Sfioriscono gli anni miei migliori,
si portan dietro gioie e dolori,
i sogni, le storie e storielle
che tieni nascosti sotto pelle.
Non c’è soluzione che tenga,
non puoi evitare che tutto questo avvenga !
Quando Lei sarà all’orizzonte
dovrai affidarti al demone Caronte.
Ma voi sapete, sono un diavoletto,
e voglio fare alla morte un gran dispetto,
gli do il mio corpo che non vale niente,
tengo il pensiero che è più importante.
Io l’ho affidato nella mia vita,
a chi ha voluto farmi cosa lieta,
la ho custodito i miei pensier più veri,
da far volare per tutti gli imperi.
Una cosa sola voglio dire a sta signora
che avanza e ormai non vede l’ora,
di prendersi un corpo che imputridisce,
che se lo prenda, ma qui non finisce.
Che se il pensiero ho bene seminato,
mia cara Thanatos, stavolta t’ho fregato !
si portan dietro gioie e dolori,
i sogni, le storie e storielle
che tieni nascosti sotto pelle.
Non c’è soluzione che tenga,
non puoi evitare che tutto questo avvenga !
Quando Lei sarà all’orizzonte
dovrai affidarti al demone Caronte.
Ma voi sapete, sono un diavoletto,
e voglio fare alla morte un gran dispetto,
gli do il mio corpo che non vale niente,
tengo il pensiero che è più importante.
Io l’ho affidato nella mia vita,
a chi ha voluto farmi cosa lieta,
la ho custodito i miei pensier più veri,
da far volare per tutti gli imperi.
Una cosa sola voglio dire a sta signora
che avanza e ormai non vede l’ora,
di prendersi un corpo che imputridisce,
che se lo prenda, ma qui non finisce.
Che se il pensiero ho bene seminato,
mia cara Thanatos, stavolta t’ho fregato !
7 commenti
Ed ora stai distesa, immobile,
e ti perdi in quel letto troppo grande
con la morte che ti tiene la mano
fai il punto al tuo passato
di solitudine e tristezza
eppure nessuno sbaglio
per poter giustificare
quanto la tua vita
è stata dura e cruda
Non cerco averi,
voglio piazzali allegri…
Dentro? Pulito!
<=> <=> <=>
L’osservazione in versi, stile haiku (1-4-6) è nata soffermandomi su un eccelso pensiero del celebre Alexsandr Isaevic Solzhenitsyn, scrittore, drammaturgo e storico russo del ventesimo secolo. Attraverso i suoi scritti fece conoscere al mondo i Gulag, i campi di lavoro forzato per i dissidenti del sistema sovietico. Gli è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura nel 1970 motivato da la forza etica con la quale seppe proseguire l'indispensabile tradizione della letteratura russa:
“Lo scopo della vita è la maturazione dell'anima. Non rincorrere quello che è illusorio, come la proprietà o la posizione. Tutte cose che vengono ottenute a spese dei nervi, decennio dopo decennio, e sono confiscate nella notte della caduta.”
Non è più tempo
di discorsi.
Non è più tempo
di risposte.
E neanche tempo
di ricordi…
perché sol di questi ,
non si vive!
E’ tempo di vedersi
e di non incontrarsi.
E’ tempo di brividi
da congelare.
Di porte aperte
dove non dovervi entrare.
Di osati pensieri
da non dover vivere.
Non è tempo …
nemmeno per guardarsi,
nemmeno per concludere parole.
E’ solo tempo di scrivere!
Son proibite le carezze,
che restano da sole
sulla carta,
in cerca di noi due.
Dei tuoi no…
le mie risposte
avevo scritto!
Ma la mia scrittura
il tempo l’ha sbiadita.
E giunta l’ora,
di Risposte Nuove…
…e di Nuovi Ricordi.
di discorsi.
Non è più tempo
di risposte.
E neanche tempo
di ricordi…
perché sol di questi ,
non si vive!
E’ tempo di vedersi
e di non incontrarsi.
E’ tempo di brividi
da congelare.
Di porte aperte
dove non dovervi entrare.
Di osati pensieri
da non dover vivere.
Non è tempo …
nemmeno per guardarsi,
nemmeno per concludere parole.
E’ solo tempo di scrivere!
Son proibite le carezze,
che restano da sole
sulla carta,
in cerca di noi due.
Dei tuoi no…
le mie risposte
avevo scritto!
Ma la mia scrittura
il tempo l’ha sbiadita.
E giunta l’ora,
di Risposte Nuove…
…e di Nuovi Ricordi.
Io sono un poeta pescatore,
pesco dalla terra e dalle stelle,
ascolto i consigli del mio cuore
e cerco di cantare cose belle
senza pretese, senza ambizioni,
sentendo l’esigenza di parlare.
Molti pensieri, tante riflessioni
corro con penna a riportare.
Inseguo uno scopo ballerino,
scrivo queste cose per diletto
a tutti voi lontani o qui vicino
non imporrò mai di esser letto.
Vedrete che non sono speciale:
di misteri esorcista o campione,
virtuoso del verso ufficiale,
più che cantore, forse pasticcione.
Se mi gradite così io vi ringrazio,
se mi biasimerete non fa niente,
serberò a voi lo stesso spazio
che assegno agli eletti di mia mente.
pesco dalla terra e dalle stelle,
ascolto i consigli del mio cuore
e cerco di cantare cose belle
senza pretese, senza ambizioni,
sentendo l’esigenza di parlare.
Molti pensieri, tante riflessioni
corro con penna a riportare.
Inseguo uno scopo ballerino,
scrivo queste cose per diletto
a tutti voi lontani o qui vicino
non imporrò mai di esser letto.
Vedrete che non sono speciale:
di misteri esorcista o campione,
virtuoso del verso ufficiale,
più che cantore, forse pasticcione.
Se mi gradite così io vi ringrazio,
se mi biasimerete non fa niente,
serberò a voi lo stesso spazio
che assegno agli eletti di mia mente.
Scappai un giorno,
poichè... qualcuno
mi voleva diversa
da come ero.
Sfuggì alla prigione
saltando sopra i tetti delle case
e corsi a perdifiato
per difendere i miei sogni.
Guardai forte, poi,
dentro gli occhi
di mio padre
dicendogli di me.
Impaziente e arrabbiato
depose le catene...
e fu così,
che con fruscio fortissimo
io mi innalzai in volo.
Il resto della storia
non è stato cosa facile...
... Fortuna che la Nike
mi ha donato forti e grandi ali!
poichè... qualcuno
mi voleva diversa
da come ero.
Sfuggì alla prigione
saltando sopra i tetti delle case
e corsi a perdifiato
per difendere i miei sogni.
Guardai forte, poi,
dentro gli occhi
di mio padre
dicendogli di me.
Impaziente e arrabbiato
depose le catene...
e fu così,
che con fruscio fortissimo
io mi innalzai in volo.
Il resto della storia
non è stato cosa facile...
... Fortuna che la Nike
mi ha donato forti e grandi ali!
Se di te non si riempie
più lo sguardo,
nude le mani
annaspano nel vuoto,
ricadono inermi
su fianchi stanchi.
Ed ora che sei
suono del mio vento,
che impetuoso scopre
ogni tormento,
scuote il petto
il tuo lamento
e d’assenza riempi
le mie giornate,
muta la voce
al tuo rauco pianto.
Come non essere felici quando trovi un bigliettino
sul tuo cuscino?
O quando qualcuno ti regala
una scatola ti cioccolatini?
Come fare a non commuoversi davanti
un “ti voglio bene”
detto da un bambino
che ti regala un disegno
fatto con le sue manine?
Come non apprezzare una cenetta a lume di candela?
Il camino scoppiettante…
le fiamme che riscaldano l’atmosfera
e le sue calde labbra…
Come non ascoltare
il canto di un cardellino
e di un pettirosso?
E tu, anche se stonato
mi dedichi una canzone
e la fischietti sotto il mio balcone….
Come posso far finta di niente?
Come faccio a non essere attratta
da tutto ciò che si dice siano delle banalità?
Come fare a non sentirsi bene
quando qualcuno ti ricorda,
ti apprezza,
e ti poggia la propria mano leggera leggera sulla spalla
e ti dice: “So che ce la farai!” ?
Come non sentirsi donna quando indossi una scarpa col tacco
o tingi le labbra con un rossetto nuovo?
Come non sciogliersi davanti ad un po’ di galanteria
ormai in via d’estinzione?
E come non amare una serata passata a piangere
guardando un vecchio film ricolmo d’amore?
E come faccio a non essere rapita dalle emozioni
quando dopo la pioggia ritorna il sereno
e tra le nuvole uno stormo di rondoni
svolazza e saluta la mia città
annunciando
l’avvicinarsi dell’estate?
Come non essere entusiasta
di aver ritrovato un’amica che credevo ormai persa?
O come potrei rimanere indifferente
riguardando le foto della mia infanzia?
Vi confesso,
che sono attratta dalle banalità,
quelle piccole cose che cucite tutte assieme
formano il più grande “patchwork”
autografato:
VITA!
Carnevale è una maschera folle
farei pazzie per poterla afferrare,
farla mia,
almeno per un anno
per poi ricominciare,
colorando il cielo
truccato dagli occhi di sole
rendendo un mondo surreale.
Nel cuore dei bambini
ci vorrei entrare
ballando con la musica
facendola venire dal mare.
Un mondo di coriandoli
svolazzanti e festosi
che come tanti volti
risplendono sorrisi.
Carnevale folle,
di tutti,non solo mio,
di maschere improvvisate
un tocco d’allegria
dà colori sempre vivi
a questo mondo così vecchio e stonato…

Èssere truce
non saggia che dissensi.
Il dì non ha STOP...
<=> <=> <=>
Versi nati da un pensiero di Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basalto, poeta, diplomatico e politico cileno del XX secolo, nonché Premio nobel della letteratura nel 1971 con la seguente motivazione: “per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente”:
“Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera.”
Nastro
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
A chi sta li ad attendere...
Rinchiusi in una gabbia.
A volte la fortuna li aiuta,
una casa, una nuova famiglia.
Ed è allora che la felicità
compare sul loro viso.
Traspare serenità,
affetto, amore incondizionato.
Stanno li...Aspettano, Ascoltano,
qualcuno li consola.
Stanno li quando tutto il resto
del mondo ti gira le spalle.
Loro non ti
abbandonano mai.
Con coraggio attendono
la fine dell’ultimo respiro.
Vorrei dare voce
a chi ti ama dall’inizio alla fine.
Anche quando manca il coraggio
di lasciarli andare.
Dall'alto
ci guarderanno.
Ci resteranno
a fianco per l’eternità.
Seduti li
sulla poltrona.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA ( I VERSI DELL'ANIMA )
Rinchiusi in una gabbia.
A volte la fortuna li aiuta,
una casa, una nuova famiglia.
Ed è allora che la felicità
compare sul loro viso.
Traspare serenità,
affetto, amore incondizionato.
Stanno li...Aspettano, Ascoltano,
qualcuno li consola.
Stanno li quando tutto il resto
del mondo ti gira le spalle.
Loro non ti
abbandonano mai.
Con coraggio attendono
la fine dell’ultimo respiro.
Vorrei dare voce
a chi ti ama dall’inizio alla fine.
Anche quando manca il coraggio
di lasciarli andare.
Dall'alto
ci guarderanno.
Ci resteranno
a fianco per l’eternità.
Seduti li
sulla poltrona.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA ( I VERSI DELL'ANIMA )
Rimanendo senza parole
un'ora,un giorno
così io passo la mia esistenza quieta
nel riverbero
di un sole che nasce
prematuro come il soliloquio
del mio volto nello specchio:
luci,occhi,sogni
in quel silenzio breve che mi dà l'oblio
della vita
io mi taccio,atomo infinito di pensiero.
Di notte,
il momento dei poeti,
degli scrittori,
dei ribelli;
ore nel silenzio,
nel nascondimento
tra le tenebre,
luci soffuse del neon,
a cercare parole,
pensieri,
idee fugaci e chimere perdute,
amori infranti,
donne perdute,
dimenticate,
primi amori
lontani,
che non torneranno più,
ma che non si scordano mai,
la notte dei poeti
maledetti,
con le loro penne,
intinte nella memoria e nel ricordo,
di cose perdute,
di rabbie sopite,
di dolore
e di ferite mal lenite;
poeti
e il loro mondo,
che scrivono
un po’ per se stessi,
e per gli altri,
per tutti,
anche per te.
il momento dei poeti,
degli scrittori,
dei ribelli;
ore nel silenzio,
nel nascondimento
tra le tenebre,
luci soffuse del neon,
a cercare parole,
pensieri,
idee fugaci e chimere perdute,
amori infranti,
donne perdute,
dimenticate,
primi amori
lontani,
che non torneranno più,
ma che non si scordano mai,
la notte dei poeti
maledetti,
con le loro penne,
intinte nella memoria e nel ricordo,
di cose perdute,
di rabbie sopite,
di dolore
e di ferite mal lenite;
poeti
e il loro mondo,
che scrivono
un po’ per se stessi,
e per gli altri,
per tutti,
anche per te.









