Val bene un momento
prender fiato
distendere la fronte
intrecciare le braccia
appoggiando la testa
Guardare il bianco che non ha fine
il miracolo della luce calda
sulle panchine
Val bene un momento
vuotare dentro
staccare l'uomo
virare contro
Immaginare il vuoto
anche senza scopo
colmare la distanza
anche se non abbastanza
Val bene un momento segnare con l'accento
sulle secche labbra
dediche dal cuore
frasi dal forte tono
nel sono quel che sono
in tutto quel marasma
ore ostaggio di fantasma
liberate con coraggio
prender fiato
distendere la fronte
intrecciare le braccia
appoggiando la testa
Guardare il bianco che non ha fine
il miracolo della luce calda
sulle panchine
Val bene un momento
vuotare dentro
staccare l'uomo
virare contro
Immaginare il vuoto
anche senza scopo
colmare la distanza
anche se non abbastanza
Val bene un momento segnare con l'accento
sulle secche labbra
dediche dal cuore
frasi dal forte tono
nel sono quel che sono
in tutto quel marasma
ore ostaggio di fantasma
liberate con coraggio
Facevo silenzio
sul fatto che tu
mancavi alle piccole cose.
Cose apparentemente
insignificanti,
ma cardini di un costrutto.
Lentamente, a malapena,
capivo che, quando mi baciavi,
baciavi solo la mia bocca
e non la mia anima, l’ansia e le paure.
Cosi io sola, mio malgrado,
abbracciavo gocce di silenzio,
in cui si consumava la mia pazienza.
Candidamente sordo, cieco,
distratto, tu…
mentre io raggiungevo il limite
senza un lamento.
Ora, siedo su quel traguardo
sono figlia della mia pazienza
e rifletto che, negli anni,
ho imparato a fare a meno di te…
sul fatto che tu
mancavi alle piccole cose.
Cose apparentemente
insignificanti,
ma cardini di un costrutto.
Lentamente, a malapena,
capivo che, quando mi baciavi,
baciavi solo la mia bocca
e non la mia anima, l’ansia e le paure.
Cosi io sola, mio malgrado,
abbracciavo gocce di silenzio,
in cui si consumava la mia pazienza.
Candidamente sordo, cieco,
distratto, tu…
mentre io raggiungevo il limite
senza un lamento.
Ora, siedo su quel traguardo
sono figlia della mia pazienza
e rifletto che, negli anni,
ho imparato a fare a meno di te…
Il senso del nulla
inganna nella sua identità
un pensiero arcano
fisso perpetuo
mi spinge nel
barlume di una esistenza
vana e nebulosa
in silenzio
pensieri tristi
affollano la mia mente
l’ultimo viale della vita
poi il nulla
l’oblio di ogni attimo
di vita .vissuta
l’incessante paura
di un destino immutabile
inganna nella sua identità
un pensiero arcano
fisso perpetuo
mi spinge nel
barlume di una esistenza
vana e nebulosa
in silenzio
pensieri tristi
affollano la mia mente
l’ultimo viale della vita
poi il nulla
l’oblio di ogni attimo
di vita .vissuta
l’incessante paura
di un destino immutabile
Ti vengo a cercare negli attimi di silenzio,
laddove brilla nel campo una rosa
E nel tepore di una notte di stelle
ascolto le note di una dolcissima e malinconica “nenia”
Nel cortile risuonano le voci della mia infanzia
Danzano le ore nei meandri dei ricordi
La mia anima,
svegliandosi,
si sta aprendo all'amore,
verso l'infinito.
laddove brilla nel campo una rosa
E nel tepore di una notte di stelle
ascolto le note di una dolcissima e malinconica “nenia”
Nel cortile risuonano le voci della mia infanzia
Danzano le ore nei meandri dei ricordi
La mia anima,
svegliandosi,
si sta aprendo all'amore,
verso l'infinito.
Mordo i miei giorni
mentre passa, sul viso,
il tempo che un dì mi fu amico.
Assaporo le ore per poi
lasciarle andare.
E, assorta, forgio un pensiero:
il tempo non esiste!
… Esistiamo noi,
materia che vive il suo stato,
e si trasforma e torna ad essere
quel che un tempo era…
Un granello di sabbia,
fattosi spiaggia, per vivere
lo spazio e le tempeste del mare...
… Vissuto e trasformatosi…
E intanto vola questo tempo,
fra le ali e i respiri del vento,
che accarezza rughe
in questi mie giorni…
mentre passa, sul viso,
il tempo che un dì mi fu amico.
Assaporo le ore per poi
lasciarle andare.
E, assorta, forgio un pensiero:
il tempo non esiste!
… Esistiamo noi,
materia che vive il suo stato,
e si trasforma e torna ad essere
quel che un tempo era…
Un granello di sabbia,
fattosi spiaggia, per vivere
lo spazio e le tempeste del mare...
… Vissuto e trasformatosi…
E intanto vola questo tempo,
fra le ali e i respiri del vento,
che accarezza rughe
in questi mie giorni…
Forse, le poesie più belle
si scrivono con il cuore in ginocchio,
piegato sulla dura roccia.
Quando il pianto è inarrestabile,
per incuria o capriccio del destino:
imprevista distrazione del gran Dio!
Quando…
..innanzi alla perduta Terra Promessa
il sangue è furia nelle vene,
e i sensi son dispersi
nella giungla della feroce vita.
Quando…
come strani demoni stanchi,
ci avviamo verso il tramonto
di uno sbiadito rosso fuoco
con ideali e una religione… senza credere!
Quando, ci si accorge
di abitare un deserto di false preghiere
e vinti ci buttiamo a terra.
Quando l’amore ahimè …ci ha traditi
e guardandoci allo specchio
leggiamo i solchi
che non ci fanno più dimenticare…
..la mancata Terra Promessa!


Vedi quel puntino alto nel cielo?
E’ la mia voglia di andare,
ancora.
… E vedi quel buco nella terra?
E’ una tana di talpa e
quella talpa sei tu.
Tu, che ami il silenzio,
il grigiore della penombra.
Tu, che hai un cielo di nuvole scure,
che non osi gridare
e vivi sopravvivendo
ai minuti, ai giorni
che sfilano tutti uguali.
… Monotone ore
guardate dietro pupille intristite.
Io voglio scontrarmi
con nuvole e tempeste,
voglio bagnarmi di pioggia
e poi asciugarmi al sole,
perché le nuvole si dissolvono
con il vento impetuoso della vita.
E non importa se volerò invano:
volerò alta, sopra le tue nuvole grigie
fuori dalla tana….
E’ la mia voglia di andare,
ancora.
… E vedi quel buco nella terra?
E’ una tana di talpa e
quella talpa sei tu.
Tu, che ami il silenzio,
il grigiore della penombra.
Tu, che hai un cielo di nuvole scure,
che non osi gridare
e vivi sopravvivendo
ai minuti, ai giorni
che sfilano tutti uguali.
… Monotone ore
guardate dietro pupille intristite.
Io voglio scontrarmi
con nuvole e tempeste,
voglio bagnarmi di pioggia
e poi asciugarmi al sole,
perché le nuvole si dissolvono
con il vento impetuoso della vita.
E non importa se volerò invano:
volerò alta, sopra le tue nuvole grigie
fuori dalla tana….
Passano i giorni vuoti , monotoni, senza sensazioni,
frammentati nelle ore che non trasmettono più emozioni
non c’è sole che possa scaldare
solo assenza, memorie, ricordi
il tempo scorre gelido e spietato
come vorrei in questi giorni inerti
averti vicino
ma gli anni passano e sento che anche l’amore muore
frammentati nelle ore che non trasmettono più emozioni
non c’è sole che possa scaldare
solo assenza, memorie, ricordi
il tempo scorre gelido e spietato
come vorrei in questi giorni inerti
averti vicino
ma gli anni passano e sento che anche l’amore muore
Scie abbaglianti del sole che sta tramontando
illuminano la sera.
Un tramondo di metà primavera,
uno come tanti, ma stasera porta tristezza.
L'anima non è illuminata
come il cielo.
E' triste...
malinconica...
L'estate sta per arrivare,
i piumini dei pioppi invadono la città.
Per le strade sembra
una pioggia di fiocchi di neve.
Forse è per questo
che ho i brividi di freddo.
Già i brividi...con l'arrivo dell'estate
forse svaniranno riportando calore all'anima.
illuminano la sera.
Un tramondo di metà primavera,
uno come tanti, ma stasera porta tristezza.
L'anima non è illuminata
come il cielo.
E' triste...
malinconica...
L'estate sta per arrivare,
i piumini dei pioppi invadono la città.
Per le strade sembra
una pioggia di fiocchi di neve.
Forse è per questo
che ho i brividi di freddo.
Già i brividi...con l'arrivo dell'estate
forse svaniranno riportando calore all'anima.
Essere in grado di vivere
col peso del sentirsi esistere
ecco l’enigma lasciato in bianco.
Laddove il vivere è ostentazione, io sogno
laddove il cuore intrappolato nel ruolo
io contemplo, espio, sento,
laddove il pensiero non si rivela che liso
interstizio ricucito d’emozione, confuso
io denudo l’istante, lo scarnifico, l’espianto
dall’immagine e sorgo forma fatale
come pianta al seme.
Essere in grado di vivere
col peso della comprensione urge nella mente
per ritrovare memorie scritte depositarie di gloria,
familiari ostaggi di storia
dove il viversi compatisce pelle
e il dolore tenuto a distanza non impara
l’oltre della vita, non si apre alla fine
liquefa l’esplorazione, non rivela l’irrisolto
insabbia la ragione avida d’ascesi
con la presunzione umana d’eterno falso
realtà a soffio di vento su cumuli di cenere
intrisi di mutamento.
Essere davvero in grado di vivere
nel senso d’amare ecco il punto solare
deforme coraggio di limiti interposti
all’intenzione del donarsi senza esporsi
al difetto alterato dell’ascolto in assolo
ambulante desiderio privo di devozione
elemosina di sé nell’esaltazione di sé medesimo
nell’urlo silente, presuntuoso del niente
illusione vissuta nella nullità dell’alterità
versione congelata dell’immagine, morta vivente.
Non è possibile!
Essere davvero in grado di vivere
o solo esserci, giunti alla morte
fin quando nell’inganno l’identità sia dispersa
disperata la viltà dilaghi nel perdono
fino a svelarsi libertà d’essere
obnubilata paura metafisica di morte.
La caducità callipigia a fatica indica la natica
l’idea viva all’ombra del pensiero morto.
La verità è che la vanità ci tiene in sfida.
Lo spirito naufraga nel mare dell’essere.
col peso del sentirsi esistere
ecco l’enigma lasciato in bianco.
Laddove il vivere è ostentazione, io sogno
laddove il cuore intrappolato nel ruolo
io contemplo, espio, sento,
laddove il pensiero non si rivela che liso
interstizio ricucito d’emozione, confuso
io denudo l’istante, lo scarnifico, l’espianto
dall’immagine e sorgo forma fatale
come pianta al seme.
Essere in grado di vivere
col peso della comprensione urge nella mente
per ritrovare memorie scritte depositarie di gloria,
familiari ostaggi di storia
dove il viversi compatisce pelle
e il dolore tenuto a distanza non impara
l’oltre della vita, non si apre alla fine
liquefa l’esplorazione, non rivela l’irrisolto
insabbia la ragione avida d’ascesi
con la presunzione umana d’eterno falso
realtà a soffio di vento su cumuli di cenere
intrisi di mutamento.
Essere davvero in grado di vivere
nel senso d’amare ecco il punto solare
deforme coraggio di limiti interposti
all’intenzione del donarsi senza esporsi
al difetto alterato dell’ascolto in assolo
ambulante desiderio privo di devozione
elemosina di sé nell’esaltazione di sé medesimo
nell’urlo silente, presuntuoso del niente
illusione vissuta nella nullità dell’alterità
versione congelata dell’immagine, morta vivente.
Non è possibile!
Essere davvero in grado di vivere
o solo esserci, giunti alla morte
fin quando nell’inganno l’identità sia dispersa
disperata la viltà dilaghi nel perdono
fino a svelarsi libertà d’essere
obnubilata paura metafisica di morte.
La caducità callipigia a fatica indica la natica
l’idea viva all’ombra del pensiero morto.
La verità è che la vanità ci tiene in sfida.
Lo spirito naufraga nel mare dell’essere.
Sono stanco
di vivere una vita difficile
di pensare ad un futuro incerto
sono stanco di percorrere questo viale
ombroso
non c’è un orizzonte
sono stanco di combattere contro il vento
delle aspettative disattese
di questo mondo che ancora non so capire
di tutta questa tristezza che mi circonda
sono stanco di osservare il buio
vorrei vivere
in un mondo d’amore e di solidarietà
di vivere una vita difficile
di pensare ad un futuro incerto
sono stanco di percorrere questo viale
ombroso
non c’è un orizzonte
sono stanco di combattere contro il vento
delle aspettative disattese
di questo mondo che ancora non so capire
di tutta questa tristezza che mi circonda
sono stanco di osservare il buio
vorrei vivere
in un mondo d’amore e di solidarietà






