano, immacolato
e inequivocabilmente certificato.
Frequenta solo donne d’apparenza
poco je ‘mporta se so de sostanza,
pe questo se profuma come chi
è donna e fa quer mestiere li.
Io c’ho provato a immedesimamme
ner corpo de quer tipo, a palesamme,
nun ce l’ho fatta e forse ho capito
che sono rozzo, ma rozzo all’infinito.
Ma poi me viene anche da pensà
che dentro me ‘nce sta la falsità,
puro se nun me profumo a le bisogne
certo nun puzzo de tante menzogne.
4 commenti
E siccome, tutto ci incoraggia a non sperare
e il vuoto crea la sua violenza…
…necessita il futuro, un tempo nuovo.
Urge l’infaticabile vitalità del nostro spirito
lasciarsi sedurre dalla meraviglia,
diventar complici d’incanto e redenzione.
Non temere il poter della bellezza,
aprir le porte alla favola
con le sue promesse di riscatto e verità.
L’accader del mondo
non può diventar rimpianto
su cui fondar l’inferno!
Urge morir d’amore per i nostri desideri,
dobbiamo imparare a sperare...la speranza!
dobbiamo imparare a sperare...la speranza!
Non mi cercate stasera
stringerò la criniera
del fedele destriero
il mio baio Pensiero
per andar lontano:
per vie che sa lui,
per luoghi lucenti,
per spazi anche bui,
per un mare di strade.
Per strade di mare,
per monti e contrade,
metropoli rare
di un cielo d’argento,
per quel firmamento
da sempre sognato,
che ho ideato e non attuato
e adesso comprendo:
quel forte calore
che scalda e non scotta,
piaciuto e voluto
che arde perenne
se pur sia piovuto,
l’Amore Assoluto.
stringerò la criniera
del fedele destriero
il mio baio Pensiero
per andar lontano:
per vie che sa lui,
per luoghi lucenti,
per spazi anche bui,
per un mare di strade.
Per strade di mare,
per monti e contrade,
metropoli rare
di un cielo d’argento,
per quel firmamento
da sempre sognato,
che ho ideato e non attuato
e adesso comprendo:
quel forte calore
che scalda e non scotta,
piaciuto e voluto
che arde perenne
se pur sia piovuto,
l’Amore Assoluto.
Vengo a te, rifugio di poesia
quando la realtà diviene sgradevole o banale
e il vento di frontiera sbatte troppo le porte dell' anima
la tua stanza è colma di cielo
e il profumo delle tue parole
ricorda il tiglio ed il mughetto
il mare d' inverno e il bosco in autunno
nulla mi caccia o allontana
sei sempre carezzevole e amica
come un amante desiderato
lontano ma sempre presente
a volte ti sento sulla pelle
altre nel fruscio delle foglie
nella pagina inventata
sorpresa emozionante,
nel brivido che mi coglie
sei e sarai sempre nel mio cuore
tiepido nido e vertigine del volo
come destino e alcova di sogno
nel respiro dell' orizzonte del domani
quando la realtà diviene sgradevole o banale
e il vento di frontiera sbatte troppo le porte dell' anima
la tua stanza è colma di cielo
e il profumo delle tue parole
ricorda il tiglio ed il mughetto
il mare d' inverno e il bosco in autunno
nulla mi caccia o allontana
sei sempre carezzevole e amica
come un amante desiderato
lontano ma sempre presente
a volte ti sento sulla pelle
altre nel fruscio delle foglie
nella pagina inventata
sorpresa emozionante,
nel brivido che mi coglie
sei e sarai sempre nel mio cuore
tiepido nido e vertigine del volo
come destino e alcova di sogno
nel respiro dell' orizzonte del domani

Al pianto, al riso
cò zelo, el core sente,
musica dissìmile.
Dal puro… allegro accordo,
dal falso… rito mero!
*****
Poesia (Accenti ritmici 1-4-6 – stile tanka) nata dallo scorrere una pensiero della prima donna a vincere il Premio Nobel della Letteratura nel 1909 per la seguente motivazione: « Per l'elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere ».
All’anagrafe venne registrata Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf . Scrittrice svedese, autrice di numerosi romanzi e racconti basati sulla vita del passato della propria nazione:
“Chi non sente battere il cuore nel dolore o nella gioia non può di certo essere considerato un vero essere umano”.
Ci vorrebbe un’altra vita forse
per capire l’attimo cos’è.
Tu, o tempo che passi distratto,
frenetico , banale, sul mondo,
non basti a colmarlo di senso
e di colore.
Nell’attimo tutto accade,
esso è il chicco di un’ora
nella clessidra della vita.
E’ l’inizio d’ogni cosa,
movimento e trasformazione,
è il nascere o il morire
di ogni sentimento
e di ogni vita.
E’ l’arrivo dell’amore
ma anche la sua fine,
è decisione, il voltare pagina,
prendere un treno,
o volare,
seppur solo, con la fantasia.
E’ fitta al cuore,
calda lacrima e delusione,
ma anche apice dell'amore,
un sorriso sincero, un gesto
un saluto spontaneo.
Basta un attimo
per vince la corsa
e a far la differenza.
Basta un attimo
per vince la corsa
e a far la differenza.
Tutto questo, forse,
è l’essenza di un attimo.
E la vita: somma e risultato
di tanti attimi vissuti,
nel tempo che resta.

Oh, voi, che comodi
occupate le sacre poltrone
della nobile politica.
Voi, uomini pieni d’ambizione
tanto da credervi
d’essere il carro della storia.
Voi… con il vostro falso senso del dovere
e la puntualità imminente su ogni cosa…
…se solo voi osservaste!
Sollevate solo polvere e frastuono.!
Se solo voi udiste!
L’urlo stridente della tragedia collettiva!
Ma la vostra anima è sorda
…poveri come siete ,
avete reso povero
anche il nostro amato tempo,
il nostro caro secolo
che ha prodotto solo ladri e fuoco.
Mai si era assistito ad un tale sperpero
a un tal consumo dello spirito:
voi… mercanti d’ogni giorno,
bramosi di giustizia e grandi opere,
sapete solo vendere e comprare
per il gioco del capriccio e il lusso.
Basta con le gazzette
e le rubriche della gran disonestà :
oh ,voi, grandi e sublimi … mentitori !
Opera di George Grosz, artista della corrente d'avanguardia novecentesca: nuova oggettività tedesca

Opera di George Grosz, artista della corrente d'avanguardia novecentesca: nuova oggettività tedesca

Bianchi e neri istinti colmano il cammino.
L’amore tu sai bene ha malumori dismessi di scena
la bellezza mai convinta dei ritorni di farsa
i mai indietreggiati nell’evanescente rabbia
clausura puerile di fine vita giunta all’algia
come un cagnetto dagli occhi bianchi
che cerca ancora la mano del suo padrone
per significare il motivo ed il richiamo.
Bianchi e neri i falsi della mente
pigiati alla rinfusa in sintonie fallite
e il tempo che maledice mani d’interprete
disincantate, fuori tema fuori appendice.
Il prezzo del giusto senza più lingua
sale scavato sulle nuove piaghe del vivo
sfornano depositi alimentari di memorie.
Errori bianchi e neri rincorsi senza motivo
sulla tastiera muta dell’anima all’innesto
senza ratio, senza mito, senza disperso
al solo scopo di motivare il tentativo:
significare la vita o al più il suo senso tardivo.
… Se avessi ascoltato
il rombo delle mie rabbie,
se solo non le avessi scambiate
per leggeri frusci sulla mia vita..
… Se avessi avuto, prima,
più cognizione di analisi
e fossi scesa
nei miei angoli più spigolosi…
… Se avessi gridato a me,
prima a me,
che stava già grandinando,
che non era pioggia sottile
quella che veniva giù…
… E se uno specchio
avesse riflesso ciò che mi negavo,
allora tempo avrei avuto
per stendermi su un campo assolato
colorato di papaveri,
invece di restare sotto la neve…
il rombo delle mie rabbie,
se solo non le avessi scambiate
per leggeri frusci sulla mia vita..
… Se avessi avuto, prima,
più cognizione di analisi
e fossi scesa
nei miei angoli più spigolosi…
… Se avessi gridato a me,
prima a me,
che stava già grandinando,
che non era pioggia sottile
quella che veniva giù…
… E se uno specchio
avesse riflesso ciò che mi negavo,
allora tempo avrei avuto
per stendermi su un campo assolato
colorato di papaveri,
invece di restare sotto la neve…
Er sinnaco de la mi città
una de’ tante in questa civiltà
ce sta a illustrare li provvedimenti
c’ha preso pe facce contenti.
E, mentre parla, l’opposizion ribolle,
a le parole che sembrano d’un folle !
Questo e quello ed altro se farà
quanno ce so li sordi p’accumincià.
Poi se risiede e inizia ‘a discussione,
che mai porterà a conclusione
e a chi je chiede che se deve fa,
je dice de fa presto, deve annà.
Invece inde segrete der palazzo
se ferma solo pe contare er mazzo
de li favori c’ha distribuito,
co la sua faccia fresca d’impunito.
Che voi ? me dice, s’ha pure da campà,
c’è tempo alla pensione d’arrivà.
Mica sei tu che devi da pagà,
ce stanno i pensionati da sfruttà.
Che voi che sia quarche mijoncino
messo da parte sur mio conticino.
Stamme a sentì nun ce fa nessuno caso
Nun è nemmeno tanto disgustoso.
E mentre me svelava sti misteri
entrarono due o tre carabinieri.
Lo presero per portarlo via
co forza estrema e tanta energia.
Ma lui vortandose verso de me
disse, vieni domani che ce pijamo ‘n tè.
Che pensi che sol’io sono ‘n corotto
si ce giramo te ne fo vedè ottantotto,
qui, ar governo, mortiprica pe sette
e giusto a me me mettono ‘e manette ?
E c’hai ragione sei puro ‘n disgraziato,
risposi ar sinneco tanto sfortunato,
ormai anche solo per corruzione
li preti te ce danno assoluzione.
Ma appena che sarai uscito
dar carcere, servito e riverito,
‘nsegnece quer che dovemo fa
noi che vivemo solo d’onestà !
Com ‘è mutata la luminosità del sole,
ogni cosa.
I sogni!
Forse, nella nostra testa
sono assenti i grandi uomini!
Abbiamo infranto i culti,
e le passioni sono pronte ad assopirsi;
il nuovo tarda ad arrivare
giacchè dovrebbe rovesciare
ciò che dovremmo conquistare.
Andare a fondo nelle cose,
oggi , è solo un’iniqua qualità:
è meglio la bugia!
Meglio la ricerca di una strana quiete
che diventa solitudine…
…ma a viver soli, non si parla forte,
non si scrive forte,
e sordo è l'udito
che nessuno sente o ascolta ...
…e l’anima muore!

Il passato è un ricordo nascosto
Un modo di incontrarsi
Di rivedere il nostro vissuto
Il passato attanaglia la mente
sprofonda in una nostalgia arcana
struggente
un momento inafferrabile
che scivola lentamente
sul presente
il passato è solo illusione
di un esistenza vaga e nebulosa
Un modo di incontrarsi
Di rivedere il nostro vissuto
Il passato attanaglia la mente
sprofonda in una nostalgia arcana
struggente
un momento inafferrabile
che scivola lentamente
sul presente
il passato è solo illusione
di un esistenza vaga e nebulosa
Nulla
quello che rimane
di una Domenica nitida e lucente.
Il risveglio della stagione
tra le rose
mentre scivola una lacrima
al ricordo dei tuoi occhi.
al ricordo dei tuoi occhi.
Pesante sosta sul vetro
quest'aria tiepida
in attesa di spalancare
gli occhi al cielo
e cercare
tra le tante fiammelle accese
quella nuova stella ...
la tua.
Ciao Carmina ...
gli occhi al cielo
e cercare
tra le tante fiammelle accese
quella nuova stella ...
la tua.
Ciao Carmina ...Ho attraversato con tristezza e dolore
fin dalla nascita la strada della mia vita
ho compreso la fragilità della mia Essenza
attraverso
il rimpianto
ho rivissuto
il tempo passato
attraverso
il doloroso distacco
ho compreso
la caducità dell’esistenza.
fin dalla nascita la strada della mia vita
ho compreso la fragilità della mia Essenza
attraverso
il rimpianto
ho rivissuto
il tempo passato
attraverso
il doloroso distacco
ho compreso
la caducità dell’esistenza.
La sublime terra secolare,
sepolta per umana incuranza
geme sconfitta, i sacri figli.
Al crocevia della Vita,
anime dubbiose,
Jin equilibrio instabile,
sospirano l'amata terra natia.
Si odono futili parole
e mentre il giudizio sovrasta superbo,
l'umanita' tormentata
dimora su aride terre.
In questo inquieto vivere,
eppur germoglia l'anima mia,
ed un barlume oltrepassa il tempo!
sepolta per umana incuranza
geme sconfitta, i sacri figli.
Al crocevia della Vita,
anime dubbiose,
Jin equilibrio instabile,
sospirano l'amata terra natia.
Si odono futili parole
e mentre il giudizio sovrasta superbo,
l'umanita' tormentata
dimora su aride terre.
In questo inquieto vivere,
eppur germoglia l'anima mia,
ed un barlume oltrepassa il tempo!










