Esistere…
qual lieve segno,
tracciato sulla sabbia silenziosa.
Anonima presenza dell’essere!

Un gesto, un segno,
che vuole ricalcare,
replicare, l’irripetibile gestualità divina.

Una cosmogonia quasi…
esistere è
generare mondo,
desiderio e voluntas!
Che risolleva dalla misera miseria ,
che ci sottrae dall’oscuro oblio.

Sofferenza si!
Poiché inesausta gara
tra  finito  ed infinito,
illimitata, eterna,
antica lotta, tra uomini e Dei.

Ma come gli Dei,
il rosso  fuoco ci arde dentro,
con la sua  liberatoria forza
e la sua idea di libertà.

Amici poeti e artisti, tutti,
c’è sempre un nuovo
fuoco da accendere ,
poiché, veloce il nemico incalza,
per arrecare danno :

(L’ingiusto, il brutto, ci gira lieto, intorno)!

A noi ,l’ingrato, nobile compito
di svelare e rivelar bellezza ,
pur toccandoci di visitare
i più tetri abissi,
e le  miserie più inquietanti.

L’esistenza ?
Perenne, eterna, solenne,
nostalgica tensione
di volersi riappropriare
dell’originaria, vera Patria…  è il superar se stessi,
è donarsi al mondo… …

Quale grande segno!



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Profilo Autore: Hera  

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Città
illuminata a festa.

Una sera come tante
fra cinema e teatro.

Un drink
in compagnia.

Una serata
fredda.

File di gente
sui marciapiedi.

Si dirigono allo stadio
per una partita importante.

Quando tutto crolla
con il suono di mitragliette.

Che rimbomba
per tutta la città.

Si conclude
la partita della vita.





Per non dimenticare....
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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L’ alba bussava al tuo uscio,

e tu, in anticipo, eri pronta a partire.

L’afa, il gelo,

un malessere di donna o, a volte,

la vita che dentro te cresceva,

non potevano trattenerti.

Non c’era tempo per indugiare,

il dovere era più forte del dolore,

dell’ansia e della paura.

Raccoglievi i tuoi capelli,

rinfrescavi il viso,

svuotavi il vaso della notte,

le direttive alla figlia maggiore

e via…

La campagna ti aspettava, andavi,

i tuoi piedi scalzi ma dalla pianta dura,

lasciavano le orme sul terreno,

a volte freddo, a volte arido o scivoloso

e sovente, di tutto, sassi taglienti o pungenti spine,

rallentavano il tuo incedere.

Conoscevi ogni erba dei campi,

tu seminavi, piantavi, innaffiavi, raccoglievi.

Fasciavi la legna

e pronto il carico sulla nuca,

riprendevi la strada del ritorno.

Il tuo cammino era distratto dal fuso che,

tra le mani, filava la lana.

Andavi immersa nei tuoi profondi pensieri…

Il pane, l’acqua alla fontana, i panni al fiume,

gli animali, la casa e poi…

il dolce appuntamento con gli anziani

e il rispettoso ossequio per loro.

Essi ti aspettavano, apprezzavano

 la tua presenza, la  tua compagnia,

il tuo aiuto, le quattro parole da scambiare.

Ciò rigenerava in loro, il cuore e lo spirito e

ricchi di saggezza elargivano, in cambio, consigli

e proferivano detti proverbiali.

Tu li amavi e li curavi al punto da non negargli

 il calore del loro nido,

fino all’ultimo alito di vita.

Donna, tutto questo eri,

fin quando durava il giorno.

Poi si chiudevano gli usci;

uno sguardo fugace all’uomo

e il terrore d’incontrare l’ira nei suoi occhi,

presagio di un imminente sfogo su di te,

regalandoti segni evidenti per giorni;

un segno di croce,

si smorzava la debole luce del lume

e si auspicava l’arrivo del nuovo giorno.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Abbandonati  a noi stessi
dopo il tramontar del  sole di Apollo,
dopo l’audace smarrimento
della delirante,
ebbra forza di Dioniso
e con essa del  senso vitale della terra,
siamo  ora, prigionieri di un’attesa.


Viviamo ormai della nostalgia
di quella Dionisiaca  promessa
di rinascita profonda,
di antica, originaria assolutezza cosmica,
poiché, solo a metà stiamo  morendo!

Smarriti , persi,
nella e dalla potenza
di questa epifania,
ci siam consegnati a strani etici commerci
rendendo sterile la nostra creativa identità.

Non più illusioni,
non più utopia, non più sogni…

(Eppur la storia è sempre stata cosa di grandi sognatori)!


…Catturati da uno strano  vizio moderno ,
siamo  ora rassegnati,
senza un credo:  
Epoca senza più Dei,
senza più Eroi!


Scisso il nostro essere,
ormai, monca l’anima,
siam senza più l’incanto
per  la lirica bellezza,
per quel senso dell’origine, che salva.

Urlooooo  Romantico!!!

…Perché far prevaler la terra  contro il cielo?
Gli uomini sugli angeli?
Perché consumarci nell’assurda
contemplazione delle tenebre,
diventando con malinconia ed  arroganza,
sicuri alfieri del nulla,
della crisi immane,
dell’incomunicabiltà,
del non-senso!

Sarebbe  forse ora  di mettersi
a cercare la magnifica,  aulica,  persa dimensione …
…  dobbiam trovare il  nuovo Ermes!
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Profilo Autore: Hera  

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Labbra dal sapor bianco torrone,
latte, mandorle e nocciole.
Sapor di ricordi quasi lontani,
pioggia in trasparente visione.
Brindiamo all'anno in arrivo,
verde l'età, nettare di propoli,
rimpianti in solo andata.
Amor, falda di seta,
coprir l'irreparabile della vita.
Aria pulita, incenso, oro e mirra.
Sublime e fantastica allegria.
Clessidra capovolta.
Anno vegetale,purvincolo,voce affine.
Speranza, fra cielo e mare, pace, amore.
Anno vorace, rispetto per altre vite..
Perle di coraggio attorcigliate al polso.
Umiltà, perdono siano pugno di mano.
Divina Misericordia ad essenza miracolosa.

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Il vecchio va, il nuovo arriva.

Momento ricco di lucentezza, si!

Ma che impone autentica lettura

e riflessione.

Incontriamo nel viaggio della vita,

qualcuno, molti!

Ma  alla fine del tempo,

i conti li dobbiamo fare soli .

L’imminente fine d’anno

è come un grande specchio

che riflette, di noi , le azioni,

i bisogni, i pensieri, le emozioni .

Forse ci toccherà anche 

di sentirsi soli:

chi, o che cosa

 ci accompagnerà ancora,

in questo meraviglioso viaggio

 che è la nostra vita?

La stella che orienta il nostro cammino

è sempre lì, fissa in cielo;

ci osserva, e chiede attraverso

il suo puro splendore,

di scegliere con attenta verità

 la strada

che dovrà orientare  ancora

i nostri passi...

…Forse la nostra solitudine?

Che non è, solo” la solitudine”,

Ma anche tutta  la nostra unicità,

 la nostra assoluta irripetibilità,

la nostra  segreta e inviolabile identità,

capacità d’incontrarsi con l’indetrminato,

con la sublime  casualità dell’accadere…

Il  Nostro  nuovo … siamo noi,

 se  saremo avventurosi,  fedeli, coerenti e sinceri compagni di noi stessi.

Poiché solo  l’amore per se stessi,  

potrà essere vero amore per il mondo…. .Augurissimi!

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Profilo Autore: Hera  

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            Al nuovo anno

Al nuovo anno come sempre

            Chiedo didare

          Serenità e salute

     Alle persone a me care        

Ai conoscenti e agli sconosciuti.

              Confido in Dio

          E null’altro chiedo.

         Sia fatta la sua volontà.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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Ambedue, tu ed io, caro amico
camminiamo nello stesso labirinto!
Nel labirinto dei nostri sentimenti
che pur mai furono appagati.

Ma vogliamo lasciar sussistere
il sentire l'un dell'altro,
poiché sappiamo quanto
sia rosso e dolce  il vino degli anelati sogni.
Lasciamo che essi  vivano!

Tutto è bello, tutto è sacro,
tutto è infinitamente buono…
…Ieri ho amato,
oggi ho amato,
domani amerò ancora;
e di nessun amore,
di nessuna saggezza o sciocchezza
fatti per amore
io mai mi pentirò.

Non voglio vivere soltanto
per  amore della vita o d’ell'amore per qualcuno.
Voglio passare  attraversare l’Arte!

Ho bisogno  del  godimento solitario
e trasognato dell’artista...
...Oh, metamorfosi  sublimatrice!
Rendi assoluto, trasforma
Amore ... in Arte!
Poichè, Arte è tutto ciò che è Giusto
tutto ciò che è Buono
che è Bello!

Allora si che riderà la vita!  Che piangerà la morte!
Quando  sarò riuscita a raggiungere  di me…
…tutto di Me!

Un metamorfico augurio a tutti voi e un buon inizio
...all'insegna dell'amore più grande! BUON 2016... baci infinti...................HERA







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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Toccavo il cielo con un dito
e una stella raggiunsi
e la raccoglievo.
La riposi in un cassetto
a tutti mostravo
come brillava
com’era incandescente
com’era bella.


Ma poi….
si spense
non scintillava più
non sapevo cosa farmene.


E così capii
che quando ottieni qualcosa
non sempre ti renderà felice.


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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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E' difficile perdonare
quando il rancore
alberga nell'animo
e si cinge al dolore,
lo so.

Devi slegare te stesso
da pensieri attorcigliati
che invadono la mente
che non sente,
senti il cuore.

Si perdona perché s'ama;
il perdono è fonte
di libertà interiore
che non soffoca l'amore,
sappilo.


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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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Del tuo sorriso,
della tua presenza.

Ho bisogno
di sapere che ci sei.

Ho bisogno
di parlare con te.

Ho bisogno
dei tuoi consigli.

Ho bisogno
di risentire la tua voce.

Davanti ai miei occhi
scorrono le visioni,
di immagini
vissute tante volte.

Il vuoto
si prende cura di me
e cresce sempre di più.

Riempie le mie giornate,
le mie notti.

In attesa
di risentire la tua voce.

Riecheggiare quell’ultima frase,
che accompagna la mia vita
in attesa di rivederti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Né amore, né odio,
ma paralisi dell’anima.
Incapacità ,
di superare  i confini
dell’ombra e della luce.

Senza riguardo alcuno
si  fabbricano muri  intorno…
Solidi muri!

Oh!  indifferente, aspra, notte di solitudine!
Notte,
in cui come candelabro splendido
che divampa e brucia,
alzo le braccia al cielo…
fragile blu di stelle sconfitte,
Erranti!

Errante mondo 
dell'indifferenza
mondo  errante,
come  brigante che prega...

Ma   Dio…
nella  povertà si svela!
E tu  mondo,
lo rinneghi
perché nell’oro anneghi!

Compri  alloro
per la sua nascita,
per  sopperire alla tua
mortale  assenza.

Tu,  Blasfemo!
Che  altro l’anima tua  cerca
e d’altro piange!
Spaventan  le grandi cose:
ogni tre secondi
un cuor si ferma,
e tu come la terra
continui a girare;
continui a non guardare.

Ho visitato  io,
la  notte dell’indifferenza!
Era agnello che voleva volare,
ma le stelle sono astri lontani,
e gli umani  ti urlano  di come esse
non si  possan  visitare…

…Siam  tutti,  navi arenate a riva?


La poesia è stata scritta a quattromani , con la speciale  e affettuosa collaborazione di Top93. Grazie infinite a te...grande Top!
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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sarà forse il silenzio

la Dimensione vera ed eccelsa

a cui giungere ìlari.

Il silenzio dal dire,

bocca chiusa al proferir parole,

persino alle più nobili verità,

al narrar di un ricordo, alla poesia.

Labbra ancor più serrate

al vanto dell’io, del “tutto so”

 al giudizio: “l’altro non conta”,

“l’altro distrugge”, “l’altro divide”…

 omettendo, con voluta cattiveria,

passaggi di vitale importanza

e tasselli essenziali, 

per completare il mosaico.

Il silenzio dell’anima,

elegante sede del bene,

 del disinteressato altruismo,

della carità, del dignitoso dare,

in riservata umiltà.

Il silenzio del cuore,

dimora dei sensi e delle emozioni.

Di un cuore fermo, forte e deciso,

che, forse nel vero silenzio,

troverà la giusta prospettiva,

e serrando gli occhi,

ai nocivi raggi di un falso sole,

pari a giovane puledro,

cavalcherà libero

su verdi e pianeggianti praterie,

giungendo fiero al traguardo.

Dimensione perfetta, silente e libera,

 totale distacco

 dal futile e dall’invadenza.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Il sovraffollamento

 

Una testa piccola

non può contenere

un grande cervello,

altrimenti

nel sovraffollamento,

i  neuroni

farebbero scintille,

e andando in corto

farebbero disastri.

È inutile pensare

a un trapianto,

sarebbe solo

fatica sprecata.

Non c’è alternativa!

“Non ti curar di lor

ma guarda e passa”.

Buon Natale a tutti di pace, serenità e comprensione, sempre e nonostante tutto.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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Figlio, come tanti borghi, di una terra avara.

Ti ricordo, io bambina, piccolo certo,

ma dai mille e caldi colori,

allegro, ricco di sani valori.

Gente comune viveva ogni tuo angolo,

con semplicità, gente che si accontentava di poco

e felice del poco che aveva.

Quanta nostalgia dell’atmosfera oramai andata!

Penso al Natale, l’odore dei forni accesi per i dolci,

bambini e giovincelli, allora tanti, fremevano festanti

aspettando, a sera, la piccola banda suonare

la soave musica per le vie.

L’inconfondibile profumo di primavera,

che a Pasqua si  mescolava a quello delle “cuzzupe.”

La Pasqua poi, con il Fuoco Santo nella notte

e la Passione di Gesù, per le tue vie.

In ogni angolo, quanta gente ti popolava!

Le spensierate vacanze estive,

l’aria fresca della sera, che smorzava

l’afa delle ore più calde,


le soste rigeneranti alla tua “Vecchia Fontana”.

La piccola piazza, amata da grande e piccini,

salotto all’aria aperta, sotto il cielo d’agosto

e complice d’incontri e nuove amicizie.

I tuoi figli tornavano tutti felici,

ancora una volta, per rivivere e

condividere l’amore e la gioia per quella

Grande Festa che, nella “cunfrunti ”,

raggiungeva l’apice della commozione,

e gli occhi di molti brillavano come diamanti al sole.

Paese mio, come eri bello cosi!

Che fortuna la mia,

averti vissuto nei tuoi migliori anni.

Risento l’eco degli anziani narrare

della tua vita, ancor prima,

impregnata di fame, povertà, malattie.

Un forte senso di solidarietà fraterna

regnava in ogni vicolo,

a sostegno di chi aveva più bisogno.

Intrecci d’amore che il benessere,

pian piano, ha trasformato

in gelosia, invidia e indifferenza.

Perché ora tutto è mutato?

Paese mio sei cambiato, non ti riconosco più!

Sonnecchi come un uomo stanco, ,

provato dal duro lavoro,

un vecchio indebolito dal peso degli anni!

Come lumini smorzati dal vento

si spengono, una dopo l’altra, le luci dei focolari,

si chiudono gli usci di case, botteghe, scuola,

segni tristi della vita che non  si rigenera.

E mentre i giovani progettano viaggi di sola andata

qui restano i tristi rintocchi delle campane

che sovente segnano la vita che trapassa.

Perché? Perchè le tue strade divennero solitarie,

e pochi gli echi festanti di quei superstiti bimbi,

che per svago, usano i pochi spazi pubblici.

Solo le rondini, che puntualmente ritornano,

sembrano rompere il silenzio,

auspicando l’arrivo dell’estate,

il ritorno dei tuoi figli, e forse,

di un tempo migliore.


                                                                                             
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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