Quando sei così:
Inerme,
come uno stupido oggetto
vieni messo da parte.
Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
Inerme,
come uno stupido oggetto
vieni messo da parte.
Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
7 commenti
Le belle parole
sono come una nuvola
che dopo una tempesta
vengono spazzate via dal vento.
E non esiste sole
o belle giornate
nascoste tra l'indifferenza della gente.
Un vecchio muore
perché sempre più solo
ha scelto che dormire per sempre
è meglio che vivere
da essere inesistente.
Le belle parole
non so quanto possano servire
quando ti dicono
<< Mi spiace ma non c'è posto per lei
ripassi tra un mese e vediamo >>
E poi ripassi ed è la solita storia.
Quante belle parole
come quelle che inventiamo ai bambini
forse pensando che non diventeranno mai grandi.
E intanto il mondo va avanti
con sempre più indifferenza
e boati di guerra,
tanto chi se nè frega
è lontana...
sono come una nuvola
che dopo una tempesta
vengono spazzate via dal vento.
E non esiste sole
o belle giornate
nascoste tra l'indifferenza della gente.
Un vecchio muore
perché sempre più solo
ha scelto che dormire per sempre
è meglio che vivere
da essere inesistente.
Le belle parole
non so quanto possano servire
quando ti dicono
<< Mi spiace ma non c'è posto per lei
ripassi tra un mese e vediamo >>
E poi ripassi ed è la solita storia.
Quante belle parole
come quelle che inventiamo ai bambini
forse pensando che non diventeranno mai grandi.
E intanto il mondo va avanti
con sempre più indifferenza
e boati di guerra,
tanto chi se nè frega
è lontana...
La notte è un baratro oscuro,
di infinite ore
insonni,
dove il tempo si ferma
e perde di significato,
dove i pensieri volano
alle porte della notte;
quando i poeti scrivono,
nel silenzio,
in compagnie delle muse
benigne della poesia,
notte ,
nascondimento,
fatta di ricordi,
di atmosfere soffuse,
di silenzi immani,
notte.,
pensieri ,
ricordi.

di infinite ore
insonni,
dove il tempo si ferma
e perde di significato,
dove i pensieri volano
alle porte della notte;
quando i poeti scrivono,
nel silenzio,
in compagnie delle muse
benigne della poesia,
notte ,
nascondimento,
fatta di ricordi,
di atmosfere soffuse,
di silenzi immani,
notte.,
pensieri ,
ricordi.
La fotografia è uno scatto,
un angolo di vita.
La fotografia è meglio della vita reale,
la si può modificare.
È fatta per ricordare,
anche se a volte sarebbe meglio dimenticare.
È colore che può dare quel calore
proprio nel momento giusto!
È anche gioia, allegria, ma è un po’ nostalgia.
Per alcuni è noiosa,
per altri è una passione,
quasi un’ossessione,
da coltivare, da migliorare, da reinventare….
Non ne puoi fare a meno,
la devi amare!
Gente, se nelle case, anche voi,
avete quella scatola piena di rullini,
magari un po’ sbiaditi e di bianco e nero vestiti.
Vuol dire che siete delle persone, e una storia.
E la fotografia sarà la vostra memoria,
che vi aiuterà a narrar senza quasi parlar….
Oh, gente, siete d’accordo con me,
con i miei molti pensieri?
Quel girasole, quel tulipano che s’inchinano all’arcobaleno…
E quell’aurora di buon’ora,
che poesia,
quando l’hai fotografata prima che andasse via!
E quella mamma di cui del suo bambino è piena,
pronta a partorir,
e una foto al nascituro non farai?
Ma sì!
Ho fotografato.
E ancora una volta l’obiettivo la sua firma ha lasciato.
E così…
sarà di nuovo un’angolo di vita
che darà gioia, allegria ma anche un po’ nostalgia.

Il mesto abòrro,
cotanti amici màncano…
Allegro vogliono!
<=> <=> <=>
Haiku (2-4-6) forgiato, dopo aver scorso un espressivo aforisma di Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo, scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, nonchè Premio Nobel per la letteratura nel 1982:
“Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso”.
Olocausto, ascoltami:
il filo spinato
nel cuore
provoca dolore,
hai travisato
la storia,
hai annientato
le menti,
hai martoriato
il soma
alle genti.
Oggi come allora,
non tutto
è perduto,
lo spirito
è sopravvissuto
a memoria
dell'umanità,
per raggiungere
l'essenza,
per congiungersi
alla dignità.
il filo spinato
nel cuore
provoca dolore,
hai travisato
la storia,
hai annientato
le menti,
hai martoriato
il soma
alle genti.
Oggi come allora,
non tutto
è perduto,
lo spirito
è sopravvissuto
a memoria
dell'umanità,
per raggiungere
l'essenza,
per congiungersi
alla dignità.
... Sai quando sorridi, respiri
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
L’assenza di pensiero ubbidisce alla cecità
intenzioni incollate alle velleità del pugno
Vibra negazioni di verità murate vive il cuore
demolito sipario di vita all’applauso del dolore.
Si perde al tormento il vaneggio agonizzante
sul tetto del mondo trapuntato di violenze
ferite lacrimate in vetta nella loro candida danza
scavate in vena esposte alla pigrizia orfana.
Rinnega graffiti di memoria su pareti d’inconscio
l’evoluzione ridotta a pantomima chirurgica
farsa d’uomo alterata dal dissidio ai piedi del perdono
decapitato a salvare l’ombra del sepolcrale muro.
Addio al paese,
dicevi,
mentre la mano
mi tenevi,
e non puoi stare ferma,
devi sempre andare,
partire
al diavolo il paese fetente,
sei una girovaga,
una nomade;
addio al paese dicevi,
tu ci credevi,
e adesso,
anch’io
che sono qua,
e chissà dove sei,
che fai;
e siamo sempre qui,
con desiderio
di a ndare via,
da questo posto fetente,
da questo paese perdente,
cambiare ,
andare,
bisogna sempre andare.
dicevi,
mentre la mano
mi tenevi,
e non puoi stare ferma,
devi sempre andare,
partire
al diavolo il paese fetente,
sei una girovaga,
una nomade;
addio al paese dicevi,
tu ci credevi,
e adesso,
anch’io
che sono qua,
e chissà dove sei,
che fai;
e siamo sempre qui,
con desiderio
di a ndare via,
da questo posto fetente,
da questo paese perdente,
cambiare ,
andare,
bisogna sempre andare.

Spàrgere assenta…
Fiori recisi solo
trovo appasiti!
<=> <=> <=>
Poesia scritta (Accenti ritmici 1-4-6), dopo attenta meditazione, delle osservazioni di Mohandas Karamchand Gandhi detto il Mahatma, politico, filosofo e avvocato indiano del 1900:
“L’uomo si distrugge con la politica senza principi, con la ricchezza senza lavoro, con l’intelligenza senza sapienza, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la religione senza la fede, con l’amore senza il sacrificio di sé”.
Fiori recisi solo
trovo appasiti!
<=> <=> <=>
Poesia scritta (Accenti ritmici 1-4-6), dopo attenta meditazione, delle osservazioni di Mohandas Karamchand Gandhi detto il Mahatma, politico, filosofo e avvocato indiano del 1900:
“L’uomo si distrugge con la politica senza principi, con la ricchezza senza lavoro, con l’intelligenza senza sapienza, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la religione senza la fede, con l’amore senza il sacrificio di sé”.
Cadono ultime le foglie
che Ulisse vede
tristi arrivi
per lo sparire annunciato
Cadoni i corpi
che Ulisse crede
ancora vivi
a raccontare di tempi
ora piangenti
Cadono i pianti
che Ulisse vuole
specchi a brandelli
di cuori macelli
Cadono le speranze
che Ulisse sa
adagiate su ricordi
a ritroso scanditi
dal tempo sfiniti
Cadono le vite
che Ulisse conosce
come gocce di pioggia
sporche
pure
a far altro fango per la terra
inghiottite e sparite
come in cielo le comete
Con questa faccia da poeta,
che non si fida di nessuno,
come un gatto randagio,
questa faccia da poeta,
che ama più
di qaunto può,
che sente e soffre,
e scrive,
perché tu sia,
lettore di parole
di magia;
questa faccia da poeta,
troppo solo,
tra facce e bastardi che parlano male,
ribelle ancora ribelle,
.
che non si fida di nessuno,
come un gatto randagio,
questa faccia da poeta,
che ama più
di qaunto può,
che sente e soffre,
e scrive,
perché tu sia,
lettore di parole
di magia;
questa faccia da poeta,
troppo solo,
tra facce e bastardi che parlano male,
ribelle ancora ribelle,
.
Le albe che nascono buie
vanno alla ricerca di spiragli di luce,
cercando un sorriso dimenticato.
Cosi io cerco,
in questa giungla,
un silenzio che pur mi fa paura.
Lo stesso silenzio
in cui vorrei lavare
tutte le mie pene, le ansie,
i dolori che scalfiscono l’anima.
Cerco albe profumate di mare,
che mi dicano d’amore e di gioia.
Che mi prendano per mano
per scivolare, sicura, nel tunnel della vita.
Ci sono albe che
sembrano nascere al buio
ma si nascondono, giocano,
perchè è vero,
il sole è sempre dietro le nuvole.
Grazie per la splendida collaborazione, grazie per la tua vicinanza, grazie di esserci...
vanno alla ricerca di spiragli di luce,
cercando un sorriso dimenticato.
Cosi io cerco,
in questa giungla,
un silenzio che pur mi fa paura.
Lo stesso silenzio
in cui vorrei lavare
tutte le mie pene, le ansie,
i dolori che scalfiscono l’anima.
Cerco albe profumate di mare,
che mi dicano d’amore e di gioia.
Che mi prendano per mano
per scivolare, sicura, nel tunnel della vita.
Ci sono albe che
sembrano nascere al buio
ma si nascondono, giocano,
perchè è vero,
il sole è sempre dietro le nuvole.
Grazie per la splendida collaborazione, grazie per la tua vicinanza, grazie di esserci...
Siamo tutti figli dello stesso cielo
o ognuno ha un cielo costruito a misura
da un Dio sconosciuto che brancola nel buio
dentro le nostre macerie?
L'ho pensato mentre vagavo privo di occhi
mentre dipingevo le nuvole di un colore rosso corallo
mentre fermavo con le mani la pioggia
e con un mantello di fiori regalavo sorrisi alla luna;
stelle le mie pupille
in abbagli di luce oltre il sapere e le certezze.
L'ho pensato quando ho visto la gente
arrampicarsi in quel cielo d'argento
che da qui è un riflesso delle nostre paure
miliardi di schegge disperse al di là del nostro sapere;
quando ho visto la gente
prendersi a morsi per arrivare a sfamarsi
d'infinito e di niente
anche a costo di mangiare se stessi
il figlio, il pane e la madre morente.
E adesso di tutto questo cielo
di tutte queste lacrime di gioia e di morte
cosa me ne faccio?
Dove seppellisco questa immensità d'azzurro
che mi hanno aperto le porte e il cuore
privandomi di forze e difese?
Mi affiderò al destino del vento
che fischia alle orecchie
facendomi perdere il senso:
la parola è un fratello che ti pugnala alla schiena.
o ognuno ha un cielo costruito a misura
da un Dio sconosciuto che brancola nel buio
dentro le nostre macerie?
L'ho pensato mentre vagavo privo di occhi
mentre dipingevo le nuvole di un colore rosso corallo
mentre fermavo con le mani la pioggia
e con un mantello di fiori regalavo sorrisi alla luna;
stelle le mie pupille
in abbagli di luce oltre il sapere e le certezze.
L'ho pensato quando ho visto la gente
arrampicarsi in quel cielo d'argento
che da qui è un riflesso delle nostre paure
miliardi di schegge disperse al di là del nostro sapere;
quando ho visto la gente
prendersi a morsi per arrivare a sfamarsi
d'infinito e di niente
anche a costo di mangiare se stessi
il figlio, il pane e la madre morente.
E adesso di tutto questo cielo
di tutte queste lacrime di gioia e di morte
cosa me ne faccio?
Dove seppellisco questa immensità d'azzurro
che mi hanno aperto le porte e il cuore
privandomi di forze e difese?
Mi affiderò al destino del vento
che fischia alle orecchie
facendomi perdere il senso:
la parola è un fratello che ti pugnala alla schiena.









